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Hellas Verona, Martinelli: "La crisi tra Gibo e Mandorlini? Nessun problema, ci penso io"

Hellas Verona, Martinelli: "La crisi tra Gibo e Mandorlini? Nessun problema, ci penso io" TuttoB.com
© foto di MB/TuttoHellasVerona.it
autore
Federico Errante
martedì 6 dicembre 2011, 11:11HellasVerona

Uno scudo invisibile. Giovanni Martinelli protegge l'Hellas. Coccola i suoi ragazzi, va fiero dell'operato di tecnico e dirigenti. Il Verona è lassù. Il presidente, però, non ha mai pensato per un attimo di mettersi a volare. E quando serve, scende pure in campo. In questi giorni di grande festa si è parlato anche della frattura di vecchia data tra Mandorlini e Gibellini. Una stonatura nella storia bella dei gialloblù. Una situazione che non poteva passare inosservata.

Martinelli, c'è una stonatura che accompagna il Verona...

«La risolvo io la stonatura. Ci pensa il presidente. Il mio compito è anche questo».

Come la risolve?

«No, qui mi fermo. So cosa fare e come fare. Non devo dirlo ad altri. Non devo comunicare nulla. Fidatevi: ci pensa il presidente».

Le parole di Mandorlini del dopo gara - «Gibellini? …non parlatemi di lui. Lavora per il Verona?» - però, non potevano passare inosservate...

«Certo, ma credete: non è successo nulla di grave. Tutto va contestualizzato. Si è alzato un polverone, ma le parole dell'allenatore sono arrivate al termine di una partita tirata. E l'adrenalina, si sa, gira a mille. Ripeto, non è successo nulla di grave. Ci pensa il presidente a queste cose».

Pochi giorni fa proprio lei aveva detto: mi piacerebbe riportare armonia tra allenatore e direttore sportivo...

«Certo. E vi dico che i nostri risultati sono figli anche di un'armonia già raggiunta tra tecnico, giocatori, dirigenti e società. Quando le cose vanno bene vuol dire che si è lavorato bene. C'è stato pure un consolidamento. Per questo dico che tutti stanno remando nella stessa direzione. Il feeling non manca. E sarà importante coltivare questa intesa da qui al termine del campionato. Perché la strada che porta alla linea di traguardo è ancora molto lunga».

Un giudizio sull'operato di Gibellini?

«Ha tutta la mia fiducia. Penso che questo basti e avanzi».

Ha visto la classifica? Come si sta lassù?

«Come prima. Nel senso: non vivo di emozioni esagerate. Dobbiamo essere molto realisti. Felici per il lavoro svolto. Ma realisti».

Comincia a crederci? Crede nei sogni?

«Credo nel Verona. Nella serietà di chi lavora con me. Credo nei miei ragazzi».

Un Verona così, però, forse ha stupito anche lei

«Vero, un Verona così non me l'aspettavo. Ci sta regalando momenti felici. Da ricordare».

Che idea si è fatto di questa stagione?

«A volte certi campionati nascono sotto una buona stella. Sei bravo, sei competitivo, e sei pure fortunato. Serve tutto per vincere e ottenere gratificazioni importanti. Penso che in questo momento sia fondamentale seguire la nostra strada. E non pensare troppo a quanto ci può riservare il futuro».

Dispiaciuto di qualcosa?

«Sì, degli infortuni. Vorrei vederli tutti sorridenti i miei ragazzi. Vorrei entrare in infermeria e non trovare nessuno. Spero di rivedere presto in campo Berrettoni. Dopo tutto quello che ha passato meriterebbe maggiore fortuna. Mi piacerebbe vederlo molto di più in campo. Ma il mio pensiero va anche a Galli, Lepiller, Bjelanovic. Il tempo, comunque, non manca. E penso che potranno tornare utili al Verona».

Presidente, quando ufficializzerà l'ingresso in società di Magnani? Ormai sembra essere tutto pronto…

«Ancora non lo so...».

Martinelli, da tifosi veronese come pensa sia più giusto vivere questo momento di esaltazione?

«Proprio con lo spirito del tifoso che ama incondizionatamente l'Hellas. Godiamo di questo Verona. Godiamo di tutto quello che sta succedendo. Tutto gira per il verso giusto. Non pensiamo troppo a quello che accadrà. Viviamo il Verona. Fino in fondo».

Piedi per terra, allora?

«Sì, non si scherza adesso. Sarebbe sbagliato volare troppo in alto, le illusioni possono diventare pericolose, Siamo contenti di quello che stiamo facendo, bisogna continuare su questa strada. Solo a primavera faremo due conti».

Fonte L'Arena