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Hellas Verona, "Io, Ermes, ho messo le ali a Rafael"

Hellas Verona, "Io, Ermes, ho messo le ali a Rafael" TuttoB.com
© foto di Federico De Luca
autore
Federico Errante
sabato 25 febbraio 2012, 12:26HellasVerona

Ascoltava, ma non capiva. Perchè tutta quella diffidenza? Ogni uscita era un sospiro, spietato il Bentegodi nel sollevare punti di domanda verso Rafael. Anche calcando la mano. Ermes Morini, il suo allenatore, si guardava attorno. Ascoltava, ma continuava a non capire. «Adesso vado in panchina, l'anno scorso le partite le vedevo dalla tribuna. E certi commenti mi lasciavano francamente perplesso. Rafael aveva bisogno di sicurezza, ho cercato di aiutarlo soprattutto a livello morale. Di questo credo avesse davvero bisogno, per il resto il merito è solo ed esclusivamente suo». Di sicuro il Verona si sta godendo il miglior Rafael di sempre, strepitoso fra i pali e autoritario quando valica i confini dell'area piccola. La chiave di tutto? Solo una. «Lui è forte di carattere, è forte di testa. Superati certi ostacoli, è diventato ancora più solido». 

FINALMENTE SERENO. Morini, con Mandorlini al Vicenza e al Cluj, è tipo schivo. Ama poco apparire e tanto stare sul campo. Rifiuta paragoni e non usa superlativi. Anche se probabilmente sta allenando in questo momento il portiere più bravo della serie B. «Non facciamo confronti, se Rafael è il migliore di tutti non devo certamente dirlo io. Noi siamo contenti, questo conta. Certe soddisfazioni ce le stiamo togliendo, è una bella sensazione. Sta dimostrando di essere bravo davvero. Oltre che sul lavoro tecnico e atletico ho preferito concentrarmi, ripeto, sull'aspetto mentale. Ricordo bene quel che succedeva in tribuna, appena questo ragazzo usciva nessuno gli risparmiava critiche. Esagerate. A Rafael forse mancava serenità, adesso l'ha ritrovata insieme a tanta sicurezza». Ora come ora sembra quasi imbattibile, coperto da una specie di onnipotenza che gli permetterebbe di parare anche una mosca. E la storia potrebbe non essere finita qui. «Non mi piace molto scendere nei particolari, ma Rafael può crescere ancora. Come idea generale ognuno può migliorare, anche l'ultimo giorno della sua carriera. Lo dico sempre ai ragazzi. Non ha grosse pecche, può diventare ancora più bravo».

NON SOLO «RAFA». Il concetto di gruppo rimane sacro, anche fra i portieri. «Mi piace parlare al plurale - evidenzia Morini -, più che Rafael io alleno dei ragazzi professionalmente molto bravi e con buone qualità. Nicolas sta recuperando in fretta dall'infortunio, è abbastanza avanti nella tabella di marcia. È giovane, uno a cui non mancano le prospettive se riuscirà a trovare spazio e a giocare, magari anche altrove. Per Frattali il discorso è diverso, ha più esperienza di categoria. Ragazzo molto serio, posso ritenermi soddisfatto». 

OLTRE OGNI LIMITE. Morini è vero uomo di spogliatoio, portiere fino a 29 anni e le giovanili del Toro alle spalle. Ha smesso presto, ma non ha perso tempo. Tanta gavetta, prima del calcio che conta e, adesso, di un'avventura finora esaltante. Certamente superiore ad ogni più ottimistica previsione. «Il calcio a volte è imprevedibile, se quest'estate in ritiro mi avessero detto che il Verona a questo punto della stagione avrebbe avuto questa classifica non ci avrei creduto. La squadra però ha dei mezzi importanti, è riuscita a consolidarsi in serie B, ad aggiungere certezze al suo bagaglio col passare del tempo. Importante adesso è non costruirsi troppi castelli in aria, guardare di partita in partita. Il campionato è durissimo, insieme a noi ci sono squadre estremamente attrezzate».

FATTORE «LEPILLER». Un valido collaboratore Morini ce l'ha. Arrivato strada facendo, ma pericolosissimo quando decide di “allenare” Rafael. Si diverte Lepiller a piazzare il pallone dal limite, a sfidare il compagno, a scommettere su come finirà. «Mi deve una cena», ricordava qualche giorno fa Matthias, uno che col pallone fa quello che vuole. Un mezzo incubo per molti portieri, verifica severissima pure per Rafael. Il supplemento di lavoro per il suo numero uno a Morini non dispiace affatto. «Lepiller ha un tiro di alto livello, per un portiere è un buon allenamento avere di fronte uno come lui. Di sicuro i suoi tiri sono più allenanti dei miei. Ma anche i nuovi palloni sono una bella incognita. La traiettoria va a destra, a sinistra, si alza, si abbassa. Se un giocatore possiede certe doti di calcio per un portiere diventa un problema. I colpi di Lepiller sono molto insidiosi, indecifrabili. Bei test per Rafael. Meglio per lui, meglio per noi».

Fonte l'arena