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Hellas Verona, la coppia è giusta?

Hellas Verona, la coppia è giusta? TuttoB.com
© foto di Tommaso Sabino/TuttoLegaPro.com
autore
Federico Errante
giovedì 22 settembre 2011, 11:59HellasVerona

Il pensiero è stimolante come pochi. Ferrari più Bjelanovic, non male l'idea. Due coltelli affilati per ogni difesa. Ma che Verona sarebbe con quei due insieme? Snaturato o ancora più forte e versatile? Deciderà Mandorlini. Col Sassuolo ci ha provato, prendendosi rischi cancellati dal «desiderio di aggredire la partita». Sasa era appena arrivato, eppure una maglia da titolare fu subito sua. Lui e Nick. Convivenza difficile? No, pista praticabile. A certe condizioni però. Del resto, lo stesso tecnico, dall'inizio non li ha più schierati assieme. Col Padova, un po' a sorpresa, dentro Bjelanovic dal via e Ferrari in panchina. Ad Ascoli, che succederà?

I CONSIGLI DI NANU. «Quel che più mi colpisce del Verona è la possibilità di far ruotare gli attaccanti senza risentirne», evidenzia Nanu Galderisi, leggenda del Verona scudettato. «Gomez è un talento vero, Berrettoni può farti la differenza con la giocata di fino, D'Alessandro con la sua velocità. Mandorlini può cambiare modulo e interpreti. Col Padova ho visto un bel 4-3-3, ma durante il campionato il modulo potrà anche cambiare. Magari succederà quando Bjelanovic si sarà allineato col resto dei compagni, lui può diventare un'arma in più. Al di là dei movimenti quel che conta sarà comunque la compattezza, lo spirito. Quello che ad esempio ho visto in Ferrari, uno che davvero non molla mai. I buoni giocatori il loro posto in campo di solito sanno sempre trovarlo, senza pestarsi i piedi».

MODULO TOTO'. «Tutti e due hanno qualcosa della prima e della seconda punta. Amano svariare. Per riuscire a coesistere ci vuole poco», spiega Totò De Vitis, 38 gol in 107 partite di Hellas fra tre stagioni di B ed una di serie A. «Ferrari e Bjelanovic devono mostrare disponibilità ad adattarsi e Mandorlini dovrà essere bravo a costruire la squadra in un certo modo, in base alle loro caratteristiche. Due attaccanti come Ferrari e Bjelanovic farebbero la fortuna di chiunque, in un bel 4-4-2 o nel 4-3-1-2 sarebbero perfetti. Possono integrarsi benissimo, basta un po' di sacrificio e di intelligenza».

GRITTI, CAVANI DOCET. «Molto dipenderà dalle condizioni di Bjelanovic, col Padova l'ho visto in ritardo. Gli altri andavano a velocità diversa e sui cross che gli sono arrivati era sempre fermo», attacca Tullio Gritti, bomber dell'Hellas dall'89 al '91, più di cento reti fra A e B, ora osservatore del Genoa. «Qualche gol io l'ho segnato nella mia carriera, nove volte su dieci perché anticipavo l'avversario sul primo palo, gli rubavo quel metro che lui non avrebbe più recuperato. Credo che Mandorlini avvicinerà alla porta Bjelanovic, piuttosto che Ferrari. Sono due giocatori diversi secondo me. Uno fa reparto da solo, deve muoversi, andare negli spazi, andare incontro alla palla, prendersi dei falli. Bjelanovic di gol può segnarne molti, ma non vedo problemi nell'impiegare insieme due punte centrali o due centrocampisti dai piedi buoni. La chiave di tutto è il sacrificio. Cavani fa il difensore, si diverte e segna un sacco di gol. Rooney al Manchester United insegue il terzino avversario per ottanta metri, poi va dall'altra parte del campo e fa il diavolo a quattro. L'Inter, con Eto'o che ripiegava di continuo, ha vinto tutto quel che poteva vincere. Il contrario dell'Inter di quest'anno, in cui tutti restano fermi appena persa palla. Ferrari e Bjelanovic possono diventare una bella coppia, anche se con loro il 4-3-3 lo devi lasciar perdere. Insieme stanno bene, sia dall'inizio che a partita in corso quando sei costretto a recuperare o quando capisci che non correrai troppi rischi in fase difensiva perché sei decisamente superiore al tuo avversario».

DAVIDE ASPETTA SASA. «Premessa: Mandorlini ha la situazione in mano e sa benissimo come comportarsi. Di sicuro Nicola Ferrari e Sasa Bjelanovic sono due attaccanti importanti per questa categoria, in serie B possono incidere come pochi», racconta Davide Pellegrini, uno che il gol nel Verona (e non solo) sapeva trovarlo quando meno te l'aspettavi. Senza troppi schemi. «A Bjelanovic bisogna però dare tempo. Perché è arrivato in corso d'opera, ha bisogno di ambientarsi e di conoscere bene i compagni. Ci vuole del tempo. Per il resto tutto dipenderà dallo sviluppo dell'azione. Col Sassuolo quello del Verona mi sembrava inizialmente un 4-3-3, invece poi è diventato 4-3-1-2. Ovvio che nessuno dei due può fare la punta esterna. Ferrari va più in profondità, cerca lo spazio. L'altro ha più le qualità dell'attaccante che ha bisogno di palle giocabili che gli arrivino direttamente sui piedi. È comunque un bel mix. Mandorlini saprà trovare la quadratura giusta».

Fonte L'Arena