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Hellas Verona, Mandorlini contro tutti: nel mirino Zeman, Sannino, Pea e Mangia

Hellas Verona, Mandorlini contro tutti: nel mirino Zeman, Sannino, Pea e Mangia TuttoB.com
© foto di Luigi Gasia/TuttoNocerina.com
autore
Federico Errante
venerdì 25 maggio 2012, 13:50HellasVerona

Andrea Mandorlini quasi si commuove: «Sarebbe bello restare qui a Verona ancora tanto tempo. Il mio pensiero va oltre i contratti, i soldi, la categoria. Qui sto bene. Qui si fa calcio, qui mi amano. E poi tra quattro o cinque anni potrei pure fare qualcos'altro per il Verona». Cuore gialloblù. Il tecnico intervistato al "Cafè Barbarani" da Gianluca Tavellin per l'ultima puntata del format di TeleArena "Hellas, il sogno continua” si confessa e si lascia andare. «Il sogno continua, deve continuare. Credetemi, la squadra arriva bene ai playoff, siamo reduci da un grande campionato. E possiamo arrivare in fondo con la testa giusta e con i pensieri giusti».

UN CUORE GRANDE. «Mi sembra ieri che è cominciato il campionato», dice, «e siamo qui a parlare di playoff. Il tempo è volato via veloce. Il Verona è cresciuto come gioco, come gruppo, come squadra. Tutti hanno messo un grande cuore. Non pensavamo a quello che stavamo facendo. Ma abbiamo sempre creduto in noi stessi. E poi sono arrivate le due sconfitte con Toro e Vicenza. Ci hanno fatto male. Ma lì la nostra stagione è girata. La testa è cambiata. E il Verona ha voltato pagina. Prima giocavamo bene senza raccogliere. Dopo avete visto tutti quello che è successo».

IL MIO CALCIO. «Oltre al campionato non dimentichiamoci la Coppa Italia. Abbiamo vinto a Parma. E a Roma con la Lazio il Verona ha fatto una gran bella figura. Ora finisce un campionato e ne inizia uno tutto nuovo. Più corto, ancora più importante. Il mio credo? Tutti responsabilizzati, tutti importanti. Tutti convinti di poter partecipare a qualcosa di grande. Abbiamo sempre cercato di arrivare in porta con la manovra. Magari il dispendio energetico è molto alto. Ma a me piace così».

CACCIA AL BOMBER. Il Verona ha trovato tanti stoccatori. Forse è mancato un grande bomber. Anche se Gomez ha trovato la via del gol con continuità. «Il grande bomber? No, va bene così. I gol li abbiamo fatti. Creando anche molte occasioni. A volte, però, la palla non entrava. Prendete il secondo tempo di Bergamo. Penso che in 45' mai nessuno abbia creato così tanto sotto porta. Nemmeno il Pescara. Che di gol ne ha segnati molti di più. Io mi tengo i miei. Mi tengo Pichlmann. Che entra e segna. E risolve le partite. Determinante nei sedici metri. Magari poteva fare anche meglio. Ma adesso siamo qui in corsa per la A. Con questo gruppo, con questi ragazzi. La partita di Torino è stata emblematica. Eravamo quasi all'ultima spiaggia, ed è uscito il Verona. Cancellerei Nocera e Crotone. Ma anche episodi e scelte arbitrali forse non ci hanno permesso di avere quei 2 o 3 punti in più. Con i punti di oggi il Verona sarebbe già in A tenendo conto di quella che era la classifica dello scorso torneo di B. E comunque, l'Hellas non ha mai praticato un calcio sparagnino. Sempre a testa alta, sempre a provare a giocare. Quello che sto vivendo qui mi ricorda tanto i momenti belli vissuti allo Spezia».

ZEMAN E MARTINELLI. Candido Mandorlini. Anche quando si tratta di parlare di Zeman. Oggi l'allenatore più celebrato d'Italia. «Ottima la sua fase offensiva, da parte mia c'è grande stima. Ma se poi vinci un campionato ogni 15 anni, allora preferisco essere Mandorlini. Siamo entrambi personaggi scomodi. Io forse più di lui. Zeman ha pagato caro la denuncia sul mondo del doping. È sprofondato, è andato all'estero, è ripartito dalla C. E adesso si prende la gloria. Il calcio è fatto di epoche. E di mode. Oggi vanno per la maggiore tecnici che non hanno fatto ancora niente come Mangia, Sannino, Pea».  Il Verona potrebbe incontrare ancora il Sassuolo e Mandorlini è determinato: «Sta arrivando il momento delle rivincite e spero arrivi in fretta». Ultima riflessione sul futuro e Setti: «Martinelli sa bene quello che fa. Fidiamoci di lui. Vuole il bene del Verona, cercava compagni di viaggio. Il presidente sa quello che è giusto fare».

Fonte l'arena