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CorSport - Klinsmann: "Vicino a non giocare nè camminare più. Non devo avere fretta di rientrare in campo, il rischio non vale la pena. Tornerò a Cesena"

CorSport - Klinsmann: "Vicino a non giocare nè camminare più. Non devo avere fretta di rientrare in campo, il rischio non vale la pena. Tornerò a Cesena" TuttoB.com
© foto di Federico Serra
autore
Marco Lombardi
Oggi alle 10:36Cesena

Jonathan Klinsmann continua il percorso di recupero dopo il grave infortunio subito lo scorso 18 aprile a Palermo e guarda con fiducia al futuro. Come racconta Massimo Boccucci sul Corriere dello Sport, il portiere ha già programmato una visita di controllo in Germania dopo Ferragosto e vuole successivamente raggiungere la Romagna.

Klinsmann ha infatti prenotato un posto in tribuna al Manuzzi per assistere al debutto in campionato del Cesena contro la Sampdoria. Un modo per tornare a respirare l’ambiente bianconero dopo la frattura della prima vertebra cervicale e il delicato intervento chirurgico affrontato a Heidelberg.

Il portiere, intervistato da The Athletic, ha spiegato con prudenza quale sia la situazione attuale: «Non so ancora quando potrò tornare a giocare. L’osso deve saldarsi e poi dovrà ricompattarsi una volta tolte le viti. Ora non ho più il tutore e la mobilità del collo sta lentamente tornando alla normalità».

Come riferisce Massimo Boccucci sul Corriere dello Sport, un passaggio fondamentale sarà il prossimo controllo con il dottor Stefan Hemmer. Successivamente Klinsmann vuole tornare a Cesena per incontrare nuovamente compagni, tifosi e staff.

«Poi scenderò a Cesena, è positivo che mi vedano perché molte persone erano preoccupate per me. Essere lì, sorridere e far sapere a tutti che sto bene è una bella cosa. Abbiamo Diamanti nuovo allenatore e voglio presentarmi».

Nessuna intenzione, però, di forzare i tempi: «Il mio non è un infortunio da cui si vuole avere fretta di tornare in campo, devo ricordarmi che il rischio non vale la pena».

Nel racconto ripreso da Massimo Boccucci sul Corriere dello Sport, Jonathan torna quindi al giorno dell’infortunio di Palermo, ricordando le prime sensazioni dopo l’impatto: «Credevo che fosse una commozione cerebrale. Avevo la testa sanguinante, ma non ho mai perso conoscenza».

Soltanto successivamente il portiere ha compreso fino in fondo la gravità della situazione.

«Sono stato vicino a non giocare mai più, a non camminare più. All’inizio ho capito che la stagione era finita e non avrei potuto giocare il Mondiale. Supererò anche questa, mi sono detto. È andata male, ma sarebbe potuta andare incredibilmente peggio».

Durante la riabilitazione Klinsmann ha potuto contare anche sulla vicinanza della fidanzata. Insieme ha assistito dagli spalti ad alcune partite, tra cui Stati Uniti-Paraguay, Francia-Svezia, Brasile-Norvegia e Svizzera-Bosnia.

Proprio quest’ultima partita gli ha regalato una riflessione particolare grazie alla presenza di Cédric Itten, suo ex compagno al San Gallo.

«Non lo chiamarono per il Qatar e venne da me in California per riprendersi. Vedendolo entrare in campo con la Bosnia ero felice per lui e mi sono detto che noi calciatori siamo fortunati».

«Ho pensato che ho una bella vita, un bel lavoro. Ho avuto un grande spavento, ma sono sano e posso tornare a fare quello che facevo».

 

 

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