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Hellas Verona, l'attacco non tradisce mai

Hellas Verona, l'attacco non tradisce mai TuttoB.com
© foto di Nicolo' Zangirolami/Image Sport
autore
Federico Errante
giovedì 17 novembre 2011, 11:22HellasVerona

Non ha segnato molto ma ha fatto sempre centro. L'attacco dell'Hellas non ha mai tradito nella prima parte di campionato, venti gol nelle prime quindici partite, i «cecchini» gialloblù hanno sempre lasciato il segno. Probabilmente sta proprio qua la chiave del successo del Verona che dopo un momento di appannamento - solo tre punti in cinque partite - ha messo il turbo e ha collezionato quattro vittorie in altrettante sfide, due di queste, tra l'altro, lontano dal Bentegodi. Un trend positivo che ha portato la truppa di Mandorlini al sesto posto, in piena zona play off. Ancora troppo presto per fare calcoli e pensare in grande ma i successi dei gialloblù hanno regalato grande serenità al gruppo che può lavorare senza grandi pressioni e riportato entusiasmo nell'ambiente scaligero.

Se l'anno scorso proprio sulla solidità difensiva l'Hellas aveva costruito la propria forza, alla base prima della rimonta e della conquista dei play off e poi della promozione in B, quest'anno i gialloblù hanno preso qualche gol di troppo ma si sono fatti rispettare in area avversaria, grazie anche ai difensori. La prima rete stagionale è stata firmata da Luca Ceccarelli nella sconfitta casalinga con il Pescara, l'ultima da Domenico Maietta, il gol che ha regalato la vittoria al Verona nella sfida del Bentegodi con il Crotone. Una rete da incorniciare, la prima da professionista. «Lo aspettavo da tempo - ammette Maietta - finalmente il primo gol in carriera è arrivato. Non me ne vogliano gli avversari del Crotone in virtù del mio passato in rossoblù ma dovevo esultare. Un'emozione grandissima ma ho il massimo rispetto della gente che mi ha sostenuto per anni. Un po' di fortuna e un pizzico di follia, è andata bene. Anche a Gubbio ho provato un'incursione del genere ma sono stato sgambettato e non mi è stato fischiato il rigore».

Dalla rete del Capitano a quello di Don Mimmo altri diciotto gol: quattro li ha firmati Hallfredsson, tre Ferrari e Gomez, due Abbate, Pichlmann e Bjelanovic, uno Russo e D'Alessandro. Il «vichingo islandese» guida la classifica dei bomber gialloblù, inseguito dai veri attaccanti della squadra che nelle prossime partite dovranno confermare sul campo i progressi che si sono visti nelle ultime gare. Tra i cannonieri del gruppo anche Matteo Abbate, un altro difensore, con due reti all'attivo. Un gol che non è servito a nulla nella sconfitta interna con il Torino, un tap in importantissimo a Bari quando il suo tocco ha regalato tre punti al Verona. «Qualcosa dobbiamo correggere e la strada è ancora lunga - ha detto Mandorlini alla fine della partita con il Crotone - ma questi ragazzi stanno facendo molto bene. Forse c'è qualcosa da rivedere in fase difensiva ma anche lì stiamo crescendo, nelle ultime quattro partite abbiamo incassato solo due gol: uno a Cittadella su rigore e un altro contro il Crotone nella fase finale della partita dopo un calcio piazzato. È cresciuto Rafael ma sono cresciuti anche gli altri difensori e questa è una nota positiva». Meglio la difesa, bene l'attacco. Si è capito fin dalle prime partite che il Verona deve creare molto per andare in gol, in più di un'occasione è mancata un po' di concretezza ma il tecnico elogia il lavoro di tutta la squadra. «Nulla viene per caso - conclude Mandorlini - se abbiamo segnato in tutte le partite che abbiamo fatto vuol dire che la squadra ha una propria idea di gioco, se gli attaccanti non segnano o segnano poco è un problema, loro lavorano tantissimo per la squadra, per favorire la moanovra offensiva. E le reti dei difensori come Abbate, Maietta o Ceccarelli, o quelle dei centrocampisti confermano che il Verona ha tante frecce da sfruttare con il proprio arco. Se non fanno gol gli attaccanti c'è sempre qualcun altro che i può pensare».

Fonte L'Arena