Hellas Verona, Martinelli picchia duro: "I cori fanno male al nostro club"
Voleva scendere in campo già martedì pomeriggio ma ci ha pensato su per un giorno. Ha smaltito la rabbia e pesato le parole, ieri pomeriggio è arrivata la replica alla multa contro l'Hellas per i cori razzisti dei tifosi gialloblù a Torino. Il presidente Giovanni Martinelli ha affidato le sua parole al sito ufficiale dell'Hellas. «A seguito dell'ennesima ammenda comminata nei confronti del club per cori di discriminazione razziale e territoriale - ha scritto il patron gialloblù - l'Hellas Verona manifesta con fermezza il proprio disappunto, prendendo le distanze e condannando gli autori di siffatti accadimenti, che appaiono un'ostinata minoranza incapace di comprendere l'improrogabile necessità di osservare le norme del codice di giustizia sportiva». Quarantamila euro di multa all'Hellas per gli insulti dei tifosi a Oduamadi e Ogbonna, i due giocatori di colore del Torino. Non è la prima volta che succede in questo campionato. Le ammende contro il club di Via Torricelli, solo in questa stagione, sfiorano i centomila euro. Il presidente Martinelli in più di un'occasione ha cercato il dialogo con i tifosi, con le istituzioni, anche con i responsabili dell'Osservatorio del Viminale. Ha promosso iniziative per invertire la rotta, per dare segnali precisi. «Duole sottolineare nuovamente come il coinvolgimento sanzionatorio della società comporti la sottrazione di risorse preziose - si legge ancora nel comunicato - contribuendo a pregiudicare l'immagine del nostro club e dell'intera città. Il presidente Martinelli in prima persona esprime la propria amarezza e preannuncia l'attivazione di un piano organico di iniziative finalizzate a contrastare fenomeni discriminatori messi in atto da una parte della tifoseria, la quale non riesce a fare propri i valori di lealtà e correttezza appartenenti all'Hellas Verona». Messi i puntini sulle «i» e prese le distanze da quei tifosi che continuano, imperterriti a danneggiare le finanze del Verona con il loro comportamento insensato, il presidente gialloblù manda un messaggio anche ai responsabili del Palazzo. In più di un'occasione contro l'Hellas sono state adottate misure molto severe rispetto a quanto si è visto sugli altri campi basta ricordare le offese dei tifosi laziali contro il difensore della Roma Juan durante l'ultimo derby capitolino o gli insulti dei fedelissimi del Bologna a Gianluca Pessotto della Juve.
«La sanzione del giudice sportivo - sottolinea il presidente - diventerà oggetto di impugnazione poiché ritenuta illegittima e incongrua, in ragione del fatto che la società ha più volte manifestato la condanna di espressioni discriminatorie e pertanto richiederà nelle sedi opportune che non venga riconosciuta la responsabilità oggettiva». In effetti i quarantamila euro di multa al Verona sono un record, almeno per la serie B. Il giudice non infliggeva un'ammenda così salata da più di cinque anni. Si deve infatti risalire alla decima giornata del campionato 2006-2007, si giocava la sfida tra Napoli e Juventus. Il 6 novembre 2006 la società campana pagò una multa di quarantamila euro per accensione di petardi e bengala e lancio di bottigliette di plastica che colpirono l'addetto all'antidoping e ferirono un responsabile dell'ordine pubblico. Tra l'altro con i quarantamila euro di Torino il Verona ha superato anche molte squadre di A. In Italia, infatti, ora c'è solo l'Atalanta che sta facendo peggio. La società bergamasca ha infatti pagato finora quasi 125 mila euro. Con la batosta dell'Olimpico il club di Via Torricelli ha superato veri e propri «squadroni» comel'Inter (ferma a 81 mila euro di multa) la Lazio e la Juventus. Ovviamente non c'è storia con le altre società di serie B con la Nocerina ferma a 51 mila euro e il Padova a 39.750. Numeri che non possono far sorridere il presidente.


