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Hellas Verona, insistere con Bacinovic o cambiare strada?

Hellas Verona, insistere con Bacinovic o cambiare strada? TuttoB.com
© foto di Giacomo Morini
autore
Cristiana Serangeli
domenica 23 settembre 2012, 22:00HellasVerona

Ti trovi al buio all'improvviso e non ne conosci il motivo. Provi a tormentare l'interruttore, ci riprovi, t'incazzi magari, ma quando non c'è la corrente... Questo, dev'essere successo al Verona, l'altra sera. Inutilmente Mandorlini ha cercato l'interruttore, ha cambiato Bacinovic, ha mosso le pedine, s'è persino rifugiato nel finale, in uno diga difensiva a 5, con Ceccarelli a far legna, ma neanche questo è servito. Il calcio, non sempre, ma ha comunque una logica. "Potevamo anche vincere giocando male..." ha sospirato Mandorlini. Qualche volta succede, ma spesso va come deva andare. Il Novara non meritava di perdere e s'è aggrappato a un'invenzione "fuori schema" di uno dei suoi gioielli, per rialzarsi e pareggiare i conti. Diciamolo, non è il risultato che preoccupa, non sarebbe cambiato niente nemmeno vincendo. Perchè questo non è il Verona che ha in testa Mandorlini, nè quello che vogliono i tifosi, nè tantomeno quello che pensa la società. E allora, al lavoro, "... non resta altro" ha aggiunto Mandorlini. I black out si riparano, basta un buon elettricista...

IL REBUS IN REGIA. Niente processi a Bacinovic, sia chiaro. Sarebbe ingeneroso e sbagliato dargli delle colpe che non ha. Il fatto è che, oggi come oggi, parla un linguaggio che il Verona non capisce. Sembra un corpo estraneo, un'integrazione che va per le lunghe e che pone, ovviamente, dubbi sul futuro. Insistere o cambiare strada? Ridargli le chiavi dell'Hellas comunque sia, oppure aspettare tempi migliori? Dubbio lecito, va detto. Anche perchè l'alternativa è di quelle stuzzicanti. Già vista, tra l'altro. Jorginho in regia, Laner a destra, Hellfredsson a sinistra. Col doppio vantaggio di avere un regista che illumina e di sfruttare, sulla corsia di destra, la forza fisica di Laner. E' chiaro che non basta questo a giustificare tutto quello che non s'è visto col Novara, ma è altrettanto vero che in mezzo al campo, spesso e volentieri, si vincono o perdono le partite. E siccome si va sul filo dell'equilibrio, non puoi concedere niente a nessuno.

GOMEZ, CORAGGIO. La foto di fine partita è significativa. Mandorlini parla a Juanito, che ascolta a testa bassa. "Su quella palla di Maietta, dovevi andare" gli dice Mandorlini che poi ripeterà il tutto in sala stampa. "Un anno fa su quelle palle ci andavamo sempre, stavolta non è successo. Questo ancora ci manca..." ha ripetuto il mister. Anche qui, non è il caso di gettare la croce su Gomez, uno che tali e tanti colpi nel repertorio che può svegliarsi da un giorno all'altro. Certo, la verità è sempre meglio guardarla in faccia. "Non è ancora lui" ha detto ancora Mandorlini. E questo Verona non può prescindere dal miglior Gomez, quello che in questo avvio s'è visto soltanto a sprazzi. Fiammate di Gomez, col Novara relegato ai margini del match, più fuori che dentro, piatto e prevedibile come raramente gli era successo altre volte. E se non accendi mai la lampadina, come fai a vederci?

L'ALTRA FACCIA. Oddio, non ci sono soltanto rebus, attenzione. Perchè un Hallfredsson così, ad esempio, quest'anno non s'era ancora visto. Sarà il "fresco autunno", sarà la gamba che arriva, fatto sta che Emil il vichingo è parso a tratti uguale a quello di un anno fa. Ha propiziato il gol, ne ha sfiorato un altro, ha firmato quasi tutte le cose migliori, pagando l'inevitabile dazio alla distanza. Però c'è, è vivo, gli mancano ancora un paio di partite, poi sarà un rullo compressore. Mandorlini si tiene stretto l'Hallfredsson, così come quel Martinho sempre più rivelazione. Uno che può giocare con lo stesso rendimento. dietro, in mezzo e davanti, ma dove lo trovi un altro così? Sulla strada di Varese, altra equazione per niente semplice, non ci sono soltanto incognite. E 48 ore, a volte, bastano per risolverle...

Fonte L'Arena.it