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Hellas Verona, come scoprirsi una macchina perfetta

Hellas Verona, come scoprirsi una macchina perfetta TuttoB.com
© foto di Federico De Luca
autore
Federico Errante
lunedì 5 dicembre 2011, 10:46HellasVerona

Dodici gol fatti e solo tre subiti per ben dieci posizioni scalate: quello del Verona sarà pure un sogno ma ha contorni di formidabile sostanza. Almeno a rileggere le cifre delle ultime sette partite, quelle del vertiginoso recupero dalla dodicesima posizione - dopo il sofferto pari interno con la Nocerina - alla seconda, ottenuta sabato dopo il sacco di Livorno.

La squadra garibaldina ma un po' disattenta di inizio campionato ha corretto gli svolazzi e fatto fruttare al massimo le virtù. Le vittorie hanno fatto il resto, alimentando di settimana in settimana l'autostima e contribuendo in maniera importante a proiettare l'orchestra di Mandorlini ai vertici della categoria.

In fondo la differenza è soprattutto lì. L'Hellas ha trovato un equilibrio quasi perfetto, ha scoperto di avere eccellente personalità, ha coltivato con criterio le antiche certezze. Quelle che gli avevano permesso di centrare il salto dalla Prima Divisione e che adesso l'hanno aiutato ad ammorbidire pure l'atterraggio in B. Categoria complicata ma non impossibile.

Il resto, a essere onesti, l'hanno fatto anche gli arbitri, ora più equi nei confronti della causa scaligera.

Le cifre comunque svelano che questo Verona non ama troppo gli eccessi.

Vince quasi sempre con il minimo scarto (solo una volta quest'anno ha fatto di meglio, a Empoli, imponendosi per 3-1) ma non becca quasi mai.

E ha soprattutto grande padronanza della gara: sa quando accelerare, sa come mettere le mani sulla partita, sa quando vincerla.

La partita del «Picchi» è la rappresentazione ideale della storia. Contro un Livorno alla determinata ricerca di un risultato positivo, che ha fatto dell'aggressione - non sempre lecita - una delle sue armi, i gialloblù hanno aspettato pazientemente la mossa falsa.

Che è puntualmente arrivata. Perché dopo l'espulsione (sacrosanta) di Schiattarella l'undici di Mandorlini ha avanzato il raggio d'azione, alzato chirurgicamente il ritmo, ordinato l'assalto dai lati e nel mezzo, costringendo nella sua tre quarti un'avversaria che solo episodicamente era stata capace di creare pericoli dalle parti di Rafael. E che, trovatasi in inferiorità numerica, ha subito scoperto le sue fragilità.

L'incursore a sorpresa è stato Tachtidis, uno dei centrocampisti moderni (ovvero completi, capaci di leggere bene entrambe le fasi) del Verona.

Un assist d'oro, ma soprattutto un paio di testate d'autore, prima hanno fatto correre i brividi a Bardi e poi ne hanno stroncato la resistenza favorendo la sortita feroce di Mimmo Maietta. Ma che fosse una questione di tempo si era capito alla svelta.

Nella ripresa il Verona si è scoperto persino misericordioso: contro una pattuglia amaranto visibilmente alle corde, ha indovinato presto il raddoppio e poi ha preferito non insistere. Soprattutto - va dato atto dell'eleganza - una volta trovatosi in superiorità numerica di due elementi.

E adesso? Hai voglia a gettare acqua sul fuoco del crescente entusiasmo della tifoseria.

Anche perché le premesse per un seguito all'altezza ci sono tutte. Già a Natale, per dire, l'idea di ridurre ulteriormente le distanze dal vertice non paiono così campata in aria.

Basti pensare che il Toro capolista - che nelle ultime sette partite ha messo assieme 13 punti, 8 in meno rispetto ai gialloblù - prima riceve l'imprevedibile Pescara di Zeman (inquilino fisso delle zone alte nonostante qualche pesante capitombolo) e poi va a far visita a un Modena alla drammatica ricerca di ossigeno, vista la brutta classifica.

Gli altri sorrisi li garantisce la ricchezza dell'organico, che si sta dimostrando sempre più ricco e affidabile man mano che trascorrono le giornate.

Mandorlini può disporre di alternative di pregio in tutti i reparti. Potenziali titolari turnati sapientemente oppure rimasti ai margini qualcuno per scelta tecnica, altri per infortuni. Emergenti in cerca di consacrazione che hanno già lasciato intravedere doti indiscutibili o pedatori di categoria capaci di metterci la zampata nel momento critico.

Tutta gente che tra un mese o due potrebbe rivelarsi l'autentico valore aggiunto, preziosa benzina in vista dello sprint di primavera. Quale traguardo? Decidetelo voi.

Fonte L'Arena