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GazzSport - Semplici: "Meno squadre professionistiche e risorse distribuite più equamente per evitare altri fallimenti. La Federazione premi chi valorizza i nostri talenti"

GazzSport - Semplici: "Meno squadre professionistiche e risorse distribuite più equamente per evitare altri fallimenti. La Federazione premi chi valorizza i nostri talenti" TuttoB.com
Semplici
autore
Marco Lombardi
Oggi alle 10:42Flash news

Nel corso di un’intervista rilasciata al Corriere dello Sport, Leonardo Semplici ha affrontato anche i temi legati alle riforme del  calcio italiano, alla valorizzazione dei giovani e alla sostenibilità economica del sistema.

L’allenatore toscano, forte di una lunga carriera tra Serie C, B e A, parte dalla necessità di rilanciare il movimento attraverso i vivai: «Bisogna tornare a valorizzare i giocatori italiani e i settori giovanili. Occorre un investimento da parte della Federazione per premiare, in C e in B, ma anche in A, quelle società che fanno giocare i nostri talenti».

Secondo Semplici serve trovare un equilibrio anche nel percorso di crescita dei giovani: «Tutti parlano delle squadre Under 23. Secondo me bisogna individuare una via di mezzo per valorizzare i calciatori che escono dalla Primavera e non sono pronti per la Serie A. Io credo nella meritocrazia, ma se un club fa giocare cinque o sei giovani italiani è giusto premiarlo».

L’ex tecnico della Spal evidenzia poi come il sistema favorisca gli investimenti all’estero: «Se un giocatore italiano emerge, il costo cresce subito. Allora prendi il giovane straniero, che fa fare la plusvalenza al club ma non fa crescere il nostro movimento. Bisognerebbe equiparare le regole agli altri Paesi».

Un fenomeno che, a suo avviso, riguarda anche la Serie B: «Le società cadette dovrebbero far maturare i giocatori migliori per portarli in Serie A. Oggi, invece, anche in B si cercano plusvalenze pescando all’estero».

Per Semplici il problema non è la mancanza di talento: «I giovani ci sono, basta vedere la competitività delle Nazionali giovanili. Il problema è che, arrivati all’Under 21, nei loro club non giocano».

L’allenatore individua nella cultura sportiva e nella pressione del risultato una delle cause principali: «Il calcio è diventato un business troppo importante e si pensa solo all’obiettivo. Bisogna trovare soluzioni attraverso le seconde squadre, la Serie C e la Serie B, rendendo allo stesso tempo più sostenibile la gestione economica. Occorrono riforme e una distribuzione più equilibrata delle risorse derivanti dai diritti televisivi».

Tra le priorità anche una riduzione del numero di società professionistiche: «Meno squadre a cui distribuire le risorse in modo più equo. Altrimenti continueremo a vedere i fallimenti che si verificano spesso in Serie B e Serie C».

Fondamentale, inoltre, la programmazione: «Sostenibilità e risultati si conciliano con programmazione e pazienza. Non si deve spendere più di quanto è possibile».

Sui vivai, infine, Semplici chiede un ritorno alla formazione tecnica dei giovani: «Bisogna puntare di nuovo sugli istruttori che insegnano la tecnica, lasciando i ragazzi liberi di dribblare e divertirsi. Alla tattica bisogna pensare più avanti, non nelle scuole calcio».

Tra i modelli virtuosi indica il Frosinone, mentre sul prossimo campionato di Serie B non ha dubbi: «Il Palermo è la squadra da battere. Poi ci sono le retrocesse, ma è sempre difficile risalire subito». Guardando alla Serie C conclude: «Catania, Salernitana, Brescia, Pescara e Bari sono le grandi piazze che possono lottare per il vertice».