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EDITORIALE

Serie B e il gioco del 'Ciapa-no'. Avellino, stabilità tattica ed una novità per cambiare rotta. Il Novara e il mal di 'Piola'

02.12.2017 09:00 di Angelo Zarra  Twitter:    articolo letto 6015 volte
© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Conoscete il 'Ciapa-no'? Il tressette a perdere (o a non prendere)? E' un gioco che comunemente, in ogni parte d'Italia, si gioca tra parenti ed amici, soprattutto quando si avvicinano le feste. La domanda nasce spontanea: cosa c'entra un gioco di carte napoletane con il calcio? Molto semplice. Il 'Ciapa-no' è una gara che stanno affrontando anche le big del campionato cadetto. Dall'inizio del campionato, nessuna squadra è rimasta in testa alla classifica per più di una giornata. Chiedere all'Empoli, al Frosinone ed al Palermo che, ogni volta che si sono trovate in testa, non hanno mai confermato la vetta. Segno di un campionato molto livellato ma anche di un pizzico di presunzione ed un calo di concentrazione quando ci si trova a guardare tutti dall'alto in basso. Questa volta toccherà al Bari cambiare questo trend: i galletti saranno impegnati sul campo dell'Entella, contro un avversario ostico che pian piano sta assimilando i dettami tattici di Aglietti. Una sfida non facile per la truppa di Fabio Grosso, chiamato al salto di qualità dopo diverse prestazioni positive. Il Palermo, impegnato in casa sabato pomeriggio contro il Venezia, spettatore interessato: i rosanero attendono in casa un avversario ostico e proveranno a mettere pressione al Bari, in campo domenica pomeriggio.

Passiamo ad analizzare il momento poco positivo dell'Avellino. La vittoria manca da più di un mese (1-0 interno alla Pro Vercelli) e dopo un inizio estremamente positivo i lupi ora si ritrovano sulla soglia play-out. Il lavoro di Walter Novellino non è assolutamente facile: da quando ha perso Morosini ad inizio ottobre, il tecnico irpino non trova lo schema per far girare il suo Avellino. Dal 4-4-1-1 con Asencio o Castaldo dietro ad Ardemagni, al 4-1-4-1 con Di Tacchio perno di centrocampo e Moretti regista/trequartista insieme a D'Angelo fino al 3-5-2. L'ex trainer del Palermo le ha provate tutte ma la squadra non cambia marcia. Il clima di contestazione nei confronti della società e del patron Taccone non aiuta il lavoro della squadra. Dovrà essere bravo Novellino a serrare le fila, trasformare la carica del 'Partenio' di domenica in energia positiva per gli irpini ma soprattutto dare continuità dal punto di vista tattico, scegliere un sistema di gioco su cui puntare e non permettere a D'Angelo e compagni di perdere i punti di riferimento. Di fronte ci sarà il Carpi reduce dalle fatiche di Coppa sul campo del Torino. La novità sarà l'inserimento di Bidaoui dal primo minuto. Sarà il marocchino ex Latina a legare il centrocampo ed Ardemagni, a secco da qualche partita, contro gli emiliani.

Novara lontano da casa, Novara al 'Piola'. La truppa di mister Corini quando è davanti ai propri tifosi è tutta un'altra squadra. Tra le ventidue formazioni cadette i piemontesi hanno davanti ai propri tifosi il peggior rendimento con 4 punti, frutto di una vittoria (contro il Frosinone l'8 ottobre), cinque sconfitte ed un pari. Paradossalmente, i ragazzi di Corini sono primi nella speciale graduatoria del rendimento in trasferta con 15 punti, davanti a Palermo, Venezia e Cremonese. Uno dei motivi è sicuramente tattico. Macheda e compagni sanno esaltarsi quando stringono le linee tra difesa e centrocampo, bravi ad alzare il baricentro delle squadre avversarie e colpire in contropiede. Situazioni che non possono creare quando giocano al 'Piola' contro squadre che adottano il loro stesso spartito tattico. L'altro motivo è puramente psicologico. La squadra 'soffre' quando gioca davanti ai propri tifosi, quasi come se fosse colpita dall'ansia da prestazione. Il Novara quasi si blocca quando è chiamato a vincere ma soprattutto a convincere il palato fine dei propri tifosi, che hanno vissuto anche la Serie A. L'Empoli può essere l'avversario giusto per sbloccarsi e superare questa barriera. Gli azzurri non sono una squadra che aspetta l'avversario anzi, Vivarini predilige l'aggressività in mezzo al campo. Condizioni che il Novara trova quando gioca in trasferta.

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