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Hellas Verona, "La piazza può dare quel qualcosa in più verso la A"

Hellas Verona, "La piazza può dare quel qualcosa in più verso la A" TuttoB.com
© foto di Image Sport/TuttoLegaPro.com
autore
Federico Errante
giovedì 23 febbraio 2012, 11:08HellasVerona

Esperti della materia come nessuno. Dagli intrighi della serie B loro due ne sono usciti da trionfatori. Non c'è due senza tre, così almeno dice il proverbio. Assist troppo semplice per il Verona di oggi. Due anni fa il Cesena, lo scorso giugno il Novara, adesso chissà. Solo un caso? No, il fato incide poco. Il pallone sa essere, per fortuna, pure rigido e tremendamente scientifico. Pierpaolo Bisoli e Attilio Tesser la pensano più o meno così, superbi condottieri di matricole passate dall'inferno della serie C al paradiso della serie A in dodici mesi appena. Uno col Cesena, l'altro col Novara. Ma ora sono a spasso, così ha deciso lo strampalato calcio di oggi. È un pomeriggio anomalo per due così, lontani dal campo. Senza panchina. Bisoli ha appena finito di giocare a tennis, Tesser è in giro. La loro avventura a Bologna e Novara è finita troppo presto, ma la storia non può dimenticarsi tanto facilmente di quei doppi salti entrati di diritto fra le imprese più belle degli ultimi decenni italiani. .

QUESTIONE DI COERENZA. Bisoli ha una convinzione, diventata ogni giorno più forte: «Il calcio italiano è gracile, al giorno d'oggi fai strada abbastanza facilmente se ti affidi alla continuità, senza distruggere ogni anno quel che hai appena costruito. Guardate quel che succede a noi allenatori. Io dopo quattro partire ero già a casa, a tanti altri è successo più o meno lo stesso. Il mio Cesena seguì un cammino preciso, il Novara ha fatto lo stesso, il Verona pure. Se i risultati sono sempre questi c'è un perché, non può essere solo una fatalità. Non scherziamo. In quest'epoca vale molto la coerenza delle società, una programmazione chiara, una gestione anche semplice».

FRENO-PESCARA. «Il Toro - evidenzia Tesser - ha molte possibilità di vincere il campionato, ma non sarà così scontato come la forza della squadra e il blasone possono suggerire a prima vista. Un posto in serie A il Torino dovrà sudarselo, considerata la concorrenza. Non diamo nulla per scontato, specie in serie B. A questo punto del campionato basta niente per vanificare il lavoro di una stagione intera. Nel suo piccolo anche la fortuna ha il suo peso. Il Pescara, ad esempio, è stato penalizzato dagli ultimi rinvii. Stava attraversando un momento fantastico ma è stato costretto a fermarsi e qualcosa magari avrà anche perso nel frattempo. Se si va avanti con questo equilibrio anche un punto può costarti carissimo».

PARADISO TORO. «Il Torino - continua Bisoli - secondo me va in serie A direttamente, anche da primo in classifica. Ha una rosa superiore a tutti gli altri, basta vedere i nomi in organico e quanto ampia è la rosa. Il secondo posto se lo giocano le altre tre, partono tutte alla pari. Il Sassuolo ha la serenità dell'ambiente, il Verona l'esatto contrario ma in chiave positiva. La piazza, meravigliosa, trasmette adrenalina ogni giorno di più, naturale per chi è stato a lungo in serie A. Il Pescara è diverso, ha una banda di giovani bravi e incoscienti al punto giusto. Sfrontati come solo a vent'anni puoi essere. Con un gran talento come Insigne e uno come Immobile che davanti alla porta non sbaglia mai. Mi piacciono tutte e tre, ma per la promozione diretta a disposizione rimane un posto solo».

UNICA DIRETTRICE. «Ho visto giocare il Verona - confida Tesser -, questa è una squadra con grande organizzazione ma anche con giocatori di qualità scelti con grande raziocinio. E vedo un gran bel gruppo, certe piccole sfumature ti fanno capire chiaramente quando c'è unità d'intenti e tutti marciano nella stessa direzione. A me l'Hellas è piaciuto molto, da due anni ormai viaggia sull'onda dell'entusiasmo e questo è un bel valore aggiunto. Il Verona ha acquisito in Prima Divisione una mentalità vincente che le è servita molto anche in serie B. Anche la città sta spingendo nel modo giusto, si è creata un'unità di intenti che di solito è alla base di ogni successo. E non dimenticatevi che anche certi piccoli dettagli giocano a favore del Verona. Nelle ultime giornate magari la differenza te la fa persino l'ultimo arrivato. Sulle qualità di uno come Hallfredsson siamo tutti d'accordo, ma l'Hellas ha trovato anche un ragazzo potenzialmente determinante come Lepiller. Anche se alla fine a vincere è sempre il gioco di insieme, ma Mandorlini questo lo sa benissimo».

Fonte l'arena