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Hellas Verona, "Doppio salto? Noi l'abbiamo fatto"

Hellas Verona, "Doppio salto? Noi l'abbiamo fatto" TuttoB.com
© foto di Image Sport/TuttoLegaPro.com
autore
Federico Errante
venerdì 30 settembre 2011, 11:07HellasVerona

Il doppio salto a loro è riuscito. Grazie a concetti rustici, persino elementari. Nessuna alchimia, solo tanta coerenza e coraggio. Bisoli a Cesena, Tesser a Novara, Sannino a Varese. Due promozioni in serie A e un quarto posto in B da perfette matricole. Sembra complicato, invece forse è più facile di quel che sembra. Almeno per come ti raccontato la storia che li ha resi grandi.

FATTORE «SORPRESA». Pierpaolo Bisoli festeggiò la B proprio al Bentegodi nel 2009, l'anno dopo se ne andò in A. Il Cesena, vinta la Prima Divisione, comprò il giusto. Senza variare il modulo, continuando sul già consolidato 4-3-1-2. Arrivò gente di valore come Parolo dal Chievo, Do Prado dalla Pro Patria, Bucchi dall'Ascoli, Volta dal Vicenza. Un mercato ad hoc, senza strafare. Bisoli adesso allena il Bologna, domenica l'aspetta l'Udinese. Quei momenti, però, se li ricorda bene. «Il mio Cesena ha avuto il pregio di non sentirsi appagato. Ha mantenuto la sua identità, non si è mai snaturato. È rimasto soprattutto un gruppo molto solido. Sia chiaro, mica a Bisoli avevano chiesto la serie A. Noi dovevamo solo salvarci. Strada facendo però ci siamo resi tutti conto che stava nascendo qualcosa di importante. E a chi dice che la serie B è più facile di una volta rispondo che sono solo fandonie. Se vinci è perché l'hai meritato. Il Verona? Lo seguo, come il mio Cesena ha cambiato poco. Ha tutte le credenziali per poter imitare la nostra cavalcata e giocarsi la promozione. L'entusiasmo della piazza può essere un valore aggiunto, come accadde a noi. Attenzione però, il Verona dovrà essere bravo soprattutto quando la classifica parlerà chiaro e puntare in alto diventerà un obbligo».

INTENSITÀ A MILLE. Attilio Tesser ha una chiave analoga a quella di Bisoli, anche se l'accento va soprattutto su una chiave tanto cara al calcio di oggi. «Abbiamo mantenuto in serie B la stessa intensità che avevamo in Prima Divisione. A Novarello i tecnici che venivano a studiarci si meravigliavano dei nostri ritmi di allenamento. Per noi invece era tutto normale. Correvamo sempre, non ci fermavamo mai. Ricordo la prima partita in serie B, in casa del Padova. Giocammo subito in maniera offensiva. Facile per chi aveva costruito già dall'anno prima un gruppo straordinario che sapeva remare in una direzione unica. In fondo il Novara non ha inventato nulla. Ci vogliono fiducia, unità d'intenti, determinazione. E, ripeto, soprattutto tanta intensità». Tesser in serie B cambiò pochissimo il Novara, fra gli acquisti d'estate titolari diventarono solo Marianini (preso dall'Empoli) e Morganella (acquistato dal Palermo), giusto per sistemare la fascia destra. Nulla più. «Ho visto il Verona in televisione contro Juve Stabia e Padova. Complimenti. C'è l'atteggiamento giusto, lo stesso spirito fra casa e trasferta, una squadra molto ben messa in campo. E poi la rosa è importante, basta leggere i nomi».

ALTRO MIRACOLO. Giuseppe Sannino è meno scientifico di Bisoli e Tesser. È fatalista. «Tutto è scritto. Sono convinto che il nostro destino sia già stabilito», diceva ieri pomeriggio, dopo aver mandato il Siena sotto la doccia e aver corso per un bel po' da solo attorno al campo. Bel personaggio, passato dalla C2 alla B in due anni col Varese, compresi i play off da ultima arrivata inserendo Gepy Pugliese e poco altro.

Il perché è chiaro. «Non sempre servono i giocatori di nome, meglio quelli che vogliono mettersi in discussione e sono pronti a sacrificarsi allenamento dopo allenamento per raggiungere un obiettivo. Chi ragiona così può arrivare ovunque».

Fonte l'arena