L'Arena - Addio a Osvaldo Bagnoli, ha fatto la storia dell'Hellas Verona: elogio alla semplicità
"Addio a Osvaldo Bagnoli, ha fatto la storia dell'Hellas Verona: elogio alla semplicità", titola L'Arena.
Come scrive Simone Antolini, "Osvaldo Bagnoli, che lo scorso 3 luglio, aveva compiuto 91 anni, è deceduto alle prime ore di questa mattina all’Ospedale di Borgo Roma. L’allenatore del Verona Campione d’Italia 1985, era ricoverato da una decina di giorni. Da anni lottava contro una patologia neurodegenerativa [...].
Da oggi - continua Antolini - l’Osvaldo diventa un ricordo per l’eternità. I 91 anni terrestri restano misura umana per raccontare il percorso di uomo che aveva sorrisi di pietra e idee d’avanguardista. Filosofo non sempre compreso. Capace di trasformare Verona nella capitale del calcio. Lo scudetto è stato celebrato come un miracolo di provincia [...].
Tre anni da calciatore dell’Hellas, dal 1957 al 1960. Nove anni da allenatore. Questo solo per i numeri. Dal 1981 al 1990 - ricostruisce Simone Antolini sull'Arena -. Con un Verona formato Europa. La Uefa, la Coppa Campioni, in mezzo anche lo scudetto. Pure un’amara retrocessione. Che non ha mai fatto ombra ad un viaggio di luce [...].
Da oggi diventa monumento invisibile della storia di Verona e dei veronesi. Adottato da una città che lo ha visto figlio, padre, nonno. Osvaldo ha vissuto in maniera appartata le età della vita nella sua amata Verona. Il suo calcio era semplice - evidenzia Antolini sull'Arena -. Quando 'semplice' era parola complicata per molti [...]. Parole nello spogliatoio? No, sguardi. Bagnoli sapeva comunicare alzando un sopracciglio. O usando smorfie mute. Iconico lo scatto che lo ritrae issato al cielo dai suoi ragazzi nel pomeriggio bagnato di Bergamo. Lì l’Osvaldo si concesse un sorriso. Il sorriso dei veronesi".


