Hellas Verona, le questioni societarie bloccano tutto
Tiene banco il valzer societario, in casa Hellas. Tanti nomi, tanti sussurri, ma sono da verificare i fatti concreti. Per il momento, il Verona resta per intero di proprietà di Giovanni Martinelli.
Il presidente, tuttavia, è in stretto contatto con Stefano Bergamelli, imprenditore lombardo del settore edilizio e immobiliare, che appare sempre più in pole position per rilevare il club gialloblù. Lo farebbe acquisendo una quota di maggioranza e rivedrebbe per intero lo staff dirigenziale. Tra l’altro, da più fonti, viene certificato che Bergamelli avrebbe già avuto modo di parlare con Andrea Mandorlini. Attenzione, però, ad altre piste. Interessamenti all’Hellas sarebbero stati manifestati da industriali sia del Vicentino che del Bresciano, con rapporti che vengono retti da Benito Siciliano, consigliere delegato della società di via Torricelli.
Altra via, quella di Bruno Venturi, affermatosi nell’ambito della lavorazione dell’acciaio, e veronese, ma che non è disposto ad entrare nell’Hellas da solo.
Dunque, il panorama è sempre molto complicato a scontare la situazione è la squadra, con il ds Mauro Gibellini che aspetta a sbloccare le operazioni di mercato messe in piedi, da quella che prevede il passaggio al Verona del centrocampista Niccolò Galli, a quella che porterebbe all’Hellas, dal Genoa, i giovani Tachtsidis, Bertoncini e Doninelli. Per Fabinho il rischio è quello del pressing sul giocatore, e sull’Udinese, che è titolare del suo cartellino, da parte del Modena: non sarà facile aggiudicarsi l’esterno offensivo. Per Jidayi, del Padova, altri dubbi da valutare.
E, così, lo scenario relativo al Verona è tutto un quiz. Basti pensare alla questione del ritiro, che dovrebbe svolgersi a Castelrotto, in Alto Adige (o questa era stata l’indicazione di massima ricevuta fino a pochi giorni fa) e che, al contrario, potrebbe saltare, per essere dirottato altrove. Insomma, all’Hellas c’è ancora molto da fare.


