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Hellas Verona, col vento in poppa

Hellas Verona, col vento in poppa TuttoB.com
© foto di MB/TuttoHellasVerona.it
autore
Federico Errante
giovedì 3 novembre 2011, 11:36HellasVerona

C'è un dominatore riconosciuto, praticamente un tiranno, che detta legge e guarda al campionato da un punto di osservazione sempre più privilegiato. Poi ci sono una serie di concorrenti a rimorchio, non tutte dichiaratamente costruite per ambire a traguardi sublimi. In fondo c'è pure qualcuno che ha già un piede sul patibolo nonostante la corsa sia ancora lunga e disseminata di opportunità e ostacoli.

Ma in apparenza la Serie B, a un terzo del percorso, pare aver già definito una sua fisionomia di massima, nominato forti e deboli, indicato chi può puntare al vertice e chi invece dovrà combattere per confermarsi in cadetteria.

Più o meno nel mezzo della bagarre, viaggiando a fari quasi spenti, al riparo - per ora - dalle urla di addetti ai lavori, critici e parolai assortiti, c'è il Verona di Andrea Mandorlini. Che però ultimamente ha messo le marce alte e scaldato la piazza. Il popolo scaligero inizia a sognare.

OCCHI APERTI. Il Verona in effetti ha appena assestato un paio di pedate a clienti appiccicosi - sistemati al momento a distanza di sicurezza - e tiene in mano qualche carta buona per accedere alla stanza dei play off. Luminosa, intrigante, affascinante. Ma anche infida. Perché per sentirsi grandi c'è sempre tempo e perché, come ha ricordato Andrea Mandorlini dopo la sfida col Brescia, «il periodo brutto dovremmo averlo superato ma è meglio non parlarne troppo perché a finirci ancora dentro basta niente».

Di sicuro, sbrigate con fatica - ma grande soddisfazione - le pratiche Cittadella e Brescia, il Verona può guardare al futuro con una certa serenità. «Viviamo alla giornata», ha ricordato ancora Mandorlini, «gara per gara. Se più avanti ci sarà la possibilità di mirare in alto ne parleremo. Per ora non guardo la classifica», giura.

Sarà vero? Forse. Però la matematica non è un'opinione e l'attacco dei gialloblù al sesto posto (posizione minima per accedere agli spareggi-promozione) potrebbe rivelarsi prossimo. Bari, tappa imminente, potrebbe svelare tante verità ancora seminascoste. 

LA REGINA. Sul piano nobile della Serie B c'è il Toro che - al di là di qualche inatteso svenimento - pare aver davvero messo le mani sul torneo.

La solidità del gruppo granata non è davvero in discussione. Lo testimoniano soprattutto gli appena sette gol subiti finora (praticamente mezzo gol a gara) e le sei vittorie colte su campi esterni.

Il vantaggio sulla seconda (5 punti) è ancora relativamente modesto, quello sulla sesta piazza (11 punti) più robusto. Mancano ben 29 turni alla fine ma l'avvertimento dato al campionato è rumoroso.

GLI INSEGUITORI. Dietro si sgomita. Ognuno con i propri meriti e le proprie qualità. Ma si sgomita. Davanti a tutti scalpita il Pescara di Zdenek Zeman, la più bella sorpresa di questo avvio di torneo.

Si era intuito, già alla prima, proprio al Bentegodi, che i biancazzurri avevano potenzialità, ma pensare di ritrovarseli davanti a Samp e Padova - per dire - pareva troppo.

E invece la corazzata gioiosa del ceco (32 gol segnati, quasi due e mezzo a partita, per l'attacco più tosto del torneo) procede a ritmo speditissimo. In salute è anche il Sassuolo, che dopo l'avvio circospetto pare aver scoperto le intenzioni: il pokerissimo rifilato nel derby al Modena è un bel segnale dato alle rivali. Poco sotto si confermano, tra alti e bassi, le candidature di Padova e Sampdoria. In mezzo si infila la Reggina, appena scottata dal Torino dopo quattro successi di fila. Tutte hanno le risorse per resistere a lungo al vertice.

OUTSIDER. Chiamatelo limbo, chiamatela sala d'attesa.

Comunque la vogliate definire oltre il sesto posto si apre un'area tutta da scoprire. Meglio: da scoprire ci sono le mire dei singoli protagonisti alcuni dei quali - non fosse altro che per il blasone - avrebbero tutto il diritto di reclamare attenzioni e un bel salto in avanti. Tra queste ci sono sicuramente il Bari e il Verona, prossime rivali lunedì in Puglia.

Ma anche Livorno e Brescia - squadre giovani, fatalmente inesperte ma attrezzate - e magari anche il Varese, il cui passo regolare potrebbe supplire alle carenze d'organico.

Più difficile ipotizzare un futuro  roseo per il Grosseto: la sensazione è che la scelta, singolare, di licenziare mister Ugolotti con la squadra settima in graduatoria, possa provocare danni più che fortune.

LE PERICOLANTI. A scendere la battaglia resta altrettanto incandescente, anche se cambia l'obiettivo. Non tutte le rivali nella lotta per la salvezza hanno gli stessi valori, ovvio.

Al momento quota 15 punti sembra poter segnare il confine ideale tra i lidi tranquilli e quelli più o meno agitati.

La Nocerina e il Gubbio di Simoni sembrano viaggiare col vento in poppa, il Cittadella è atteso a un pronto recupero dopo la doppia batosta incassata mentre il Crotone conta sul tradizionale apporto del fattore campo. Le altre - più o meno - si barcamenano tra i marosi. Fa eccezione il derelitto Ascoli, bastonato sul campo e mortificato dalle penalizzazioni: due mesi ed è già alla deriva. Chi lo salva più?

Fonte L'Arena