Menu Primo pianoCalciomercatoIntervisteEsclusive TBCalendari
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie B arezzoascoliavellinobeneventocarraresecatanzarocesenacremoneseempolihellas veronajuve stabiamantovamodenapadovapalermopisasampdoriasudtirolvicenzavirtus entella
TMW Scommesse

Hellas Verona, Di Gennaro: "Il Toro ha qualcosa in più ma i veneti possono andare in A"

Hellas Verona, Di Gennaro: "Il Toro ha qualcosa in più ma i veneti possono andare in A" TuttoB.com
© foto di Federico De Luca
autore
Federico Errante
giovedì 12 aprile 2012, 10:15HellasVerona

Vive il Verona come se avesse ancora il 10 sulle spalle. Rimasto incollato ai bei tempi, anche ora che gira l'Europa. Da Barcellona a Manchester, da Madrid a Londra, da Monaco a Lisbona. Antonio Di Gennaro è rimasto uno da grandi platee. Elegante in campo così come ai microfoni di Sky. Opinionista di punta, un occhio sulla Champions ma stavolta anche uno su Verona-Bari. Il regista dello scudetto a Bari ha giocato e ora vive, fra un aereo  su cui salire e una sfida da studiare. Impeccabile come sempre.

Di Gennaro, Verona-Bari che partita sarà?

«Direi interessante. Il Bari gioca di rimessa, ha giocatori di qualità, rientra fra l'altro uno come Caputo e non è poco. Fa fatica in casa, quando è chiamato ad impostare. In trasferta però ha vinto nove volte, i numeri parlano chiaro. Il gruppo poi è compatto, Torrente è stato bravo».

Allievo di Bagnoli al Genoa, magari da lui qualcosa avrà preso... «Ne parlavamo tempo fa, quando ci siamo incontrati. Da Bagnoli qualcosa avrà imparato. Gliel'ho anche detto, lui ha annuito. Torrente è un allenatore molto pratico, una persona seria. Parla il giusto, tiene molto allo spogliatoio, non va mai sopra le righe. Mi piace».

Lo vogliono anche in serie A. È pronto?

«Se è pronto non lo so, di sicuro a Gubbio ha vinto due campionati e a Bari sta lavorando molto bene per di più in un ambiente non facile ed in una piazza travolta dal calcioscommesse. Se però ci sono allenatori che in serie A ci arrivano direttamente dal settore giovanile allora anche Torrente può avere tutte le carte in regola per salire di grado».

Anche nel Verona è forte l'impronta dell'allenatore... «Mandorlini ha svolto un lavoro strepitoso, esaltando il concetto di gruppo e riuscendo a sfruttare al meglio le caratteristiche dei suoi giocatori. Come sapeva fare Bagnoli. Il suo Verona è sulle orme di quanto riuscimmo a fare noi, anche se con le debite proporzioni. Al posto suo starei più attento nel fare certe esternazioni, ma per la qualità di gioco che il Verona ha saputo esprimere ed il lavoro di campo Mandorlini è stato davvero superlativo. Vedo che anche in trasferta la squadra cerca di imporre la propria manovra. Così si fa».

Fuori casa però ultimamente l'Hellas balbetta...

«Ci sta di concedere qualcosa all'avversario e di rischiare se provi a vincerla. Al Verona è successo soprattutto questo, non mi preoccuperei più di tanto».

In compenso in casa il Verona ne ha vinte undici di fila. Neanche il suo Verona ci riuscì...

«Il Bentegodi dà una spinta in più, soprattutto in questo momento e con un obiettivo importante all'orizzonte. Attenzione però, perchè il Bari è squadra da trasferta con gente molto rapida in avanti. E il Verona, senza Maietta, non ha neanche un difensore davvero veloce».

Come vede la volata finale?

«Il Torino ha qualcosa in più, per il secondo posto non c'è una vera favorita».

Il Pescara ne ha perse tre di fila...

«Ho una mia teoria sul Pescara. Secondo me o sale direttamente altrimenti ai playoff non va molto avanti. Tutto il contrario di Verona e Sassuolo, più adatte a partite-spareggio. Vedo Mandorlini molto portato nel preparare gare da dentro o fuori».

Altre variabili?

«Vedo molto bene il Brescia, con Calori si è trasformato. Credo invece meno nella Reggina, non ha la necessaria continuità. Mi auguro di vedere il Verona direttamente in A, ma se non dovesse succedere rimarrebbero comunque i playoff. E l'Hellas facilmente li giocherà partendo da una posizione privilegiata, specie se dovesse chiudere al terzo posto. Non è poco, soprattutto dopo aver visto certi picchi».

Si riferisce al 4-1 di Torino?

«Già, l'Hellas è stato entusiasmante. Sembravamo noi, sembrava il Verona dello scudetto. Una squadra capace di imporre il proprio gioco dall'inizio alla fine su un campo così difficile».

Tre sconfitte e un pari nelle cinque partite senza Hallfredsson. Normale dipendere da lui?

«Normale non è, ma in B uno come Hallfredsson sposta davvero gli equilibri. Un valore aggiunto che in pochissimi possono permettersi di avere. Lo guardo e mi sembra, con i dovuti paragoni, di vedere Briegel per come si muove, per quel suo incedere possente, per il tiro in corsa, per il cambio di passo. Giocatore da A».

Anche Gomez lo è?

«Penso proprio di sì, sta confermando tutto il suo talento».

Tachtsidis e Jorginho sono sulla stessa strada?

«Tachtsidis mi piace moltissimo, gli addetti ai lavori ne parlano benissimo. Sa far girare la palla ed è forte fisicamente. In più ha vicino gente che gli dà la possibilità di giocar bene naturalmente. Penso ad Hallfredsson ed allo stesso Jorginho».

E il Verona è squadra da A?

«L'intelaiatura è buona, io non cambierei molto in caso di promozione. Certo, tre o quattro elementi servirebbero necessariamente. Mi riferisco in particolare all'attacco. Ferrari è bravo, Pichlmann vede la porta, Gomez ha qualità. La A però è un altro paio di maniche, ci vogliono attaccanti da doppia cifra sicura. Le basi ci sono, non solo sportive. Martinelli ha le idee chiare, leggo anche di trattative con nuovi imprenditori. Significa che l'Hellas è una società appetita. Buon segno, perchè il Verona merita la A e soprattutto merita di restarci a lungo. Non soltanto perchè ha vinto lo scudetto 27 anni fa».

Fonte l'arena