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Hellas Verona, Martinelli: "Siamo costretti a dare una svolta"

Hellas Verona, Martinelli: "Siamo costretti a dare una svolta" TuttoB.com
© foto di MB/TuttoHellasVerona.it
autore
Federico Errante
venerdì 16 marzo 2012, 12:30HellasVerona

Giovanni Martinelli apre così la conferenza stampa indetta dopo l'ennesima mazzata del Giudice Sportivo complici i cori contro il granata Ogbonna: "Abbiamo bisogno di tutti, in particolare degli organi d'informazione, per passare un messaggio importante ai tifosi. Soprattutto in questi giorni sono stati dati dei segnali da parte della società, mi rivolgo ai tifosi veri, che vengono allo stadio per applaudire, incitare la squadra: sostenitori unici. A loro voglio dire che non c'è altro modo per ostacolare ciò che sta accadendo, siamo danneggiati economicamente, moralmente ed a livello d'immagine. Bisogna prendere le distanze da quella frangia di nemici dell'Hellas Verona, dei nostri colori. Vorrei collaborazione, perchè da tempo adottiamo un percorso preciso, in modo da evitare sanzioni di questo genere. Una serie di tappe forse non note a tutti, riconducibile all'esimente. Cinque punti da rispettare per tifoseria e club, che in caso di intemperanze possono portare a togliere la responsabilità oggettiva. Io mi alzerò per primo ad applaudire per coprire cori razzisti o di discriminazione. Ciò per fornire dimostrazione di civiltà, mostrando contrarietà a tali manifestazioni. Per come ci è permesso ci muoviamo di continuo, grazie ad azioni a livello benefico in più direzioni. Chiediamo alla Lega di fermare la gara, al termine dell'azione in corso, per protestare contro questa gente. Va verificata la fattibilità, ma darebbe un risalto importante alla nostra volontà. Certa gente non si rende conto del danno arrecato, che toglie credibilità rispetto a più parti oltre a punti in classifica. Pensiamoci bene prima di percorrere una certa folle strada. Di settimana in settimana procediamo con le attività, quelli per le sanzioni sono soldi buttati. Bisogna smettere di associare Verona al razzismo, non riusciamo a capire quanto male ci facciamo? Sono orgoglioso dei tifosi, chiedo col cuore di dissociarsi dai nemici dei gialloblù. Anche recentemente mi sono raccomandato di rispettare gli altri, ma purtroppo il messaggio non è stato recepito. A Torino vincevamo 3-4 a zero, a cosa serve dar vita a certe espressioni? Godiamoci un successo entrato nella storia. Il Giudice Sportivo avrebbe dovuto farci giocare a porte chiuse col Vicenza, ma per motivi di ordine pubblico si è ripetuta la diffida. Non voglio pensare a penalizzazioni o sconfitte a tavolino. Se uno ha dei precedenti, anche dopo aver scontato la pena viene visto sotto una luce diversa. Solo con la riabilitazione della persona tramite comportamenti corretti si può cancellare l'immagine passata. Si continua a sbagliare, anzichè correggersi dopo gli errori. Siamo costretti a dare una svolta, per noi e per il futuro di chi ha ambizioni di Serie A anche a livello individuale".

A spiegare in cosa consista l'esimente, l'avvocato Stefano Fanini: "Una serie di iniziative contro la discriminazione, sia territoriale che razziale, utili a fare in modo che gli sforzi della società per contrastare tali manifestazioni vengano riconosciuti. Serve che tre delle cinque circostanze indicate siano rispettate. Ci si ricollega all'Articolo 13 del Codice di Giustizia Sportiva, in occasione del match col Cittadella daremo ulteriori segnali di spessore, la recidività è fondamentale nella valutazione delle situazioni".

In chiusura, l'intervento di Benito Siciliano: "Una batosta che ci ha deluso e demoralizzato. Un presidente come Martinelli è difficile da trovare in Italia, anche la sua pazienza avrà un limite. Abbiamo sempre chiesto aiuto a tutti voi per poter dare un segnale forte di cambiamento. Conosciamo le provocazioni in cui si cade, non è bello sentir dire che siamo razzisti e non cambieremo mai. Non lo meritano città, presidente, tifosi. Pochi non capiscono quanto male fanno all'Hellas, restiamo uniti verso il traguardo che tutti auspichiamo. Potremmo amaramente pentirci di certe cose, evitiamo ogni forma di discriminazione. Eventualmente dimostriamo con fermezza la nostra dissociazione".

 

Fonte hellasverona.it