Cittadella, Marchetti: "Momento negativo, bisogna essere onesti. Buon gioco, ma in difesa troppe insicurezze. Mercato? Ho idee per migliorare..."
Marco Lombardi
Ieri sera Stefano Marchetti, Direttore Generale del Cittadella, ha parlato in diretta dagli studi di Rigorosamente Cittadella, in onda ogni lunedì sera su Telechiara, canale 17 del digitale terrestre. Di seguito un estratto delle sue dichiarazioni, riportate da trivenetogoal.it:
“Sicuramente stiamo vivendo un momento negativo: siamo in difficoltà ed è evidente, bisogna essere onesti. Le prestazioni tutto sommato sono discrete però questo attualmente non ci consola: dobbiamo migliorare sui dettagli, sono quelli che fanno la differenza e noi a tal proposito sbagliamo praticamente sempre, infatti finiamo per subire gol come quello di ieri col Benevento. Io non cerco alibi: al di là degli infortuni, l’undici titolare non conta così tanto, nel senso che per le qualità che abbiamo chi gioca gioca ed è chiamato a dare il meglio di sé. In questo momento noi appunto esprimiamo un buon gioco a livello offensivo e di costruzione, ma in difesa siamo ancora molto insicuri, disattenti e certi errori non te li puoi permettere se hai un certo tipo di obiettivo.
[...] Come si esce da questa situazione? Guardando in faccia quello che si è: capire che il momento è difficile, non demordere, non vivere di ricordi, portare positività e non negatività, e avere la consapevolezza che devi saper soffrire. Per noi non è mai stato scontato il fatto di rientrare tra le prime posizioni della classifica, io non vorrei che passasse l’idea che quello è il nostro posto di dovere: per una squadra come il Cittadella non c’è nulla di male nel lottare per salvarsi, anche all’ultima giornata se serve, poi tutto quello che arriva in più è solo che guadagnato. I ragazzi lo sanno e devono semplicemente essere più concentrati, ma allo stesso tempo anche sereni, liberi di testa, per non commettere errori sia in fase difensiva (in modo da non subire gol) sia in fase offensiva (per farne di più). Nel calcio bisogna anche avere coraggio: se non sai reggere la tensione non è uno sport che per te. Anche perché il coraggio è la caratteristica che ti fa fare quel salto di qualità per capitalizzare le (poche in questo periodo) occasioni che crei. Se invece giochi con ansia l’entusiasmo viene a mancare e inizia a salire la frenesia, quella negativa però.
[...] L’infortunio che ha pesato (e che pesa) di più è evidentemente quello di Baldini: perdere lui per tutto l’anno è stata (e sarà) una vera e propria mazzata. Un giocatore di grande qualità che aveva avuto una crescita eccezionale nei mesi precedenti all’infortunio, ma in ogni caso io non voglio nascondermi dietro questo genere di scuse.
Ci tengo a ricordare che Gorini è un allenatore di livello ed ha tutta la fiducia della società. Il mercato poi va affrontato nel momento in cui inizia: bisogna capire chi c’è effettivamente sul mercato, chi è disponibile a trasferirsi, chi rientra potenzialmente nel budget. Io ho delle idee per migliorare la squadra, resta da capire se ci saranno i presupposti per poterle attuare. Non è detto infatti che prendendo un’altra punta per rimpiazzare Baldini si inizi automaticamente a fare tanti gol, questo si fa invece creando una mentalità calcisticamente aggressiva e un gioco propositivo. È vero che quello che conta è vincere e fare punti, giocare bene di per sé non è fondamentale, ma il discorso è che chi gioca bene di solito alla fine i punti li fa: ti può andar male un paio di volte, ma non può di certo durare a lungo.
Gestire uno spogliatoio è difficile ma al contempo estremamente affascinante: entrare nella testa dei giocatori è complicato, devi essere credibile e non lasciare nulla al caso perché i giocatori lo notano. Tramettere ai ragazzi l’importanza della causa per cui si battono è la cosa più importante. È vero che questa è una stagione tosta ma la verità è che la serie B lo è sempre stata: il livello è sempre stato alto, nessuno ti ha mai concesso niente. Già domenica dobbiamo stare attenti perché incontriamo una squadra competitiva come il Sudtirol, non è per niente una squadra materasso, come d’altronde dimostrano i risultati che ha inanellato finora [...].


