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GdS: "Il Cosenza è solo 'rimandato'. Caserta non snatura il suo credo"

28 novembre 2023 13:25 di Marco Lombardi   
Caserta
Caserta

"Il Cosenza è solo 'rimandato'. Caserta non snatura il suo credo", titola la Gazzetta del Sud. 

La sconfitta del 'Ceravolo' non ridimensiona i Lupi apparsi vivi e come sempre propositivi. 

La lavagna tattica del derby ha dato torto a Fabio Caserta. Il tecnico rossoblù ha proposto le idee di gioco già sviluppate in altre circostanze. Vivarini lo ha studiato e lo ha battuto facendo un passo indietro, rivedendo il suo Catanzaro che, nella gara più importante, ha lasciato il possesso palla al Cosenza ma ha conquistato i tre punti. I Lupi hanno ottenuto il terzo dato di possesso più alto del proprio campionato (56%) – dopo i numeri lasciati registrare con Ascoli (72%) e Feralpisalò (57%) – ma è tornato a casa con un pugno di mosche.
La proposta inedita degli avversari, che soltanto con lo Spezia a fine agosto avevano concesso il governo del gioco ai rivali, ha trovato impreparati i cosentini. I risultati, come sempre avviene, orientano le analisi ed in questo caso hanno colto in fuorigioco lo stratega reggino. La scelta di non snaturarsi neppure in una sfida così delicata si è trasformata in un boomerang perché i giallorossi sono riusciti a sbloccare il match alla prima occasione utile, sfruttando lo spazio alle spalle di D’Orazio.
Nell’uscita bassa, Tutino si è abbassato permettendo al terzino di alzarsi. Il team bruzio però ha pagato dazio sul pallone verticale tentato dall’attaccante napoletano: il recupero di Scognamillo ha consentito agli avversari di occupare quello spazio vuoto che né Praszelik (troppo stretto) né lo stesso numero nove (posizione errata sullo scacchiere perché non ha chiuso la linea di passaggio in quella zona) hanno saputo difendere.
Al resto ha pensato il greco Katseris, giunto quasi sul fondo prima di servire Iemmello, perso di vista da Venturi, incapace di leggere il movimento sul secondo palo dell’attaccante catanzarese.
Il derby ha preso in quell’istante il suo corso. Raggiunto il vantaggio, il Catanzaro ha potuto esercitare senza problemi la sua densità bassa, che inevitabilmente ha messo in difficoltà la formazione di Caserta. D’Orazio e soci hanno fatto circolare bene il pallone, trovando molto spesso linee pulite fino alla trequarti, dove la situazione si è complicata. In alcuni casi, sono riusciti anche a toccare il pallone in area ma i giallorossi sono sempre stati in grado di fare muro. Non a caso, le due migliori occasioni della partita del Cosenza sono arrivate entrambe da calcio piazzato: palo di Tutino e colpo di testa alto di D’Orazio.
Fosse rimasto in equilibrio, il match avrebbe potuto raccontare altro, ma in questo modo la critica dei tifosi silani ha preso di mira la guida tecnica. La magra consolazione per Caserta è stata rappresentata dal fatto che il piano tattico studiato dagli avversari è sintomatico del rispetto che si sono guadagnati D’Orazio e soci fino a questo momento. E questo è sufficiente a schiodare il tecnico dal banco degli imputati [...]. 


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