GdS - Cosenza, Caserta dead man walking
Marco Lombardi
"Cosenza, riecco la profezia che si autoavvera: Caserta dead man walking. Quel vuoto è sempre più incolmabile", titola la Gazzetta del Sud.
Ci risiamo. Anche nell'anno che - mercato e inizio stagione alla mano - sarebbe dovuto coincidere con la riscossa, il Cosenza rischia seriamente di dover ricominciare daccapo con l'anno nuovo. A causa di una striscia molto negativa (i silani non vincono dall'11 novembre e hanno segnato due gol nelle ultime sei partite), i rossoblù sono piombati ad appena +1 dalla zona playout, vanificando quanto di buono fatto nella prima parte della stagione. Se a questo si aggiunge che l'avvio del girone di ritorno sarà da brividi (Cremonese fuori e Venezia in casa), si capisce perché urge un cambio di rotta. Il tecnico Caserta è come un dead man walking, prendendo in prestito un'espressione inglese. Ovvero un uomo che sembra avviarsi lentamente verso il proprio destino: l'esonero. Questione di giorni o, addirittura, si attenderà la prima gara utile dopo la sosta (ma se le idee sono già chiare, questa opzione non avrebbe senso, essendoci la pausa di mezzo). È già scattato, di nuovo, quello che in psicologia è conosciuto come “effetto Pigmalione”, ovvero una profezia che... si autoavvera e finisce per condizionare la persona destinataria della stessa, influenzandone il comportamento. E così, anche Caserta si è snaturato, non in nome di quell'equilibrio che era necessario ritrovare, ma per assecondare gli altrui malumori: il cambio di atteggiamento tattico (dalla difesa a 4 e le tre punte al più prudente 3-5-2) ha portato il Cosenza a continuare a non essere efficace (due punti in tre partite), perdendo definitivamente la propria identità di squadra sbarazzina e pericolosa.
Adesso sono ore di discussione in casa rossoblù, ma il dado sembra tratto [...].


