Hellas Verona, dove sono finiti i bomber?
Qualcuno dice che anche le qualità degli attaccanti «si possono allenare». Qualche altro sostiene che l'istinto del gol è una cosa naturale «o ce l'hai, o non ce l'hai...». E i bomber dell'Hellas? Da che parte stanno? Basta scorrere la classifica che tiene conto non solo dei cannonieri del campionato di serie B ma anche delle coppie gol delle ventidue squadre del campionato cadetto per capire che qualcosa manca agli attaccanti del Verona. Il miglior marcatore dei gialloblù è Emil Hallfredsson con sei centri stagionali, lontano anni luce da Ciro Immobile che s'è portato a quota venti dopo la dopo la doppietta segnata contro il Sassuolo con la maglia del Pescara o Gianluca Sansone che ha fatto centro ben diciotto volte per la squadra emiliana. Beh, per carità, loro giocano con squadre che puntano decisamente alla serie A ma non sarebbe male gettare nella mischia gente come Abbruscato, Tavano o Sau che, pur giocando in formazioni che lottano per non retrocedere, hanno realizzato tredici, quattordici o quindici gol. Sta peggio del Verona solo il Varese che sta facendo un grande campionato, visto che in questo momento sarebbe qualificato per i play off, ma non può vantare bomber di razza e si deve accontentare di Cellini e De Luca che finora hanno segnato cinque gol a testa. Proprio il Varese è alle spalle dell'Hellas anche nella classifica che tiene conto dei «gemelli del gol».
La coppia biancorossa è ferma a quota dieci, davanti ai lombardi il Verona con undici reti all'attivo - sei di Hallfredsson, cinque di Gomez o, se volete, Pichlmann - e anche il Modena che viaggia appaiato ai gialloblù di Mandorlini con i sei gol di Greco e i cinque di Di Gennaro. Irraggiungibili Immobile e Sansovini che hanno messo la firma su 32 reti del Pescara oppure Sansone e Boakye che hanno fatti esultare per 24 volte il Sassuolo di Pea. Non vanno male Sau e Danilevicius della Juve Stabia che sono saliti a quota 20 oppure Tavano e Buscè che inseguono con 18 centri all'attivo. L'Hellas ribatte con una grande organizzazione di gioco, con la determinazione di giovani e vecchi e con la cooperativa del gol. Finora hanno già segnato quattordici giocatori della rosa, praticamente quasi tutti se si esclude il portiere Rafael e i difensori che si spingono in avanti solo su i calci piazzati. Però una cosa è chiara, contro e vere proprie «corazzate» - la Sampdoria è una di queste anche se la classifica costringe i blucerchiati a inseguire - l'Hellas avrebbe bisogno di un «cecchino» in area di rigore, un bomber in grado di trasformare in gol tutti i palloni che girano in area di rigore. Basta ricordare l'occasione sprecata da Gomez al Marassi all'inizio della partita. Se l'attaccante argentino avesse realizzato quel gol, la gara avrebbe preso una piega diversa, su questo non ci sono dubbi. Il campionato offre un'occasione importante, l'Hellas può rimediare subito contro una grande del campionato. Gli stimoli non mancheranno, il Torino è una squadra di grande tradizione, l'Olimpico uno stadio che regala emozioni, il posticipo in diretta televisiva attira sulle squadre in campo l'attenzione di gran parte degli addetti ai lavori. «Non era semplice giocare in casa della Sampdoria - ha detto Mathias Lepiller dopo la sfida di Genova - i blucerchiati hanno dato vita a un buon primo tempo e Pozzi ha fatto la differenza con una doppietta. Nella ripresa ci abbiamo provato ma con poca fortuna». «Purtroppo abbiamo perso e dobbiamo ripartire subito - conclude l'attaccante francese - andremo a Torino per fare risultato».


