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Hellas Verona, "Ai miei figlio dirò: io c'ero"

Hellas Verona, "Ai miei figlio dirò: io c'ero" TuttoB.com
© foto di Image Sport/TuttoLegaPro.com
autore
Federico Errante
mercoledì 14 marzo 2012, 10:37HellasVerona

«Antidoping per tutti, come minimo». L'sms di Anna diventa la sintesi ideale dello strapotere dell'Hellas, di una notte magica, di una serie A ora più vicina. RadioVerona al fischio finale si trasforma come sempre nella dimora ideale in cui depositare pensieri ed emozioni anche intime. Come quella di Federico: «Ero a Torino quando Cammarata ne fece due e vincemmo 3-0 nell'anno di Prandelli, sono qui in tribuna anche adesso. Come se il tempo non si fosse mai fermato». Bob invece è lapidario: «Signore e signori, lezione di calcio. Punto e basta, non serve dire molto altro». Davide quasi se l'aspettava: «Il lavoro fisico nella settimana di sosta, la partita anonima con la Sampdoria, una settimana piena di dubbi e un Mandorlini così sornione erano segnali fin troppo chiari. Sapevo che avremmo giocato una grande partita, ma non così straordinaria». Ilenia è tutta per il mister: «L'ha vinta lui, coi tre attaccanti, col Torino aggredito, con la personalità proprio della squadra di rango. Merito suo, semplicemente grandioso». Fabio non sa da dove cominciare: «Tachtsidis regale, Lepiller tremendo, Ferrari fantastico, Maietta strepitoso, Gomez finalmente ai suoi livelli. Tutti da dieci, a Mandorlini anche la lode». Davide va oltre i gol: «Sul 4-0 continuavamo ad attaccare, il Torino non ha quasi mai tirato in porta, Rafael poteva andarsene in centro a Torino a mangiarsi un piatto di pasta. Non sarebbe cambiato nulla, alla fine credo che non abbia fatto nemmeno la doccia. Non c'era bisogno.

La difesa si è espressa su livelli altissimi, nemmeno Ibra e Del Piero ci avrebbero impensierito». Michele allarga il quadro: «Il nostro collettivo non deve temere nessuno, soprattutto dopo aver polverizzato i più forti di tutti. Se il Torino è la migliore della B allora il Verona non può non andare in serie A. Non ho visto punti deboli. Siamo stati più bravi in ogni zona del campo, abbiamo retto fisicamente e dominato nel gioco. Semplicemente perfetti». Cristiano sottoscrive in pieno: «Il Pescara avrà Insigne e Immobile, il Sassuolo i gol di Sansone. Facciano pure, alla fine manca ancora molto e il gruppo farà la differenza. Per questo mi sento molto tranquillo, senza dimenticare che da qui in avanti il calendario è tutto in discesa». Giorgio esagera su Maietta, a sua volta esagerato nel gol del poker degno di un fuoriclasse: «Uno come lui farebbe comodo anche a tante squadre di serie A. Quando è partito in progressione mi sono alzato in piedi, quando ha segnato mi sono messo ad urlare per due minuti buoni. I vicini mi hanno richiamato, ma come facevo a trattenermi?». Patrizia invece è allo stadio, lontanissima dalla poltrona di casa: «Mai vissuta una serata come questa, da pelle d'oca. Il capolavoro di Maietta lo rivedremo in tv anche fra vent'anni, ai miei figli dirò che quel 12 marzo 2012 io a Torino c'ero. Eccome».

Fonte l'arena