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Hellas Verona, Maietta: "Da qui non si passa"

Hellas Verona, Maietta: "Da qui non si passa" TuttoB.com
© foto di Tommaso Sabino/TuttoLegaPro.com
autore
Federico Errante
venerdì 17 febbraio 2012, 10:19HellasVerona

Casa dolce casa. Chi arriva a Verona scopre quanto sia dura la legge del Bentegodi. Un autentico fortino. Diventato ormai inespugnabile. Otto vittorie di fila. Nessuno che strappa punti ai gialloblù. L'ultima a frenare la corsa degli uomini di Mandorlini è stata la Nocerina lo scorso 21 ottobre. Merito di tutti. Merito anche di una difesa che ha scelto la via dell'ermetismo. Al Tempio non si passa. E da 340' Rafael non prende gol. Tre partite ed uno spezzone di gara a Sassuolo. Non solo: l'Hellas sta tenendo in questa seconda parte di campionato la stessa andatura del girone d'andata. E se le cose restano così, si va davvero lontano. Mimmo Maietta è il Ministro della Difesa gialloblù. Pezzo insostitubile. Per stessa ammissione di Mandorlini, uno dei «Tre dell'Apocalisse». Gli altri sono Hallfredsson e Gomez. Uomini d'oro, sui quali fare affidamento. Maietta, tre partite senza subire gol. Così si va lontano…

«La difesa c'è. E c'è sempre stata. Poi capita di 'beccare' squadre molti forti in attacco come Pescara e Sassuolo, e qualcosa devi concedere. Però noi abbiamo dimostrato anche in passato che il nostro 'fortino' è proprio la difesa. Anzi, la fase difensiva». E a proposito di fortino: nel ritorno non avete mai subito gol al Bentegodi «Meno male. Andiamo in campo più concentrati, la partita in casa la dobbiamo fare noi. Chi viene si chiude per cercare di portare via un punto. Fuori, invece, assumo un atteggiamento più coraggioso. Ma a Verona è più facile per noi». Era a conoscenza della «regola del due». Nelle ultime quattro gare casalinghe avere segnato sempre due gol e sono arrivate solo vittorie… «C'è il Gubbio? Bene, diamo conferma alla regola…». Altro dato: è dal 13 novembre che non prendete gol su azione al Bentegodi. Gli ultimi a colpire sono stati quelli del Crotone «Vuol dire che ci stiamo applicando bene, vuol dire che siamo concentrati. E' Bordin che cura la fase difensiva. Il mister ci va vedere dei filmati, evidenzia gli errori, e lavoriamo per corregerli. Il dato mi fa piacere. E spero adesso di non prendere gol nemmeno su calci piazzati». Otto vittorie di fila, sempre al Bentegodi, sono statistica importante «Quest'anno viviamo periodi di…record. Otto vittorie di fila, otto vittorie in casa. Spero di poter continuare ancora a lungo così e migliorare questo risultato». Veniamo ai confronti: alla sesta di ritorno avete raccolto gli stessi punti dell'andata: esattamente dieci. La tendenza resta quella allora… «È difficile fare sempre le stesse cose. Ma se facciamo come all'andata, vuol dire allora che possiamo arrivare secondi. E oggi questa situazione può permetterci di sognare».

Tornando alla difesa avere fatto addirittura meglio. Incassando solo cinque gol rispetto agli otto dell'andata «E allora vuol dire che l'atteggiamento, il comportamento, l'approccio e le scelte del mister sono queste giuste. Anzi, sono pure migliorate. Visto che i numeri dicono proprio questo». Maietta, la quarta miglior difesa del campionato può essere il lasciapassare per il sogno?. «Sì. Una difesa forte non regala mai bugie. E chi prende pochi gol, alla fine si piazza sempre là sopra. Torino e Sassuolo sono in testa e hanno le migliori difese della B». Occhio al Gubbio però. Andamento disastroso in trasferta ma fin qui, in tre partite giocate, il Verona ha incassato due sconfitte ed un pari. «C'è un tabù da sfatare. Questa è la quarta volta che giochiamo contro di loro. Giochiamo in casa, davanti alla nostra gente. È arrivato il momento giusto per fare risultato. L'anno scorso hanno trovato la stagione d'oro e hanno vinto il campionato come primi. Ma quest'anno, all'andata il pareggio di Gubbio non ha detto la verità su quanto visto in campo. Meritavamo di più. E adesso cercheremo di rifarci in casa». L'ultima: le è piaciuto essere stato incluso da Mandorlini nei «Tre dell'Apocalisse»? «Mi fa solo che piacere. Sono solo belle parole. E se escono dalla bocca del mister, ancora di più…».

Fonte l'arena