Hellas Verona, Gomez: "Sogno la A con questa maglia"
Martinelli lo ha messo in una cassaforte. Blindato per i prossimi quattro anni. Al presidente è bastato poco per capire Juanito Gomez, a Mandorlini anche meno. Meglio prevenire, dargli una penna e fargli firmare un contratto fino al 2015 piuttosto che dannarsi l'anima per respingere chi farebbe carte false per averlo. Come è già successo quest'estate. "Voglio iniziare subito a ripagare tutta questa fiducia, il Verona se lo merita.Sono contento, molto. È bastato parlare col presidente, tutto risolto in un attimo. Era quello che volevo".Di seguito l'intervista rilasciata al quotidiano L'Arena.
Gomez, che presidente è Martinelli?
"Una grande persona, uno che lavora tantissimo. Si vede da lontano quanto ama il Verona. Ed anche un dirigente capace, i risultati parlano per lui".
Perché Juanito sulla maglia e non Gomez?
"Ho preferito il diminutivo del mio nome, così mi chiamavano i miei genitori da piccolo in Argentina".
La dedica per il primo gol sarà per loro?
"Assolutamente sì, spero solo di segnare il prima possibile".
L'esultanza l'ha già preparata?
"Non ne ho la minima idea. Far gol è un'emozione forte, subito dopo non capisci più niente. Non voglio pensarci, vedrò al momento".
Mandorlini è diverso dagli altri allenatori che ha avuto?
"Certamente lui sa come preparare una partita e mettere in difficoltà l'avversario. Basta ricordare la rincorsa del Verona dell'anno scorso e come è andata ai playoff. Lo conosco ancora troppo poco per dare un giudizio definitivo, ma tutti ne parlano benissimo. Un grande allenatore, che voglio seguire fino in fondo. Sa come trasmetterti un concetto, come far giocar bene la squadra, come far rendere al massimo i singoli".
Quante volte l'ha chiamata Torrente per portarla a Bari?
"Fra noi è rimasto un buon rapporto, a Gubbio abbiamo vissuto due anni straordinari. L'interesse suo e del Bari mi ha fatto molto piacere. Lui voleva portarmi là. Un giorno ne ho parlato con il presidente e con Mandorlini. E sono entusiasta di essere rimasto a Verona. Era giusto che restassi qui".
Gibellini dice che Gomez vale 15 gol in serie B
"Mi porto dietro i 18 di Gubbio, tanti. Ma la serie B è diversa. Cercherò di farne il più possibile, è il mio lavoro. Ma se al posto mio i 15 gol li segna Rafael sono contento lo stesso".
Ha riti particolari prima della partita?
"Tanti, tutti i giocatori ne hanno. Come entrare in campo col piede destro. E molti altri, ma non li dico tutti. Non porta bene parlarne".
Impressionato da chi in questi primi mesi di Hellas?
"Impressionato dalla squadra innanzitutto. E da Ferrari, dalla sua capacità di stravolgere la sua stagione. Aveva tutti contro, poi è diventato un trascinatore. Ai playoff è stato devastante. Anche D'Alessandro è molto bravo, ha grande velocità. Le qualità di Berrettoni invece le conoscevo già, ammiro molto anche lui".
In camera ce l'ha ancora il poster di Ronaldo?
"È sempre lì, il mio idolo non si tocca. Quando era al massimo non aveva eguali. Gigi Simoni a Gubbio mi parlava sempre di lui. Stavo ore ad ascoltarlo".
Il suo sogno di calciatore?
"La serie A, se ci arrivo con questa maglia meglio ancora".
Quanto le manca per capire del tutto il Verona?
Un paio di partite, ma qualche convinzione ce l'ho già. Possiamo fare molto bene, anche se è presto per sbilanciarsi. Prendiamoci altre cinque o sei partite".
Il Grosseto che squadra è?
"Temibile, ci aspetta una partita delicata. Loro hanno attaccanti che possono cambiarti la partita in qualsiasi momento. Ma noi non vogliamo snaturarci, andremo sempre in campo per vincerle tutte".
E il Verona quanto vale?
"L'Hellas è un'ottima squadra, con tanti giocatori bravi e parecchie alternative possibili. Possiamo cambiare modo di giocare ma anche pescare di volta in volta chi è nelle migliori condizioni. Il gruppo è solido, si porta dietro il bagaglio dello scorso anno. E la rosa è ampia".
Finora Gomez ne ha vinte due su due. Con il Pescara era squalificato
"Magari è solo fortuna, speriamo solo continui così".
Anche l'inizio del Verona non è stato male in fondo..
"Sei punti sono un bel bottino, ma col Pescara si poteva anche non perdere. La B è dura.
Si può vincere anche non giocando al massimo. Alla fine conta solo è la classifica".


