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Hellas Verona, "Lo stadio, il presente ed il nostro futuro"

Hellas Verona, "Lo stadio, il presente ed il nostro futuro" TuttoB.com
© foto di Elisabetta Zampieri/TuttoHellasVerona.it
autore
Federico Errante
mercoledì 21 marzo 2012, 15:15HellasVerona

Lo sfondo del suo computer dice già tutto. Lo stadio è sempre lì, anche se solo virtuale. «In cinque anni sarà pronto», racconta dall'altra parte della scrivania Benito Siciliano fra una telefonata e l'altra. Trentamila posti netti a sedere, senza barriere, «dove il calcio sarà forse uno degli eventi meno ospitati». Un chiodo fisso, con tanto di box e attività collaterali, tetto che si chiude e terreno di gioco estraibile. «Sarebbe la soluzione a molti problemi, uno stadio di proprietà ti cambia la vita», continua il direttore generale dell'Hellas, braccio destro di Giovanni Martinelli, fra conti da far quadrare e mille altri pensieri. L'uomo dei conti non ha tempo di annoiarsi. Il Verona di sicuro è una delle migliori nel rapporto fra investimenti e il fatturato espresso dalla classifica. Più dei ricconi di Padova e Sampdoria, ad un passo dal Torino che ha continuato ad acquistare giocatori. La ricetta in fondo è semplice. Successi che nascono da lontano, nonostante Martinelli continui ad essere solo, alle prese con mille difficoltà e numeri da far quadrare.

MENO DUE. Il Verona chiuderà il bilancio a giugno con due milioni di passivo, figlio di undici 11 e 200mila euro di spese e 9 milioni e 200mila di entrate fra vendita dei biglietti, contributi della Lega di serie B, marketing e tutto il resto. Ci penserà Martinelli, di tasca sua, a pareggiare i conti. Così come a pagare 70.000 euro di multe in una settimana. E meno male che l'Hellas è in serie B, perchè «in Lega Pro ci si rimetteva ogni stagione dai quattro ai cinque milioni». La cadetteria ti dà un po' d'aria, esattamente tre milioni e 200mila euro a cui bisogna toglierne 750.000 di contributo alla Lega Pro per le squadre retrocesse. Proprio così. Un fardello lungo tre anni, più di due milioni in tutto. Tre anche come i milioni da versare per chi scende dalla serie A, in caso di promozione. Ma questa è un'altra storia. SPALLE COPERTE. Contratti lunghi, solo Bjelanovic è in scadenza. In mano però il Verona ha un'opzione che potrà anche far valere. Jorginho ha appena prolungato fino al 2016, Maietta gli è a fianco. Tutti gli altri seguono a ruota, a cominciare da Rafael, Gomez ed Esposito. Fino al 2014 sono stati blindati Ceccarelli, Ferrari, Abbate, Hallfredsson, Pichlmann, Russo, Mancini e Nicolas. Un gradino sotto ci sono Berrettoni, Cangi, Pugliese e Scaglia. Diciassette in tutto, Bjelanovic a parte. La promozione ha imposto nuovi parametri, adeguamenti spostati verso l'alto a cui Martinelli ha fatto fronte con accordi spalmati, di fidelizzazione pura. «Ci ha pensato lui in prima persona, perchè considera questi giocatori di grande livello. È stato bravo secondo me, al di là dei soldi risparmiati. Lui crede ciecamente nel gruppo e in questo staff, se conosco il presidente sono tutti un po' come dei figli. E lui quasi come un padre per i ragazzi. È difficile che possa privarsi di uno di loro, magari per pareggiare il bilancio. Se conosco il presidente sono sicuro che metterà il valore dei giocatori al primo posto, senza lasciarsi condizionare dai conti». Lieviterebbe tutto in serie A, ovviamente. «Costi ma anche entrate», continua Siciliano, pronto a mettere mano in caso di promozione su 30 milioni, sommatoria di diritti televisivi e contributi della Lega Calcio. Senza dimenticare il bacino, più ampio di qualche attuale società (vedi Siena) della massima serie.

PORTE CHIUSE. Una voce, in mezzo a tanto silenzio e giorni agitati. Il Verona in vendita? Smentisce l'Hellas, dopo le notizie circolate nelle ultime ore che vorrebbero Maurizio Setti, vicepresidente del Bologna, interessato alla società. Ieri in mattinata il Verona ha parlato di «notizie prive di ogni fondamento», così come confermato da Martinelli e dallo stesso Siciliano: «Sono qui da gennaio del 2009, avremo parlato con più di 50 persone che dicevano di voler entrare nel club. Martinelli ha seminato ed ora sta raccogliendo i frutti. Lasciamolo in pace. Dispiace solo che sia lui a dover pagare un conto salato per le colpe di altri. Tutte queste multe fanno male. Peccato, perchè questo è un problema della città e non di Verona. In questo momento comunque il presidente è concentrato soltanto sul campionato. Martinelli ha creato qualcosa di importante. E ora vuole andare in fondo, anche da solo».

Fonte l'arena