Hellas Verona, Hallfredsson e il gol ritorvato. Ma...
In viaggio verso il profondo nord. Peccato se ne sia andato proprio adesso. Emil Hallfredsson ha risposto al richiamo dei ghiacci. L'Islanda, casa sua. Tra geyser, vulcani che fumano e cieli polari. Non una vacanza dell'anima, ma la chiamata della nazionale islandese. Peccato per l'Hellas. Meglio per il Vikingo. 'Alfredo' contro il Padova ha ritrovato il gol. E forse anche pezzi di se stesso. Ricordate quello che si diceva sul suo conto? Non è più come prima. Ma forse prima era 'troppo'. Vero? Falso? Sta di fatto che il mediano vestito da marines in terra padovana aveva smesso di sbuffare e si era messo a ringhiare. Un gol, magari, non fa primavera. Ma un gol aiuta a rinascere. E a Mandorlini sarebbe certo piaciuto avere Emil in campo contro il Grosseto. Giusto per tastare con mano e capire se Hallfredsson può tornare ad essere lo stesso visto all'opera l'anno scorso. Uomo da trincea. Che quest'anno ha deciso di parlare poco. Oddio, non si era rivelato essere perfetto oratore la scorsa stagione. Ma a Padova, quando lo hanno invitato a spiaccicare due pensieri, ha declinato cortesemente. Ha preferito passare oltre. Salutare. Riposare. Ripartire.
VERSO IL POLO. Ieri Emil si è trovato a viaggiare per i cieli d'Europa. Scalo a Londra, poi il viaggio con destinazione Reykjavik. L'isola sperduta a due passi dal polo. Tira vento, tira aria di riscossa per il centrocampista dell'Hellas che dall'avvento dello svedese Lars Lagerback sulla panchina dell'Islanda è tornato ad essere giocatore utili alla causa. In assenza di dicharazioni dalla terra dei ghiacci, è necessario affidarsi ai frammenti dell'Emil pensiero. Nel tempo qualcosa è cambiato. Mica tanto però.
LA MIA NAZIONALE. Aveva detto qualche mese fa: «Verona insieme all'Islanda è la mia nazionale. Spero però di poter essere utile alla causa del mio paese». Profetico. È stato richiamato alle armi e adesso Emil è tornato ad essere giocatore di peso per la sua nazionale. Sfumato il sogno della serie A, si è ritrovato in sella all'Hellas. Voci, neanche troppo fastidiose di mercato, lo avevano portato a cavallo della fantasia al sud dell'Italia. Palermo? Macché, Verona. Si era parlato, en passant, pure del Napoli, lo squadrone che punta alla Champions e ora guida la classifica di A. Chiacchiere. Nella testa di Emil è rimasta l'immagine del pallone spinto in porta da Raimondi a partita finita. Da oggi I pensieri si fisseranno su Albania e Svizzera. Due tappe fondamentali per l'Islanda. Non tanto per tenere vivo il sogno Mondiale. Ma per confermare i progressi fatti in questi anni dall'Islanda in campo internazionale.
ECCO I NUMERI. Già dieci partite sulle gambe tra nazionale ed Hellas. Emil sta acumulando minuti. Con il Verona 'solo' 538. Sette presenze, sei da titolare, un subentro ma anche quattro sostituzioni. Si sta cercando. Lo stanno cercando. E' alla caccia di se stesso. Non è il solo. E qui si torna a parlare della partita di Padova. Una gara di estrema sostanza, Non solo per la rete messa a segno contro i biancorossi. Una fiondata scagliata da media distanza. Un modo per dire: ecco, ci sono. Ecco, sono tornato. Hallfredsson anche con l'Islanda viene schierato come interno di sinistra. Due partite in più potrebbero permettergli di trovare forma migliore, di crescere ancora, di migliorare alla distanza. Di fatto, Emil deve convivere con numeri spietati. Quelli della passata stagione. Sempre in prima linea, sempre a menar la palla. In più, le sei reti messe a segno hanno rappresentato la sua miglior performance di sempre dal punto di vista realizzativo. Impossibile avere dimenticato. Impossibile non fare confronti. Ha speso tantissimo lo scorso campionato. Tanto che in coda alla stagione pure lui si è concesso di rifiatare. Umano e comprensibile. Forse questa volta sarà diverso. Emil potrebbe avere scelto la via del 'diesel' per far trovare pronto strada facendo. Intanto è sbarcato in Islanda per una nuova missione: abbattere Albania e Svizzera per tornare sorridente e motivato a Verona. Tutti lo aspettano. Il Vikingo serve alla causa. Oggi più che mai.


