Hellas Verona, la difesa-bunker che va anche a segno
Altro che trincea. Si tratta di un vero e proprio bunker. Protagonisti di questa personalissima guerra? I componenti della difesa scaligera. Retroguardia che rappresenta in toto il modus operandi usato da Mandorlini per colpire la sua preda. Squadra corta, solida, con gli attaccanti pronti a rientrare per formare un fortino inespugnabile. Poi tutti all'attacco, gioco in velocità e avversario colpito a freddo, come fanno solo i più letali dei killer. Parlano anche i numeri. Nelle ultime sei partite disputate, i gialloblù hanno incassato solamente due reti, entrambe subite da calcio da fermo. De Falco ha segnato l'unico gol dei baresi al Bentegodi con una magistrale punizione, mentre Girasole, a Bergamo, ha portato in vantaggio l'AlbinoLeffe con un colpo di testa a correggere lo spiovente di Cristiano.
I MERITI Uomini e mister. La squadra è organizzata nei minimi particolari, sa come muoversi e sa sempre cosa fare. Tutto ciò, è frutto del duro lavoro a cui l'allenatore ravennate sottopone i suoi giocatori nel quartier generale di Sandrà. Ragazzi che sudano e si sacrificano, consapevoli del fatto che ogni partita è vinta per merito della squadra, non del singolo.
DIFENSORI GOLEADOR Un nome su tutti, Mimmo Maietta. Baluardo difensivo, difficilissimo da superare ed imbattibile nell'anticipo. Quest'anno ha deliziato tutti con gol strepitosi. Cavalcate "maradoniane" a Torino ed in casa col Varese, gol di rapina a Livorno, e colpo da biliardo nella vittoria all'ultimo respiro ottenuta in casa col Crotone. Anche Ceccarelli ha timbrato il cartellino: suo il gol alla prima partita di campionato disputata contro il Pescara di Zeman. Scaglia a segno contro la Juve Stabia, mentre Abbate si è riscoperto bomber, realizzando marcature contro Bari, Empoli, Vicenza e Torino. Manca all'appello solo Mareco. Che stia respirando l'aria dei play-off?


