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Hellas Verona, il derby di De Vitis: "Amo gli scaligeri, ma..."

Hellas Verona, il derby di De Vitis: "Amo gli scaligeri, ma..."
autore
Federico Errante
martedì 2 ottobre 2012, 10:22HellasVerona

Era piccolo Alessandro, quando papà Totò segnava gol uno dietro l'altro. Una leggenda al Bentegodi, ma Ale non poteva capire ancora. Piano piano il ragazzo è cresciuto, bravo in campo e fuori, fino a diventare forte quasi quanto il padre. Per la prima volta, venerdì, avrà di fronte l'Hellas e i colori che sono stati anche i suoi. L'anno scorso, con il Modena, saltò per infortunio andata e ritorno. Dura per Totò De Vitis vedere Alessandro contro il suo Verona. «C'era anche lui alla biciclettata di noi giocatori e staff dopo il primo campionato vinto con Perotti, lo ricordo come se fosse ora», racconta Totò, che una serata così non se la perderebbe nemmeno per tutto l'oro del mondo. Che raccomandazione darà a suo figlio da qui a venerdì? «Lui si è già fatto un'idea dell'Hellas, credo anche dell'importanza della partita. Non servirà dirgli molto». Alessandro è cresciuto in fretta… «Premessa doverosa: Ale non ha ancora fatto niente. Ha una strada molto lunga ancora da percorrere. Nel frattempo è maturato tanto dal punto di vista caratteriale, fisicamente pure. Credevo potesse avvertire maggiormente il salto dalla Primavera alla prima squadra, invece non l'ha pagato eccessivamente. Questo va a so favore. Deve però continuare così, senza fermarsi». Lui ha vissuto anni belli a Verona… «Da tre a otto anni, con il papà che raggiungeva due promozioni bellissime anche se di mezzo c'è stata un'amara retrocessione. Il legame è e sarà sempre molto forte, anche se era piccolo». I gol di papà sotto la Curva Sud li ha visti? «Di cassette ne ho conservate molte, a volte ci prendiamo un po' di tempo per noi e le riguardiamo. È sempre bello, Verona è indimenticabile».

Il suo ricordo più vivo? «È un momento lungo quattro anni. Forse il primo campionato con Perotti è quello che mi è restato più nella memoria, ma non posso non conservare altri attimi davvero straordinari ed un periodo bellissimo della mia vita. Se dovessi isolare un'immagine su tutte direi l'accoglienza della città una volta tornati da Lucca, dopo quel pari che ci diede la promozione». Che partita sarà? «Una bella partita fra due buone squadre che cercano di giocare a calcio. La differenza a livello tecnico e di organico pende dalla parte del Verona, ma il valore non si misura solo dalla somma di tanti giocatori».  Le piace Pea? «Gli ultimi anni e i risultati che ha ottenuto parlano decisamente a suo vaore. Come allenatore non si discute». Cacia è l'attaccante più forte della serie B? «Se non è il più forte è uno dei più forti. Non ne vedo tanti meglio di lui». Mandorlini l'ha subito caricato di responsabilità… «Cacia è uno che devi stimolare, che devi far sentire importante. Allora da lui otterrai il massimo. Avete visto quanto ha inciso in queste prime partite». A Padova non è stato così… «Dopo un mese che alleni Cacia non puoi non renderti conto di avere dalla tua un giocatore dalle grandi qualità. Di certo uno come lui non lo puoi utilizzare una volta sì e tre no». La chiave quale sarà? «Chi vuol vincere dovrà rendere al meglio dal punto di vista tattico, tecnico e fisico». Gomez-Cacia-De Vitis non sarebbe un cattivo tridente… «Forse trent'anni fa…». Adesso c'è anche Bojinov, ha visto il gol al Bari? Alla De Vitis… «Non chiedetemi dove deve giocare Bojinov, per me può benissimo coesistere con Cacia ad esempio. Ma per questo c'è Mandorlini, nessuno meglio di lui sa quel che fare». Sarà all'Euganeo venerdì? «Come no, ci sarò eccome». Farà il tifo per il Padova? «Mi spiace, amo Verona, ma i sentimenti di padre vengono prima di tutto».

Fonte l'arena