Hellas Verona, a Varese per sfatare un tabù e riprendere la corsa
Non c'è nemmeno il tempo per ricaricare le batterie. Ma forse è meglio così. Il pareggio interno con il Novara ha scatenato qualche polemica di troppo ma i gialloblù hanno la possibilità di riscattarsi immediatamente con il Varese e di riprendere la corsa verso i quartieri alti della classifica. Obiettivo doppio per Maietta e compagni: strappare un risultato positivo in terra lombarda e sfatare un tabù. In effetti la statistica sorride ai biancorossi, sei le vittorie dei padroni di casa negli otto precedenti disputati all'Ossola, due i pareggi. Dieci sono le reti dei biancorossi, solo una quella realizzata dai veneti. Il primo incontro risale al campionato di B della stagione 1966/1967 ed è subito vittoria del Varese per tre a uno, grazie ai gol di Renna, Leonardi e ancora Renna, inutile il gol del momentaneo pareggio firmato da Golin. L'ultima delusione pochi mesi fa, andata dei play off. Finì due a zero per i biancorossi con i gol di Kurtic e Terlizzi, una sconfitta che fermò la corsa dei gialloblù verso la serie A. Ovviamente una gara di campionato non alimenta le tensioni di una sfida play off ma la partita con il Varese arriva in un momento particolarmente delicato per le due compagini. I padroni di casa, pur avendo ceduto giocatori molto importanti in estate, sono secondi in classifica con dodici punti all'attivo - sarebbero tredici ma hanno scontato un punto di penalità per la vicenda calcioscommesse - non hanno mai perso e hanno messo insieme un solo pareggio e quattro vittorie, l'ultima sabato pomeriggio sul campo della Juve Stabia.
L'Hellas sente la pressione del pronostico, dopo gli investimenti nel mercato estivo tanti addetti ai lavori hanno «scaricato» sul Verona responsabilità pesanti e, secondo i soliti pessimisti, nove punti nelle prime cinque partite non sono sufficienti per cullare sogni di gloria. Molti dimenticano che l'anno scorso, nello stesso periodo, il Pescara aveva nove punti, il Torino sette e la Sampdoria cinque, si tratta delle tre squadre che alla fine del campionato hanno centrato la promozione in serie A. Sì, è vero, il Sassuolo di Eusebio Di Francesco vola a punteggio pieno e ha già sei punti di vantaggio sull'Hellas ma questo non può essere il tempo dei processi. E nemmeno di bilanci sommari. Qualcuno s'è concesso il lusso anche di criticare Mandorlini, l'allenatore che ha riportato il Verona in B dopo quattro stagioni nella melma della C, che ha ridato visibilità a una squadra scomparso tra le nebbie della mediocrità, che ci ha sempre messo la faccia non solo per difendere i suoi uomini ma tutta la città. Una cosa è chiara, l'anno scorso l'Hellas è stata la vera sorpresa del campionato anche se questo può essere vero solo nella prima fase del torneo quando in molti avevano sottostimato la potenzialità dei gialloblù ma quest'anno, fin dalla prima giornata, chi gioca contro il Verona sa che deve dare il duecento per cento per fermare la «corazzata» della B e gli stimoli vengono in automatico. Mandorlini, invece, deve gestire una squadra nuova, con giocatori che hanno fatto una preparazione precaria e qualche infortunio di troppo.
Per la trasferta di Varese ha convocato 19 giocatori, con tre portieri, non ci saranno grandi alternative anche se il mister è tecnico dalle mille sorprese. Assenti Grossi, Rivas e Crespo oltre al «solito» Pugliese, il mister del Verona riproporrà la difesa a quattro con Abbate a destra, Moras e Maietta al centro, Martinho o Cacciatore a sinistra. In mezzo al campo Jorginho, Bacinovic e Hallfredsson, in avanti Gomez e Cacia con il rientro di Carrozza a sinistra. Il momento giusto per brindare sotto i riflettori.


