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Hellas Verona, corsi e ricorsi. E quei filotti...

Hellas Verona, corsi e ricorsi. E quei filotti...
autore
Federico Errante
lunedì 12 dicembre 2011, 11:04HellasVerona

Ci sono tante strade per arrivare al traguardo. Basta tagliarlo, non importa come. La storia delle promozioni del Verona in serie A ha tante matrici. Percorsi netti (pochi) e sentieri meno veloci (molti) ma ugualmente sicuri. Spesso una lunga striscia di vittorie è sinonimo di successo finale, soprattutto fuori dalle mura di Verona.

 

BEI PRECEDENTI. Otto vittorie consecutive, come la striscia di Mandorlini, sono state più volte un certificato di garanzia per la gloria. Vedi la Cremonese edizione 1992-1993 allenata da Gigi Simoni e trascinata dai vari Dezotti, Tentoni, Maspero, Turci, Colonnese e compagnia bella. Sedici punti fra la seconda e la nona di campionato, un ruolino di marcia che valse un allungo portentoso. Quella Cremonese finì seconda dietro la Reggiana in cui giocavano anche Luca Bucci e Beppe Scienza. Proprio Bucci, insieme a un giovanissimo Stefano Sorrentino, era fra i pali del Torino di Giancarlo Camolese, subentrato proprio a Simoni e capace ad un certo punto di accelerare con otto partite vinte da trionfatore. Il Toro chiuse primo coi gol di Ferrante, Lucarelli ed il piccolo contributo di un Fabio Quagliarella appena maggiorenne. Alle sue spalle il Chievo di Delneri, in A insieme al Piacenza e al Venezia di Prandelli. Fuori concorso la Juve (2006 - 2007) del «post Moggiopoli», quella con Del Piero e Buffon in B. Anche quella volta le vittorie furono otto, determinanti per tornare nella massima serie.

 

OTTO? ANCHE TROPPE. Il Cagliari con la mano di Edy Reja, che prese il posto di Ventura, nel 2004 se ne andò in serie A dopo averne vinte sette una dietro l'altra con le magie di Suazo e Mauro Esposito. Fu la stagione anomala delle sei promozioni, col primo posto del Palermo di Luca Toni (30 centri) e il sesto della Fiorentina di Christian Riganò in un torneo a 24 squadre che premiò pure Livorno, Messina e Atalanta. Anche Andrea Mandorlini viaggiò ugualmente veloce (2002-2003) col Vicenza di Schwoch, Margiotta, Marcolini, Semioli, Bernardini, Jeda e Zanchetta. Sette perle, senza però andare al di là dell'ottavo posto a 54 punti, tredici meno di Sampdoria e Siena, in serie A con Lecce e Ancona.

 

VELOCITA' MODERATA. E il Verona? Tanti risultati da incorniciare, senza però clamorose accelerazioni. L'Hellas della stagione '56-'57 ad esempio finì primo senza mai vincere più di tre partite di fila. Altri tempi, soprattutto meno partite. Trentaquattro per l'esattezza. Il 2-0 al Parma e le quaterne a Taranto e Bari all'esordio furono rimpiazzate ben presto da un andamento sempre regolare, mai caratterizzato da scossoni troppo violenti. Quell'Hellas precedette di un punto Alessandria e Brescia, di due il Catania. Stessa musica anche dieci anni dopo, campionato '67-68, col tris dell'Hellas contro Catania, Catanzaro e Lazio. Era il Verona di Nils Liedholm e dei 13 centri di Gianni Bui. Gialloblù secondi a quattro punti dal Palermo, promosso a quota 48 così come il Pisa e prima di Bari e Foggia in un campionato a 21 squadre. Leggermente meglio il Verona di Mascalaito, promosso in serie A nel 1975 anche grazie a quattro vittorie fra Avellino, Novara, Palermo e Arezzo fra la terza e la sesta. L'Hellas chiuse alle spalle di Perugia e Como. I gol di Zigoni, Luppi e Sirena fecero la differenza.

 

DA OSVALDO A CESARE. A quattro si fermò pure Osvaldo Bagnoli nel campionato 1981 - 1982, quello della promozione per merito dei 14 centri di Nico Penzo e i 13 di Mauro Gibellini. Il Verona conquistò il campionato precedendo di un soffio Pisa e Samp, anche loro promosse in serie A. Nelle 38 gare la serie d'oro si articolò fra Cremonese, Varese, Sambenedettese e Lecce. Persino più asciutto il cammino del Verona di Eugenio Fascetti, quello che nella stagione '90-'91 pur fra mille difficoltà guadagnò la promozione insieme a Foggia, Cremonese ed Ascoli senza tuttavia andare oltre le due vittorie consecutive. Essenziale Genio, anche nei numeri. Piccoli ma sicuri passi mosse anche il Verona di Attilio Perotti nella stagione '95-'96, tre successi di fila per tre volte. Al resto pensarono De Vitis, Cammarata, Zanini e Ghirardello. Le otto di Prandelli sono l'eccezione che conferma la regola.

Almeno a Verona.

Fonte L'Arena