Hellas Verona, Mandorlini vuole cancellare Pescara
Non è facile, tutt'altro. Non tanto e non solo per il ricordo (fresco) di Pescara. L'Hellas che torna in pista e punta al riscatto, se la vede con una delle squadre più fastidiose della serie B. La Juve Stabia, le "vespe", squadra che si merita, senza dubbi, l'etichetta di rivelazione. E che negli ultimi tempi ha spesso distribuito dispiaceri. Mandorlini lo sa, per questo non s'illude, anche se, come sempre, ha già rialzato la testa. "Una sconfitta ci sta, non dobbiamo pensare che la corsa sia finita. Una sconfitta a Pescara, contro una grande che ha giocato molto bene, non può cambiare il senso di quello che siamo e di quello che abbiamo fatto". Parole sante. Mandorlini sa, da navigatore esperto, che il pericolo, se c'è, è soprattutto mentale. Mica fisico, o tecnico. Contraccolpi? Conoscendo il Verona, vien da dire di no. Ma l'insidia, in questi casi, è sempre dietro l'angolo.
LA QUESTIONE PSICOLOGICA. Il Verona è vaccinato, non c'è dubbio. Non può bastare uno scivolone per eimettere in discussione quello che il campo ha già dimostrato. Semmai può incidere, in questi casi, la voglia matta di risollevare subito la testa. Pericolo accentuato dall'avversario che hai davanti. Specialista in colpacci, condannato (dalla penalizzazione) a inseguire, ma ancora aggrappato al sogno matto dei play off. Il Verona dovrà essere due volte bravo. La prima, nel gestire le emozioni e nell'avere pazienza; la seconda, nell'impedire a Sau e compagni, di «gasarsi», lungo il corso di un match comunque difficile da decifrare.
QUI JUVE STABIA. Un attacco di febbre lo chiama fuori. Riccardo Cazzola salta l'Hellas. Per un veronese è sempre suggestivo giocare al Bentegodi contro il Verona. Ma il centrocampista delle 'vespe' di Stabia stavolta sarà costretto ad accontentarsi della tribuna. Ieri non è stato convocato. E per i gialloblù di Mandorlini è un bel colpo, visto che Cazzola, oltre ad essere apprezzato uomo mercato, era uno degli elementi più in forma di mister Braglia. Oggi, tra l'altro, il tecnico è squalificato. E al suo posto, in panchina, siederà il vice Isetti. La Juve perde pure Maury, infortunatosi nella rifinitura. I gialloblù scenderanno in campo adottando come modulo il 4-4-2. Dopo una partenza lenta, la squadra campana si è ripresa alla grande, rilanciandosi a ridosso delle posizioni più nobili del torneo cadetto. Anzi, non fosse per la penalizzazione di 4 punti, oggi la Juve si ritroverebbe ad occupare, a quota 35 punti, l'ultimo posto utile per l'accesso ai playoff finale. Ma è ancora in tempo per rientrare nel giro giusto. Attenzione particolare alla coppia d'attacco formata da Sau (sedici reti) e Danilevicius. I due formano un cocktail davvero esplosivo. TOH,
GUARDA CHI C'E'. A dare una mano, stavolta, ci saranno anche loro. Maietta, Gomez, Hallfredsson, scusate se è poco. "Però, non diciamo che a Pescara abbiamo perso perchè ci mancavano uomini importanti. Chi ha giocato ha fatto per intero il suo dovere" osserva Mandorlini. "Anche a Pescara, il Verona è stato comunque squadra, com'è sempre avvenuto in questo campionato. Questo mi dà tranquillità, al di là del risultato". Certo, ritrovare gente come i "magnifici tre", è una bella botta di vita, su questo non ci piove. Senza cercare controprove (non ci sono mai, nello sport), probabilmente anche a Pescara qualcosa di diverso si sarebbe visto, ma questo è un altro discorso. "Pensiamo alla Juve Stabia, il Pescara è già alle spalle" dicono tutti.
IL TOUR DE FORCE. Già, perchè non finisce mica qua. Sabato prossimo a Sassuolo, poi martedì 31 il Grosseto. Il gennaio di fuoco finirà soltanto allora e solo allora avremo un altro pezzo di verità rispetto a quello che ci aspetta. "Io sono tranquillo" osserva Mandorlini. "Il gruppo è solido, l'ha dimostrato. E anche all'andata, non dimenticatelo, cominciammo a far punti dopo il Pescara". Ne ha fatti 41, ripetersi vorrebbe dire serie A diretta. Adesso è presto per pensarci, ma è chiaro che non basta una sconfitta a stravolgere il senso di un cammino. Nè, attenzione, a sciupare il grande sogno di un'intera città.


