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Hellas Verona, contro il Novara si insegue un'altra notte magica

Hellas Verona, contro il Novara si insegue un'altra notte magica TuttoB.com
© foto di Federico De Luca
autore
Cristiana Serangeli
venerdì 21 settembre 2012, 14:55HellasVerona

La notte di Mandorlini. La notte dell'Hellas. La notte del popolo gialloblù. E uscirono a riveder le stelle. I blu si preparano all'impatto imminente contro il Novara. La squadra di patron Setti è reduce da due vittorie. Diverse nella forma e nella sostanza. Perché, classifica a parte, vincere un derby vale sempre doppio.  E rompere gli indugi in casa contro la Reggina, dopo due pari di fila, ha avuto effetti taumaturgici sul gruppo. Dunque, in campo per divertire certo, ma anche per confermarsi grandi. Il Verona sarà costretto a recitare, per forza di cose, il ruolo della protagonista in questo lunghissimo girone infernale cadetto. E chi ha tempo, non aspetti tempo.  È vero anche che le partite della vera verità arriveranno più avanti. Ma restare in scia delle prime della classe serve per il morale, per l'orgoglio, per la piazza e per l'onore. NOBILE DECADUTA. Come definire l'avversario? Una nobile decaduta. Termine abusato per definire quei club che arrivano dal gradino più alto sbuffando e che vivono ancora del ricordo dolce di quanto fatto poco prima. Il Novara è retrocesso dalla A. Non sembra procedere a ritmo di sarabanda. Ha cambiato pure molto.  Ma è pur sempre squadra che merita grandissimo rispetto ed attenzione. Il Bentegodi, poi, esercita sempre un fascino primordiale per chi vive di emozioni di calcio. Meglio prenderli subito per il bavero.  Le squadre di Tesser sanno essere abili sarti. Cuciono, tagliano, rammendano.

E alla fine il prodotto può risultare di apprezzabile fattura. GRANDI DAVVERO. Il tifoso gialloblù, però, di solito si concentra soprattutto sulla propria squadra del cuore. Può arrivare chiunque, ma conta soprattutto lo stato di salute e la voglia di portare la croce dell'Hellas. A Vicenza si è vista una squadra che sa lottare, pure soffrire. Una squadra che si complica la vita, ma poi sa riprendere in mano il filo del discorso. Per risalire la corrente e trovare, fuori da pericolosi mulinelli, la via che porta alla terra promessa. Buon segnale per un gruppo destinato a muoversi sempre sotto i riflettori. Oggi il Verona come sta? Lo capiremo in pochi minuti al fischio d'inizio. Grandi davvero? Pronti a regalare la terza vittoria di fila? Gli interrogativi dell'ultima ora sono questi.  PARLA MANDORLINI. E ieri il tecnico gialloblù, ha parlato della sfida che attende stasera la sua squadra. «Un avversario che merita tutto il nostro rispetto. Mancherà Mehmeti, ma il suo posto in attacco verrà preso da Piovaccari. Quindi, stiamo parlando di una squadra che dispone di ottimi giocatori e che possiede tutte le credenziali per mettere in difficoltà chiunque».  Passo successivo: la conta di chi c'è e chi non c'è. «Martinho sarà dei nostri», continua l'allenatore, «e c'è anche Carrozza. Bojinov scalpita per trovare spazio. Nessun dubbio sul valore del giocatore».  C'è spazio pure per una stoccata a Gibellini. L'ex direttore gialloblù ha dichiarato in queste ore che il Verona, per come è stato costruito, potrebbe essere allenato anche dal custode dello stadio. Mandorlini non si fa attendere: «Credo che il verme abbia un bisogno fisiologico di uscire ogni tanto dalla sabbia o dalla terra o da qualche altro elemento, e fa si che questo ogni tanto accada. Ringrazio i miei genitori che mi hanno dato i principi e l'umiltà del custode del campo per giocare ed allenare ad alti livelli per tutti questi anni. E oggi sono felice di allenare una squadra che resterà per sempre sulla pelle».

Fonte L'Arena.it