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Hellas Verona, con Agsm ombra-esposto

Hellas Verona, con Agsm ombra-esposto TuttoB.com
© foto di MB/TuttoHellasVerona.it
autore
Federico Errante
domenica 28 agosto 2011, 16:04HellasVerona

A fine luglio l'annuncio ufficiale e da allora sulla sponsorizzazione di Agsm all'Hellas si sono avvicendate polemiche, proteste, comunicati della squadra, dell'amministrazione comunale e della società a capitale pubblico (con unico socio il Comune) circa la bontà e legittimità di quei 350mila mila euro l'anno che dalle casse di Agsm finiranno nel bilancio della squadra che è tornata in serie B.

Pareri, interpellanze in Parlamento e una decina di giorni fa a un quadro controverso si è aggiunto anche un esposto depositato al comando della Guardia di Finanza di via Nicola Mazza e diretto alla procura della Repubblica.

Una sponsorizzazione non pacifica, per molti, che non è escluso venga analizzata sotto un profilo differente, quello giudiziario, poichè l'estensore chiede alla Procura di considerare alcuni aspetti, primo fra tutti il danno erariale e a seguire, eventualmente, anche il fatto che l'elargizione di denaro pubblico possa essere una manovra per ingraziarsi la tifoseria dando origine a un'ipotesi di voto di scambio.

CANONI NON PAGATI. Un esposto nel quale si sottolinea come l'Hellas Verona abbia un debito nei confronti del Comune di poco più di settecentomila euro, una cifra che corrisponde, con qualche migliaio di euro in difetto, ai canoni non pagati nel corso degli anni per l'utilizzo dello stadio Bentegodi.

«Appare strano», si legge nel documento depositato alle Fiamme Gialle il 16 agosto, «che il Comune, a conoscenza dell'esposizione debitoria, anzichè sollecitarne il rientro utilizzando gli strumenti consentiti (inclusa l'azione legale e il blocco della concessione dello stadio), aggiri il problema "regalando" alla squadra tramite la controllata Agsm una somma pari a metà del debito (con opzione uguale per il secondo anno) a spese dei cittadini».

SPONSOR E DEBITI. Quella dei canoni per l'uso del Bentegodi è in effetti una questione rimasta sospesa per diversi anni e oltre ai debiti dell'Hellas ci sono anche i denari che devono essere versati dall'altra squadra della città, il Chievo che milita in serie A.

In effetti il Comune fino ad ora non ha attuato nei confronti di entrambe le società alcuna procedura per ottenere il pagamento dei canoni arretrati e risale a meno di una settimana fa la firma dell'accordo sulle somme da versare (253mila euro l'anno il Chievo e 180mila l'Hellas) e la richiesta di pagare gli arretrati (poco più di 700mila euro l'Hellas e un milione e 118mila euro il Chievo) con la possibilità di rateizzarli in un anno.

Da qui il «sospetto» che la sponsorizzazione per un importo che è inferiore di soli 5000 euro al debito verso il Comune sia una sorta di salvagente a spese della comunità. Questo perchè se è pur vero, si sottolinea nell'esposto, che lo studio di marketing citato da Agsm evidenzierebbe un aumento della clientela grazie alla scritta sulla maglia dell'Hellas, tuttavia «Agsm ha un ambito territoriale limitato per l'erogazione dei servizi e quindi a nulla servirebbe una sponsorizzazione a livello nazionale e sui network televisivi».

UTILI SCARSI. Una serie si domande e perplessità alle quali si aggiunge anche la considerazione che l'ammontare dei dividendi derivanti dagli utili di gestione diminuirebbe e ciò nonostante la società ipotizzi che grazie alla sponsorizzazione aumenterebbero i contratti con un ritorno previsto che oscilla tra i 600 e i 700mila euro. Praticamente il costo dell'operazione. E sempre in linea teorica solo un privato può decidere di «rischiare», non una società a capitale pubblico (anche se invero anni fa Agsm investì milioni di euro in un progetto di fonia ma i crediti verso società di Stati Uniti e Gran Bretagna risultarono poi interamente svalutati e sotto tale voce vennero iscritti nel bilancio 2007, ma questa è una vicenda vecchia).

Un esposto che si conclude sottolineando che qualora la Procura ritenesse di considerare il minor incasso di Agsm (a causa di un'azione di marketing) come danno erariale la vicenda potrebbe essere portata all'attenzione della Corte dei Conti. Il caso è già approdato in Parlamento perchè un decreto legge vieta agli enti locali qualunque patrocinio a titolo oneroso: Agsm è di proprietà del Comune e viene ad essi equiparata.

Fonte L'Arena