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Hellas Verona, la moviola "indigesta"

Hellas Verona, la moviola "indigesta" TuttoB.com
Leonardo Baracani, l'arbitro di Gubbio-Hellas
© foto di Alberto Mariani
autore
Federico Errante
lunedì 3 ottobre 2011, 13:03HellasVerona

La notte non ha scolorito il rammarico. Anzi. Il gusto un po' brusco del pareggio di Gubbio si ripropone col caffè, davanti ai giornali, riguardando le immagini televisive. E la sensazione resta quella della vittoria  buttata nel cestino.

Il Verona insomma si risveglia con i suoi undici punti in saccoccia. Scuote scuote ma non esce nient'altro, anche se il pensiero, dolce, di quota tredici (con relativo quinto posto e piena zona play off) era stato a lungo - e giustamente - accarezzato. Il 95' del «Barbetti» ha conservato altro.

Mancanza di cattiveria, raccontava Mandorlini. Un pizzico di superficialità, aggiungeremmo noi, combinata con l'incapacità di neutralizzare con la necessaria efficacia le punture degli avversari nonostante mezzi tecnici e quella quota di mestiere che a questo Hellas, complessivamente, non manca di certo.

PECCHIA ADDIO? In un certo senso sul mestiere della pattuglia gialloblù ha prevalso la strategia da guerriglia - un po' mordi e fuggi - degli umbri.

Che non è bastata loro per vincere, per carità, ma per recuperare una gara in decisa salita sì.  E non sarebbe bastata, annunciavano ieri mattina le testate nazionali, neppure per mantenere Fabio Pecchia sulla panchina rossoblù.

Niente comunicazioni del club, per ora, ma la voce che sostiene l'avvicendamento con Camolese è tambureggiante.

L'altro aspetto del quale discorrere, a bocce ferme, riguarda gli episodi d'area, che bene o male hanno pesantemente inciso sul risultato.

Riguardi le immagini televisive, rileggi i commenti degli inviati al «Barbetti» e la sensazione - fastidiosa - dell'ingiustizia si materializza in maniera sempre più inquietante.

LE SVISTE. Non è il caso, ovviamente, di organizzare crociate contro Baracani o di gridare allo scandalo, ma risulta al tempo stesso complicato giustificare i fischi (e fiaschi) dell'arbitro fiorentino. Il quale, al momento di scegliere, non ci ha preso praticamente mai.

Cominciamo dal 14'. Ovvero dalla bella giocata sull'asse Scaglia-Ceccarelli che libera Mancini in piena area. Cottavafa, in evidente ritardo, ci mette il piede e pure il fisico. Mancini è leggerino, si dirà, ma è pure in chiaro vantaggio e vede la porta vicina vicina. Il fallo insomma, visto e rivisto, è di quelli che si fischiano novecentonovantanove volte su mille. E grottesca appare, comunque la si legga, l'ammonizione a carico del giocatore gialloblù.

In apertura di secondo tempo il secondo episodio dubbio, sempre in area.

La dinamica dell'azione sembra chiara, nel senso che colpevole è l'ingenuità di Cangi e ovvia la disperata rincorsa sull'avversario - Bazzoffia - lanciato verso Rafael. Riveduto alla tv però non pare così evidente il contatto tra difensore e attaccante, che certo guadagna la posizione ma stramazza su un incrocio non troppo ruvido.

E BERRETTONI? La stampa nazionale - la «Gazzetta» in particolare - calca la mano anche sul contatto tra Benedetti e Berrettoni del 48'. Magari non sarà un rigore cristallino, ma il dubbio resta.

La madre di tutte le proteste, in tutti i casi, è quella del 50'.

Il fatto che la gara sia ormai avviata alla conclusione, in pieno tempo di recupero, non agevola l'arbitro - probabilmente poco sereno - tuttavia quel volo di Maietta sul contrasto di Lunardini è molto sospetto.

Il calciatore del Gubbio cerca la palla, forse la sfiora, probabilmente però tocca anche il piede del difensore gialloblù, che perde fatalmente l'equilibrio proprio al momento di scoccare il fendente.

Il resto lo sappiamo: c'è il Verona furibondo in mezzo al campo, c'è Baracani che invita tutti alla doccia. C'è un pareggio che rivela i difettucci del Verona ma che sbugiarda pure i limiti del fischietto toscano.

E nel cestello mancano sempre un paio di punticini...

Fonte L'Arena