Hellas Verona, Mandorlini: "Siamo presuntuosi"
L’Hellas fa mea culpa. «Siamo stati presuntuosi e l’abbiamo pagata a caro prezzo». La sintesi è di Andrea Mandorlini. Riflessioni, quelle del tecnico gialloblù, che fanno seguito alla sconfitta (2-1) di Grosseto. Verona in avanti, col gol di Juanito Gomez, prima di farsi raggiungere e superare. E il fatto che sia la rete di Sforzini che il rigore decisivo, siglato da Caridi, siano l’effetto di decisioni arbitrali discutibili, non altera i giudizi. «Dopo un’ottima mezz’ora abbiamo smesso di giocare di squadra e abbiamo cominciato a muoverci individualmente. Per questo abbiamo perso. E il rammarico è grande, perché vincendo col Grosseto saremmo arrivati alla partita col Padova con l’obiettivo di mirare in alto in classifica», l’analisi di Mandorlini. Ma, a non funzionare, sono state, oltre all’atteggiamento complessivo dell’Hellas, anche alcune scelte nella gestione della gara. Ceccarelli ha sofferto la fisicità di Sforzini, e allora avrebbe avuto senso portare in Maremma il più muscolare Mareco, che non è stato nemmeno convocato. E, col caldo di Grosseto, i giocatori gialloblù si sono prosciugati: i cambi andavano fatti prima. Tant’è, l’Hellas che torna dalla Toscana non è bocciato, ma, di sicuro, rimandato. Sottolinea Mandorlini. «Dobbiamo avere più forza e convinzione. Abbiamo dimostrare di avere qualità, e bisogna essere maggiormente consapevoli». D’altronde, gli errori di sabato pomeriggio sono quelli che già si erano manifestati all’esordio stagionale contro il Pescara: difesa titubante, attacco che non concretizza la mole di lavoro che viene costruita. Urge una correzione di rotta per un Hellas che, con più senso pratico, potrebbe recitare il ruolo di outsider di lusso tra i cadetti. «Siamo stati condannati dagli episodi, ma abbiamo sbagliato noi: è necessario essere più attenti», dice Gomez. E l’argentino ha tutte le ragioni del caso.


