Hellas Verona, Jorginho: " Non so come finirà, ma ci stiamo divertendo"
L'asso nella manica di Mandorlini stavolta è Jorginho. Lo avevamo già visto in campo per una toccata e fuga. Il tecnico del Verona ha seguito intuito ed istinto e ha riproposto il giovane brasiliano. Con successo.
Perché Jorginho ha lasciato il segno, riuscendo a mettere in porta anche il suo primo gol in campionato. La prestazione, comunque, è stata equilibrata. Segno che Mandorlini vede, provvede e a volte addirittura prevede quello che accadrà.
Jorginho, è stata una festa...
«Una grande festa. Ancora non me ne rendo conto. Sono felicissimo per la partita, per il gol, per la fiducia data».
Chissà quanta gente deve ringraziare. Cominciamo?
«La famiglia, gli amici, la gente che mi sostiene. Pure Rafael e Nicolas che mi stanno sempre vicino e mi danno consigli. Se sento sostegno, riesco a dare il massimo».
E Mandorlini?
«Pure lui, ci mancherebbe. Il mister mi ha schierato nonostante qualcuno lo avesse massacrato in passato quando mi ha fatto scendere in campo. Mi ha fatto sentire importante, mi sono sentito responsabilizzato. E penso di essere riuscito a fare quello che mi ha chiesto».
Il passo successivo?
«Giocare ancora, riuscire a dare spessore alle mie prestazioni, trovare altre conferme».
Per lei è forse la miglior prestazione da quando veste la maglia del Verona.
«Penso proprio di sì. Quando la gente che ti sta intorno ti aiuta, ti permette di giocare con tranquillità, tutto diventa più facile. Ti senti stimolato a dare il meglio di te stesso. E poi giocare oggi in questo Verona è molto bello. La squadra gioca bene e i risultati non vengono per caso».
Nello spogliatoio è iniziata la festa?
«Ho ricevuto tanti complimenti. I ragazzi mi hanno detto tante cose. Ma intendiamoci: molte sono destinate a restare nello spogliatoio».
La quinta vittoria di fila cosa rappresenta per il Verona?
«Certamente è bello prendere coscienza di quello che stiamo facendo. Ma in questo momento non esiste futuro. Pensiamo solo alla partita che ci aspetta alla fine della settimana. Il passato se ne va in fretta. Il futuro non esiste. Il presente ci regala soddisfazione. Tutto il resto non conta. Il lunedì ci guardiamo in faccia, focalizziamo i nostri pensieri. E quello che arriva è tutto guadagnato. Non so dire quello che può succedere da qui ai prossimi mesi. Certo ci stiamo divertendo».
Mandorlini cambia molto, dà spazio a tutti, e poi rimette tutto in gioco. Come pensa di fare per conquistarsi il posto fisso?
«Il mister dà grande importanza a tutti. E poi credo che il lavoro paga. Chi viene scelto da Mandorlini va in campo per la squadra, mai per se stesso. Così funziona. E così deve continuare».


