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Hellas Verona, incroci pericolosi sulla via per Sassuolo

Hellas Verona, incroci pericolosi sulla via per Sassuolo TuttoB.com
© foto di Federico De Luca
autore
Federico Errante
martedì 24 gennaio 2012, 10:47HellasVerona

Incroci «pericolosi» sulla via Emilia. Da Verona e Modena. E ritorno. La sfida di sabato tra Hellas e Sassuolo diventa campo minato pieno zeppo di ricordi. Perché ci si può lasciare anche senza bacio dell'addio. Andrea Mandorlini è il grande ex. Un anno in neroverde. I playoff sfiorati. Una stagione sulle montagne russe. Il cuore in gola, l'addio alla fine. Settimo posto finale. Il tecnico ravennate vola altrove. Ma sul campo, per forza di cose, lo devono ricordare come grande stimolatore. Carismatico quanto basta per ravvivare i sogni. Quest'anno all'allenatore gialloblù è già successo due volte di mettere ko la squadra allenata da Pea: pari di Coppa Italia, con vittoria ai rigori. E affermazioni di misura al Bentegodi. Il proverbio, mai come in questo caso, viene in aiuto ricordando che non c'è due senza tre. E il Verona a Modena giocherà per confermare la sua 'granderu'.

TOCCATA E FUGA. La storia di Mandorlini non è l'unica da raccontare. C'è pure un veronese nella stanza dei bottoni del Sassuolo: Nereo Bonato, direttore generale del miracolo neroverde. A Verona rimase giusto un anno. Arrivò ad inizio giugno 2009. Dopo la sconfitta di Pescara, il 16 giugno 2010 decise di salutare tutti. Era l'Hellas finito in ginocchio. Era l'Hellas del progetto biennale. Era il Verona finito ad un passo dal sogno. Quasi promosso in campionato. Poi ripreso, poi superato. Abbattuto dal Portogruaro e domato in Abruzzo. Bonato era stato chiamato per dare ordine ed equilibrio ad un progetto biennale. “Ma quando manca la fiducia, meglio farsi da parte”. Queste le parole nella conferenza stampa d'addio. Era la fine di un mini ciclo. Era l'inizo della storia del nuovo Verona. Perché dopo Remondina e Vavassori arrivò Mandorlini. L'uomo della promozione e dei miracoli. In quanto a Bonato, a Sassuolo ha dimostrato una volta di più di saperci fare. Investimenti oculati, scelte tecniche misurate. Peccato che a 'casa sua' non sia riuscito a strappare l'amore della piazza. Ma, si sa, la gente ti misura per quello che dice il campo. “Basta avere la pazienza di programmare e aspettare”. Ma a Verona avevano voglia di vincere. Il prima possibile. La critica rivoltagli? Non avere cambiato Remondina prima della fine del campionato. Ma con il senno di poi non si fa la storia.

DERBY TRA I PALI. E poi c'è pure Alberto Pomini. Portiere veronese che si emoziona quando si parla di Verona. Lui è partito da lì. Poi la gavetta. Il viaggio a San Marino, il passaggio al Bellaria, prima di iniziare nel 2004 la sua lunga avventura al Sassuolo. Storia senza fine. Fatta di attese, ma anche di momento importanti. Pomini era in campo contro il Vicenza sabato scorso nel suo personalissimo derby giocato contro i biancorossi. Adesso lo aspetta il Verona. Partita strana, diversa, emozionante, adrenalinica. Alberto dovrà sbarrare la strada al 'suo' Hellas. Nella partita d'andata è stato costretto ad inchinarsi solo dagli undici metri. Stavolta cercherà di conservare il primato. 

FATTORI, L'INTRAMONTABILE. La lista degli ex da ricordare tiene conto pure di Stefano Fattori. Veronese purosangue, difensore dell'Hellas ieri, coordinatore tecnico e degli osservatori oggi proprio al Sassuolo. Anche per lui la partita con i gialloblù non rappresenta certo un inedito. Ma all'approssimarsi di questo incontro tensione ed emozione hanno sempre consigliato di far calare il silenzio sui ricordi. Fattori al termine della sua carriera ha svolto proprio al Verona il ruolo di team manager nel periodo della reggenza di Bonato. Prima tanto calcio ad alto livello. Con la maglia dell'Hellas Fattori ha vissuto quattro stagioni. Tre anni tra i cadetti ed un campionato di serie A, per un totale di quasi 130 presenze. Il Verona sulla pelle insomma. E la sfida della via Emilia torna in un momento delicato per tutti. Pure esaltante. Perché i ragazzi di Mandorlini hanno ripreso subito a vincere dopo lo stop di Pescara. Il Sassuolo, invece, ha giocato a poker contro il Vicenza, trascinato da uno straordinario Sansone. Nome nuovo dei goleador italiani. In palio il sogno. La serie A, oggi, è ad un passo. Ma la partita, diranno i protagonisti, non è ancora di quelle decisive. Sarà, comunque, importante. E intrigante. Ballano gli ex. E anche il sorpasso in classifica. Il Verona c'era già riuscito a scavalcare il Sassuolo. Il bis è cosa gradita. Oggi più che mai.

Fonte L'Arena