Menu Primo pianoCalciomercatoIntervisteEsclusive TBCalendari
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie B arezzoascoliavellinobeneventocarraresecatanzarocesenacremoneseempolihellas veronajuve stabiamantovamodenapadovapalermopisasampdoriasudtirolvicenzavirtus entella
TMW Scommesse

Hellas Verona, Mandorlini: "Classifica bugiarda, non cambio idea"

Hellas Verona, Mandorlini: "Classifica bugiarda, non cambio idea" TuttoB.com
© foto di Nicolo' Zangirolami/Image Sport
autore
Federico Errante
martedì 25 ottobre 2011, 11:06HellasVerona

Paura? Neanche un po'. Perchè mai, dice il Generale, dovremmo aver paura? L'Hellas che frena gli suscita rabbia, non pensieri capricciosi. Del resto, per uno ch'è arrivato qua e si parlava di play out e t'ha portato in serie B, cosa vuoi che sia mai un colpo sul freno? Ne ha viste troppe, ormai, per stupirsi ancora. Andrea Mandorlini è un vecchio lupo di mare, che fiuta il vento, scruta l'orizzonte e non lo vede così scuro come pure glielo stanno dipingendo. Sarà che lui ci crede, sarà che, come dice spesso, «questa squadra gli è entrata dentro». Sarà che la strada è lunga «e se ci fermiamo a piangerci addosso per due pareggi che dovevano essere vittorie, siamo a posto». Dice dovevano, non potevano, attenzione.

«Dico "dovevano", perchè è così, c'è poco da stare a discutere. Non andiamo oltre, ma di sicuro, nelle ultime partite, gli episodi che potevano girare le cose a nostro favore, le hanno girate contro. La realtà è questa, poi ognuno pensi quello che vuole».

E a parte questo?

«A parte questo è chiaro che quando non vinci, qualcosa perdi, a livello di convinzione, di fiducia in te stesso. Può essere questo, ad essere cambiato in queste ultime partite. Delle quali, tra l'altro, penso si sia sbagliata soltanto quella col Torino».

Il problema può essere psicologico, allora?

«No, non deve diventarlo. Non c'è nessun contraccolpo, perchè mai dovrebbe esserci? Non eravamo dei fenomeni prima, non siamo da buttar via adesso. Siamo la stessa squadra, con le sue caratteristiche, buone e meno buone, i suoi pregi e i suoi difetti. Ma ce la giochiamo con tutti, questo è sicuro».

Può essere che fosse, come dire, programmata una partenza sprint e che oggi i valori si siano livellati?

«Non esiste una squadra che parta con l'idea di andare fortissimo all'inizio, non era questa l'intenzione. Vero, abbiamo fatto bene già dalla Coppa, ma non credo proprio sia una questione atletica».

Che cosa manca, allora?

«Il Verona è questo, con le sue qualità, le sue caratteristiche. Siamo una squadra che deve lavorare tanto, per raccogliere.Magarui altri, finora, hanno lavorato meno e raccolto di più, ma chi vive di calcio sa che ci sono questi momenti. Magari, tra una settimana saremo qui a dire che abbiamo raccolto più di quanto seminato. Oggi non è così e non solo per colpa nostra».

La lingua batte...

«Sì, ma non cerco alibi, non m'interessa. Dico solo la verità. Uno guarda la classifica e dice: però, il Verona è lì a mezza strada, quando un mese fa era agganciato al carro dei play off. Non vuol dire niente, andiamo a vedere come ci siamo sganciati...».

Andiamo a vedere...

«A Gubbio, ci stava un rigore per noi, con la Nocerina pure. Datemeli e poi ne riparliamo. Invece di 13 punti, magari, saremmo a 17 e staremmo qui a parlare di un'altra storia e di un altro campionato».

Che cosa ha detto finora questa serie B?

«Più o meno quello che ci si poteva aspettare. C'è grande equilibrio, a parte il Toro, una classifica corta, dove bastano due partite giuste per ritrovarti in alto e un filotto negativo per essere a metà strada. Devi sempre essere sul pezzo, non mollare mai, crederci. Ma questa squadra ci crede, lo so».

Da dove questa sicurezza?

«Ricordiamoci quando sono arrivato, un anno fa. Non si vinceva mai, tanti pareggi, anche quando meritavamo di vincere. Poi ne siamo usciti, tutti assieme, lavorando, giorno per giorno, partita per partita. Succederà così anche stavolta. Chi l'avrebbe detto, un anno fa, che saremmo arrivati a raggiungere subito l'obiettivo?».

Se dovesse... acquistare qualche qualità, oggi?

«Mah, direi la concretezza, un po' più di cattiveria. L'ho detto, oggi lavoriamo tantissimo, non sempre quello che poi raccogliamo è proporsionato. Altrimenti, quattro-cinque punti in più li avremmo di sicuro».

E che cosa invece, dà certezza?

«Il fatto di essere sempre stati squadra, anche nei momenti meno facili. C'è un'identità, c'è un'idea, si vede da tante cose, da come stai in campo, da come ti muovi, da come te la giochi. Poi, può anche non arrivare il risultato, ma il Verona questa sensazione l'ha sempre data e per un allenatore è una risposta importante».

Ancora ci si chiede, quale può essere l'obiettivo del Verona?

«Siamo appena arrivati, in B, non dobbiamo avere fretta. Solo il tempo, il lavoro, la pazienza, ti aiutano a crescere e a farlo in modo equilibrato. I risultati non arrivano mai per caso, c'è sempre un segreto, una spiegazione. L'obiettivo? Per come sono io, sogno un campionato da protagonisti, poi vediamo fin dove possiamo arrivare».

Il Verona sta rispettando la tabella di marcia?

«Sì, per come ha giocato, per quello che potevo aspettarmi, sì. Non parlo di punti, di quello ho già detto e non sono nè presuntuoso, nè visionario. Qualcosa ci manca, ma io sono convinto che ce lo andremo a riprendere presto».

Fonte L'Arena