Menu Primo pianoCalciomercatoIntervisteEsclusive TBCalendari
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie B arezzoascoliavellinobeneventocarraresecatanzarocesenacremoneseempolihellas veronajuve stabiamantovamodenapadovapalermopisasampdoriasudtirolvicenzavirtus entella
TMW Scommesse

Hellas Verona, Hallfredsson: "Se volete firmo a vita"

Hellas Verona, Hallfredsson: "Se volete firmo a vita" TuttoB.com
© foto di Federico De Luca
autore
Federico Errante
venerdì 23 dicembre 2011, 11:51HellasVerona

Riposa al gelo. Meno dieci in Islanda di questi tempi. Emil è partito domenica, subito dopo il pari di Varese. Ha staccato per qualche giorno, di nuovo nella sua terra, circondato da vulcani e tanto ghiacchio. Freddo? Dipende dai punti di vista. lui direbbe di no, quelle sono le sue temperature. Maglietta di cotone anche in inverno, all'allenamento arriva sempre vestito così. Soprattutto tanta voglia di recuperare il tempo perduto. Ci sta riuscendo benissimo Hallfredsson dopo qualche stagione vissuta fra alti e bassi, inesorabile martello per chiunque gli capiti davanti. Non ne ha saltata una finora, a parte Parma e la Coppa Italia. Sempre in campo, sempre protagonista. Chissà se reggerà fino alla fine, lui giura di sì. In serie B è una specie di mosca bianca. Portieri a parte, nella classifica dei minutaggi lo precedono in pochi eletti, di sicuro nessuno decisivo quanto lui. Corti del Varese, Emerson e Rizzato della Reggina, Faisca dell'Ascoli, Renzetti del Padova, Scognamiglio della Juve Stabia, Piccioni del Sassuolo. Basta così, gli altri quasi mille giocatori del campionato sono alle sue spalle. Davanti ad Emil c'è anche Rafael, sempre presente, ora al sole di San Paolo. Emil da lì fuggirebbe all'istante. Come essere all'inferno, altro che mare e spiagge. Così simili, così diversi. Soprattutto così decisivi.

DA OSCAR. È bastata qualche amichevole per capire che Hallfredsson presto si sarebbe preso il Verona sulle spalle. Aveva tanta voglia di tornare quello di una volta, quello che si meritò la chiamata della serie A e della Reggina di Massimo Ficcadenti. Quattro mesi dopo quei giorni d'agosto il campo ha detto a chiare lettere che Emil del Verona è il giocatore-guida ma anche il capocannoniere. Corsa e qualità, altra categoria. Quasi imbarazzante vederlo dominare la Prima Divisione, anche se in B la sensazione non è poi tanto differente. «Insostituibile», l'ha sempre definito Mandorlini, sempre titolare e sostituito solo nel finale con Pescara, Grosseto, Ascoli, Cittadella, Reggina e Livorno. Una manciata di minuti, nulla più. Dodici più recupero al massimo, ad Ascoli. Nel suo score anche cinque gol, il marchio sulle otto vittorie di fila, 22 partite già sulle gambe, l'impressione che possa arrivare a 45 con l'identica disinvoltura della prima. Tanto da suggerire il paragone con l'immenso Hans Peter Briegel. Altra dimensione, per carità. Ma l'accostamento a volte nasce spontaneo.

MIMMO E GLI ALTRI. Alle spalle di Hallfredsson si sistema Maietta, altro intoccabile. Peccato per le tre giornate di squalifica, Mimmo prima del pugno ad Hetemaj aveva saltato solo quella di Empoli. Maietta precede di un soffio Massimiliano Scaglia, rigenerato da Mandorlini e forte abbastanza da mandare in panchina uno come Pugliese. Da nove in pagella, visto anche il rendimento sempre altissimo. A seguire Russo, Tachtsidis, Gomez, Ferrari, Abbate, Mareco e Ceccarelli. Punti fermi ma anche figli del turn over. Meglio distribuire le forze, Mandorlini ha iniziato ben presto a fare i suoi calcoli. Giusti anche questi, niente da dire.

VOCI NEL VUOTO. Mezza serie A, com'era nturale, si è scritta intanto il nome di Hallfredsson sul suo taccuino o iPad. A Napoli si è scomodato persino Walter Mazzarri, che vuole un centrocampista che sappia cambiare passo e che al suo diesse Riccardo Bigon un giorno disse: «Se proprio devo farti un nome, allora prendimi Hallfredsson». Testuale. Bigon, alla Reggina proprio con Emil, l'avrebbe accontentato in tempo reale. Tutte ipotesi, frantumate sul nascere da un Verona che di certe chiacchiere non vuol neanche sentir parlare. La Sampdoria farebbe carte false, il Torino ci aveva provato quest'estate, da qui a fine gennaio chissà chi altro si metterà in coda. Martinelli e Gibellini però sono stati chiarissimi. Il popolo dell'Hellas stia pure tranquillo, non fosse altro che Emil ha da poco allungato il suo contratto. Altri tre anni, scadenza 2015, in quei giorni frenetici d'ottobre in cui il presidente allungò la vita all'Hellas di 14 suoi ragazzi. «Non si può firmare fino al 2020?», ha chiesto Hallfredsson qualche giorno fa a Sandrà. Semplici monosillabi, ma più efficaci di tanti sermoni. «Verona mi ha cambiato la vita» ripete spesso Hallfredsson, che ai tanti nostalgici ricorda, in certe movenze, Hans Peter Briegel. Fate le proporzioni del caso, chiudete gli occhi e sognate...

Fonte L'Arena