Hellas Verona, Mazzola: "Non solo gambe, serve la testa"
Guardarsi indietro spesso aiuta. Soprattutto se ti prende per mano chi nel Verona ha giocato più di duecento partite. Sandro Mazzola ne ha viste di tutti i colori, fedele testimone di pagine di storia che nessuno dimenticherà. Nel bene e nel male, un vero capitano conserva tutto. Tempo di stringere i denti, di valicare confini già probabilmente oltrepassati. Per questo uno come Sandro in momenti così vorresti sempre averlo dalla tua parte. Perfetto nel ruolo di team manager, ma soprattutto come uomo di calcio. Nei 73 punti dell'Hellas c'è anche la sua impronta.
MEGLIO LA TESTA. Le gambe? Contano e non contano. Per Mazzola la chiave è un'altra. «La differenza adesso è nelle motivazioni. Le energie mancano un po' a tutti, quel che conta sarà soprattutto metterci testa e cuore. Ho vissuto il Verona anche dei momenti difficili, ce ne sono stati tanti negli ultimi anni. Proprio per questo dobbiamo ricordarcene, avere dentro ancor più orgoglio e determinazione rispetto a tutti gli altri, proprio per questo bisogna cercare di compiere tutti insieme un ulteriore sforzo e trasformare una comunque grande stagione in una stagione strepitosa. Abbiamo la possibilità di raggiungere un traguardo incredibile».
NIENTE SCHERZI. Con l'Albinoleffe sembra la classica partita del giovedì. Sembra. La storia racconta invece di epici scivoloni, senza dover necessariamente riavvolgere il nastro fino al 3-2 del Lecce (già in serie B) a casa della Roma del 2 maggio del 1986, quando Barbas e Pasculli consegnarono lo scudetto alla Juve in un Olimpico già pronto alla festa. «Queste sono partite insidiose - avverte Mazzola - proprio perchè facili sulla carta e a detta di tutti. Per chi va in campo invece è diverso. Vincere non sarà agevole, ma bisogna essere comunque sinceri fino in fondo. Al di là della scaramanzia, è chiaro che se l'Albinoleffe è in fondo alla classifica e nel girone di ritorno ha raccolto pochissimo dei problemi li ha. E se vogliamo raggiungere il nostro obiettivo dobbiamo solo vincere».
OLTRE IL LIMITE. Mazzola ha visto la creatura nascere e crescere passo dopo passo. Dalle amichevoli vissute a bordocampo ai tempi del ritiro fino ad oggi. «La squadra è diventata forte grazie ai risultati - spiega -. Man mano che il campionato andava avanti l'impianto di gioco è andato consolidandosi, così sono arrivate le vittorie e la conseguente maggior autostima. Tutto ci veniva sempre più facile, il gruppo si è ulteriormente compattato. Siamo andati oltre i nostri limiti e le previsioni della vigilia. Ai ragazzi bisogna fare colo un applauso, siamo molto contenti di quanto hanno reso ma non è finita. Non basta, ci vogliono tre vittorie. Poi tireremo le somme».
DOPPIA STRADA. Il calendario e il rendimento di Torino, Pescara e Sassuolo ha reso il finale assolutamente indecifrabile. Per questo la strada della saggezza rimane quella più sicura. «Dobbiamo cercare di andare avanti un passo alla volta, di portare a casa sempre il massimo. Se basteranno tre vittorie? Ce lo auguriamo, ma anche se non saranno sufficienti la qualità della nostra stagione non ne verrebbe intaccata. Vedremo se avremo successivamente la fortuna e la forza per vincere gli eventuali playoff. La spunterà chi avrà più birra, quello sarà un campionato a sé. L'abbiamo capito anche l'anno scorso, partendo da quinti. Dicono che arrivare da dietro ti dia qualche vantaggio, ma non è detto. Di sicuro non è questo il momento di pensarci».


