Hellas Verona, il tour de force non è finito
«Sono soddisfatto di quello che hanno fatto i ragazzi ma sicuramente ci mancano dei punti». Parola di Andrea Mandorlini. Equilibrio e ambizione, il tecnico gialloblù applaude il lavoro del gruppo ma sa che questo Verona potrebbe essere più in alto. L'aveva già sottolineato dopo la sconfitta di Grosseto. «Potevamo vincere e invece abbiamo perso - aveva detto dopo il ko in terra toscana - così potevamo affrontare la sfida con il Padova per giocarci la testa della classifica». Per quello che s'è visto nel derby l'allenatore gialloblù non è certo un visionario, l'Hellas potrebbe avere sicuramente qualche punto in più e non sarebbe così lontano dalla vetta. Senza dimenticare che nelle prime cinque partite Ceccarelli e compagni hanno incontrato quattro squadre che li precedono in classifica: in attesa del posticipo tra Torino e Brescia il Sassuolo è in fuga solitaria, il Padova è secondo a un punto, Pescara e Grosseto sono già salite a quota nove. Solo la Juve Stabia arranca in fondo alla classifica ma anche la formazione campana è una delle neopromosse e sta pagando lo scotto per il salto nella categoria superiore.
Tra l'altro il tour de force non è finito. Sabato il Verona dovrà vedersela con l'Ascoli che ha già raccolto sette punti - tanti quanti l'Hellas - e ha già annullato la penalizzazione per il calcioscommesse, una settimana dopo altra trasferta a rischio sul campo del Gubbio che non ha cominciato il campionato nel miglior modo possibile e poi due incontri consecutivi al Bentegodi, dall'altra parte della barricata due corazzate come Sampdoria e Torino. Il 15 ottobre il derby con il Vicenza al Menti, un calendario da brividi per l'Hellas che dovrà dare il centodieci per cento nelle prossime cinque gare per strappare risultati positivi. Non c'è altra scelta, Mandorlini è stato chiaro. «Purtroppo abbiamo gettato al vento occasioni importanti - sottolinea il tecnico gialloblù - abbiamo costruito tanto e raccolto poco. Abbiamo pagato a caro prezzo qualche errore in fase difensiva ma quando corri tanto, si sa, regali sempre qualcosa, perdi attenzione, concentrazione e gli avversari possono approfittarne. Ma va bene così. andiamo in campo con la mentalità giusta, quella che piace a me, andiamo sempre in campo per vincere e andremo a riprenderci su altri campi i punti che abbiamo perso in queste partite. Se giochiamo così possiamo farcela, non ho dubbi». Tra l'altro il mister può gestire un «gruppo allargato» molto importante, tutti quelli che sono stati mandati in campo hanno sempre dato garanzie, anche i giovani del gruppo basta pensare a gente come Tachtsidis e D'Alessandro, «In base alle partite da giocare scelgo lo schieramento - spiega l'allenatore - ho la fortuna di avere a disposizione tanti giocatori che s'impegnano in allenamento e in partita per mettermi in difficoltà. Questo è l'atteggiamento che ci può regalare delle soddisfazioni, con un po' d'esperienza in più anche questi cali di concentrazione potranno essere cancellati». Dopo il pareggio con il Padova, l'Hellas volta pagina. Arrivano due trasferte molto impegnative con Ascoli e Gubbio. «Una partita alla volta - conclude il tecnico - adesso dobbiamo pensare solo alla prossima partita con i marchigiani».


