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Hellas Verona, Bordin: "Siamo più maturi"

Hellas Verona, Bordin: "Siamo più maturi" TuttoB.com
© foto di Image Sport/TuttoLegaPro.com
autore
Federico Errante
venerdì 24 febbraio 2012, 11:36HellasVerona

Certi concetti glieli ha trasmessi direttamente Marcello Lippi, prima ancora dell'amico Mandorlini. «Soprattutto la cura dei dettagli, il confronto, il saper ascoltare i giocatori», racconta Roberto Bordin, passato da mediano tosto e deciso a fine stratega dei meccanismi difensivi dell'Hellas. Marcello Lippi l'ha conosciuto all'Atalanta e l'ha chiamato a Napoli, Andrea Mandorlini gli ha messo al braccio la fascia di capitano a La Spezia, l'ha «precettato» anche a Vicenza e l'ha voluto fortemente da quando le scarpe di Roberto sono finite appese a un chiodo. Feeling vero, fiducia totale. 

PALETTI «CHIAVE». «Lippi è una persona eccezionale, lui sapeva mettere i giocatori nelle condizioni ideali. È sempre stato così, a Bergamo così come a Napoli. Voleva conoscere spesso la nostra opinione, così come io sto cercando di fare adesso coi ragazzi. Parliamo molto, tutto questo è molto positivo secondo me. Mandorlini? I movimenti che vuole li conosco tutti ormai, non c'è bisogno di dirsi molto. La parola d'ordine per lui è una sola: equilibrio.  Riusciamo spesso a sfondare sulle fasce partendo dall'azione dei difensori e principalmente degli esterni. Chiaro che quando uno esce la normale copertura prevede il coinvolgimento dei tre difensori restanti. Ci viene tutto naturale, ormai questi sono meccanismi consolidati. Tutto normale». Nell'opera di Bordin anche lievi sfumature, spesso quelle che ti risolvono una partita. «Mi piace molto lavorare nella marcatura - spiega il vice di Mandorlini - anche individuale, sulla seconda azione. Tanti gol ormai arrivano in questo modo. Spesso si perdono certi equilibri sulla seconda palla spizzata o la seconda giocata, spesso in velocità. Situazioni in cui siamo cresciuti, anche se di margini ne abbiamo ancora parecchi».

L'IMPORTANZA DI «TACHI». Mandorlini l'ha sempre detto: «Davanti alla difesa il mio giocatore ideale è uno di contenimento, uno schermo che possa costruire un bel castello davanti ai due centrali».  L'esatto profilo di Panagiotis Tachtsidis, cellula strategica per conservare determinati automatismi. «Con lui in campo - continua Bordin - i difensori possono staccarsi più indietro, assicurare maggiore protezione visto che arretra lui. Per non parlare della gestione nei finali di gara o nelle situazioni in cui davanti trovi gente come Nando Sforzini o Rolando Bianchi. Avere in battaglia un ragazzone come Tachtsidis dalla tua parte conta tanto. Attenzione però, anche Gennaro Esposito in interdizione è molto bravo. Compreso il contrasto diretto, così come nelle coperture e nelle diagonali. Con l'uno o con l'altro ci sentiamo sempre al sicuro, una garanzia per tutta la squadra».

UNO SPARTITO NUOVO. Tanti progressi, l'Hellas è cresciuto sotto molti punti aspetti. Uno su tutti. «Durante certe partite dell'andata ci siamo accorti solo dopo un po' di tempo di potercela giocare alla pari contro certi avversari - sottolinea Bordin - all'inizio affrontavi la gara senza quella consapevolezza che adesso abbiamo acquisito in pieno. Qualche volta abbiamo esitato prima di esprimerci veramente come sappiamo. Nel girone di ritorno la musica sarà perciò certamente diversa, l'abbiamo già dimostrato». Cos'è cambiato? «L'etichetta da neopromossa - conclude la «spalla» del mister gialloblù - non potevamo togliercela immediatamente. Adesso invece siamo perfettamente coscienti della nostra forza, anche se qualche squadra può sembrare sulla carta più attrezzata o maggiormente accreditata per certi obiettivi il Verona ha capito di potersela comunque giocare alla pari con tutti. E questa maggior coscienza nei nostri mezzi può alla fine diventare l'arma in più».

Fonte l'arena