Hellas Verona, cosi si è persa... la testa
Appena agganciata, la vetta si è già allontanata: cresce il fastidio in casa Verona per l'inopinato pareggio di venerdì con l'Empoli. Il tredicesimo sigillo, quello che avrebbe dato ancora più valore al già sensazionale cammino interno dei gialloblù, è rimasto negli obiettivi e la concorrenza, com'era prevedibile, ne ha approfittato. Non fosse bastato il colpaccio del Sassuolo a Brescia - nel primo anticipo dell'altro ieri - la sedicesima di ritorno del campionato di Serie B ha offerto la prova di forza collettiva di tutte le principali aspiranti al salto in Serie A. Ha vinto - soffrendo ma ha vinto - il Toro in casa col Crotone. Ha vinto - sprecando l'impossibile ma ha vinto - il Pescara sul campo del Gubbio. Ha vinto - speculando ma ha vinto - il Varese a Cittadella. Sorride anche la Sampdoria, che battendo il Bari torna a una sola lunghezza dalla zona play off mentre frena rocambolescamente il Padova, che a Grosseto ha sprecato un doppio vantaggio per poi rammaricarsi della traversa centrata da Italiano in pieno recupero. L'Hellas adesso è terzo, sempre a pari merito con il Sassuolo, che ha però una gara in più da disputare. Se l'intenzione è sempre quella di finire nelle prime due posizioni, quelle della promozione diretta, servirà un netto cambio di passo. Il mese di aprile, per dire, ha lasciato ai gialloblù quattro punti in quattro partite. Un mezzo tradimento nel momento della verità. Ora si tratta di ricominciare da Reggio Calabria, posticino già poco ospitale di suo, soprattutto per l'Hellas. Ancora meno piacevole da frequentare dopo la vittoria colta ieri dagli amaranto. Vittoria sudatissima - sia chiaro - strappata solo su rigore, a 13' dalla fine, sul disastrato Albinoleffe (che per la cronaca pochi minuti prima aveva sprecato un tiro dal dischetto). I tre punti consentono comunque all'undici di Breda di coltivare ancora briciole di sogno.
La zona play off è a cinque punti, non pochi. Tuttavia, con altri cinque turni davanti, e il concorso degli scontri diretti (degli stessi amaranto, della Sampdoria, del Varese), c'è ancora tempo per cullare l'ambizione. Brutta notizia per Mandorlini e compagnia, che ultimamente fuori casa hanno collezionato solo dolori e che al «Granillo» dovranno misurarsi con l'abituale ostilità ambientale. Un nemico che hanno dimostrato di soffrire, soprattutto sui campi del sud. Verona-Empoli ha rivelato anche altri problemini: il Verona fatica a far gol. Aveva sciupato parecchio a Crotone, si è ripetuto al Bentegodi. Manca quel pizzico di lucidità, c'è il contributo della stanchezza che inizia fisiologicamente a farsi sentire. La manovra non scorre più fluida come in altre occasioni. E purtroppo Mandorlini deve inventarsi soluzioni anche per sopperire alle assenze. E c'è qualche riconosciuta colonna della formazione scaligera - Emil Hallfredsson su tutti - che attraversa una fase pericolosamente involuta. A Reggio Calabria, tra l'altro, saranno costretti al forfeit l'infortunato Maietta e lo squalificato Mareco. Andrea Mandorlini dovrà ripensare l'assetto difensivo rilanciando magari il rientrante Abbate in mezzo al pacchetto. A confortarlo c'è la tenuta nervosa della squadra, lo spirito di gruppo, la grande determinazione, doti emerse nitidamente anche venerdì: questo è un Hellas che non molla mai, che ha imparato a crederci fino in fondo, che è abituato a spremere anche l'ultima stilla di sudore. Comunque finirà, non si smentirà neppure a Reggio.


