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Hellas Verona, come affrontare il mezzogiorno (e mezzo) di fuoco

Hellas Verona, come affrontare il mezzogiorno (e mezzo) di fuoco TuttoB.com
© foto di MB/TuttoHellasVerona.it
autore
Federico Errante
venerdì 16 dicembre 2011, 16:05HellasVerona

Svegliarsi e andare in campo. Sembrerà strano, anche se poi non è la fine del mondo. La partita al posto del pranzo spiazza un po', novità assoluta per il Verona e per molti giocatori. Una settimana diversa da rendere il più normale possibile. Basta gestirsi al meglio, seguire le indicazioni dello staff tecnico e medico. «In fondo dopo il calcio di inizio nessuno si ricorderà che ora è. Varranno le regole di sempre», spiega Nicola Ferrari, anche lui curioso di sperimentare una novità suggerita da diritti televisivi e da un calendario sempre più spezzettato. Per la verità qualcuno ne avrebbe fatto volentieri a meno. Chissà come la pensano i giocatori del Palermo, che nell'ultimo anno alle 12.30 hanno perso quattro volte su quattro. Solo un caso. Inutile preoccuparsi più di tanto o lasciarsi andare a gesti scaramantici.

 

SVEGLIA E PASTA. Al centro di tutto c'è ovviamente l'alimentazione, ma non solo quella. La sveglia suonerà alle 8, magari anche alle 8.30. La colazione, pasto unico, è fissata per le 9. Tre ore e mezza prima del fischio dell'arbitro. Giusto per avere il tempo di digerire al meglio. I giocatori del Verona da ieri mattina mangiano fette di pane, marmellata, bresaola, prosciutto crudo, crostata. Anche pasta. «Io la mangio volentieri», dice sicuro Nicola Ferrari, che a mezzogiorno in vita sua non ha mai giocato. «Importante è cominciare ad abituarsi due o tre giorni prima della partita. Una buona colazione è fondamentale, diventa quasi il pasto principale. Chiaro che poi serve un buon mix col pranzo», ricorda Carlo Pasini, responsabile dello staff sanitario dell'Hellas, sempre attento a mantenere giusti equilibri. In condizioni standard l'alimentazione avrebbe compreso il 60 per cento di carboidrati, il 30 per cento di lipidi, il restante dieci di proteine. Quindi latte, biscotti, fette biscottate, fiocchi d'avena, anche formaggi, fette di pane. Più zuccheri complessi per assicurare energia per lungo periodo. Miele, marmellata e frutta per l'immediato. E un pranzo leggero, povero di fibre, ad alta digeribilità fra pasta o riso, verdure crude e patate. Giocare fra un piatto di spaghetti e il dolce avrà comunque un'incidenza relativa nel periodo invernale, rispetto alle folli collocazioni estive di un calendario di A che ha di fatto deciso certe partite imposte a temperature equatoriali.

 

ALMENO OTTO ORE. Anche il sonno diventa basilare. «Otto o nove ore a notte sarebbero l'ideale, anche per migliorare la qualità del riposo», specifica il dottor Pasini, secondo una traccia di massima che soprattutto stavolta varrebbe la pena rispettare in toto. Specie quando giochi a un orario insolito. Proprio per questo notoriamente la classe più a rischio è quella dei single, di solito più slegati rispetto a certe abitudini pur mantenendo un comportamento professionale. Non è questione di serate in discoteca né di chissà quali digressioni. Semplicemente di una vita perfettamente regolare, quella verso cui una famiglia può naturalmente indirizzarti. Sfumature.

 

ALTRI ACCORGIMENTI. «Conterà anche un'adeguata idratazione. Servirà bere acqua quindi - conclude - il recupero successivo alla gara vale molto. Teniamo conto comunque che abbiamo a che fare con professionisti intelligenti che conoscono bene il proprio corpo e sanno quello di cui hanno bisogno. I nostri sono solo schemi predefiniti. Siamo convinti che stravolgere certe abitudini non sempre sia producente, oltre che poco necessario».

Fonte L'Arena