Hellas Verona, nel 2011 solo le grandi davanti agli scaligeri
Dietro alle «grandi» d'Italia, come succedeva una volta. Il Verona si riscopre attore protagonista non solo nell'orticello spoglio della Prima Divisione, non solo nella terra sconfinata e sempre abbastanza arida della serie B. Lo spaventoso rendimento nell'anno solare che se ne sta andando ha il potere di accorciare i tempi, di farti tornare indietro con la memoria. Semplici illusioni, ma i numeri non dicono bugie. Nel 2011 soltanto quattro squadre in Italia hanno corso più veloce dell'Hellas, fra la serie A e la vecchia C1. Il quinto posto assoluto (67 punti, 1.861 di media) è un risultato portentoso, considerato che il Verona è stato preceduto dai campioni d'Italia del Milan, dall'Udinese che sta regalando a tutti lezioni di calcio, dall'Inter sorretta soprattutto da una prima parte dell'anno condotta a ritmi vertiginosi. La quarta piazza è occupata dal Taranto degli ex Rantier, Girardi, Pensalfini e Di Bari, che rispetto all'Hellas ha meno punti ma anche meno partite giocate e quindi una media leggermente migliore. Fra le formazioni sempre in serie B nel 2011 in testa ci sarebbe il Padova con 70 punti, prima del Sassuolo fermo a 68 ma con una gara in meno. Terzo il Torino. Non c'è storia nel confronto con la Nocerina, regina dell'altro girone di C1 ma che nella nuova categoria non ha saputo reggere il passo dell'Hellas. In perfetta media il Chievo, tredicesimo assoluto fra le squadre di sola serie A, davanti a Cagliari, Cesena, Bologna e Lecce ma anche ad un solo punto dal Parma, a due dal Catania, a cinque da tre grandi marchi come Palermo, Genoa e Fiorentina.
CAVALCATA TRIONFALE. L'anno solare dell'Hellas è un insieme di tanti piccoli tasselli, assemblati alla fine in un meraviglioso puzzle. Compresi i momenti bui, come la contestazione dopo il Gubbio e un castello che pareva scricchiolare nonostante l'opera di Mandorlini. Oppure i soli tre punti in cinque giornate, partendo dal pari di Gubbio fino alla Nocerina. Buchi neri di un'annata per il resto splendida, iniziata dall'1-1 di Como del 9 gennaio e conclusa dallo 0-0 di Varese. Due estremi normalissimi che racchiudono invece momenti esaltanti, sfide epiche, momenti di terribile tensione (vedi Salerno) e di infinita gioia. Curioso che ad aprire e chiudere il 2011 sia stato Thomas Pichlmann, non esattamente il pupillo di Mandorlini, che ha segnato il primo e l'ultimo gol dell'anno. Da Como all'Albinoleffe. Nella rincorsa in Prima Divisione poche pecche. Appena tre sconfitte in campionato fra Gubbio, Sorrento e Alessandria. Cinque i pareggi, due dei quali (Como e SudTirol) già a gennaio. Da lì in avanti serviva accelerare. E l'Hellas non ha tradito, inanellando dopo il Gubbio la bellezza di 16 punti in sette partite, per poi raccogliere nel finale i punti che aprirono le porte del quinto posto e dei playoff.
MEGLIO LA SERIE B. Il Verona, dato magari anomalo, sta mostrando un rendimento migliore in B rispetto alla C. Trentotto punti in 20 partite significano esattamente 1.9 punti di media, contro l'1.81 della C1. Chiaro, gli scenari sono anche diversi. Poter pianificare con calma la stagione non è come salire su un treno in corsa, considerato anche che Mandorlini ha ereditato un Verona potenzialmente forte ma anche e soprattutto costruito con qualche lacuna di troppo dalla mano di Giannini. L'aver mantenuto a grandi linee lo stesso gruppo ha consegnato indubbiamente tanti vantaggi e permesso al Verona di dribblare con agilità persino sorprendente i pericoli della nuova categoria. La verità di questi numeri certifica una volta di più come l'organico di quel Verona fosse probabilmente più aderente e funzionale in un contesto di maggior qualità rispetto a un campionato in cui corsa e agonismo vengono prima del talento. Ma questo, adesso, è un problema di altri.
DENTRO E FUORI. Dodici vittorie in 18 partite, esclusi i playoff con Sorrento e Salernitana. Al Bentegodi hanno vinto solo Gubbio, Pescara e Torino, alle altre sono rimaste sì e no le briciole. Fortunate possono ritenersi Padova, Sampdoria e Nocerina, che da Verona se ne sono andate con un punto. Per il resto l'Hellas non ha avuto pietà di nessuno, ha vinto nove partite su 10 in Prima Divisione e le ultime quattro del 2011 con Brescia, Crotone, Reggina e Albinoleffe. Il totale fa 39 punti, esattamente 2.16 a partita. Tantissimi. Il capolavoro però è concentrato nel Verona da trasferta. Il percorso anonimo fino a maggio (un solo successo in otto partite) ha lasciato spazio ad una squadra straripante in serie B, come testimoniamo le sei vittorie di cui quattro consecutive con Cittadella, Bari, Empoli e Livorno. Due di media, semplicemente strepitoso. Come questo 2011 indimenticabile.


