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Cesena, si presenta Andrea Mancini: "Onorato di essere qui. Allenatore entro una settimana, Berti e Shpendi restano? Valuteremo"

Cesena, si presenta Andrea Mancini: "Onorato di essere qui. Allenatore entro una settimana, Berti e Shpendi restano? Valuteremo" TuttoB.com
autore
Angelo Zarra
martedì 9 giugno 2026, 14:30Cesena

Identità, sostenibilità economica, valorizzazione totale dei giovani del vivaio e una scelta della nuova guida tecnica da ponderare al millesimo, senza alcun margine d'errore. Si è presentato così Andrea Mancini, nuovo direttore sportivo del Cesena, delineando in modo netto e rigoroso la sua linea metodologica nel corso della conferenza stampa ufficiale di insediamento.

Il neo dirigente bianconero ha aperto l'incontro con i media esprimendo tutto il proprio orgoglio per il nuovo incarico professionale dietro la scrivania: “È un grandissimo onore entrare a far parte di questa famiglia. La storia del Cesena parla da sola. Ci siamo piaciuti sin da subito. I primi contatti sono arrivati verso la fine del campionato, ma ero ancora legato alla Sampdoria. La mia idea iniziale è stata subito Cesena, poi sbrogliare la situazione e liberarmi dai blucerchiati è stato un po’ più lungo del dovuto”.

La linea strategica tracciata dai vertici del club romagnolo per il nuovo corso è chiara: banditi i voli pindarici o le promesse altisonanti, la parola d'ordine deve essere lungimiranza finanziaria legata alla crescita patrimoniale dei ragazzi cresciuti in casa. Mancini ha le idee chiare sugli obiettivi della stagione: “La proprietà mi ha chiesto di creare un progetto solido e sostenibile. Sull'obiettivo stagionale dico che bisogna migliorare le stagioni precedenti, ma soprattutto rendere orgogliosi i tifosi. La parola d’ordine sarà costruire un’identità: dare il massimo in ogni allenamento e in ogni partita, perché la piazza possa essere fiera di noi”.

Il nuovo ds ha poi citato un parallelismo internazionale illustre per spiegare come intende strutturare il travaso di talenti dal settore giovanile alla prima squadra, ponendo un focus particolare sulle dinamiche della Primavera: “L’esperienza vissuta al Barcellona resta per me un riferimento forte. Lì ho imparato tanto, soprattutto su come riescono a valorizzare i giovani del proprio vivaio. Se un club mondiale, sottoposto a quel tipo di pressione mediatica e sportiva, riesce ogni anno a lanciare e portare stabilmente quattro o sei ragazzi in prima squadra, perché non può farlo anche il Cesena? Per questo motivo il mio obiettivo programmatico è quello di riuscire ad aggregare stabilmente alla prima squadra tre o quattro giovani della nostra Primavera”.

Il primissimo dossier sul tavolo di Andrea Mancini riguarda la scelta dell'allenatore che guiderà la squadra nel prossimo campionato di Serie B. Al momento non ci sono corsie preferenziali o nomi in pole position, ma una ristrettissima lista di profili che rispondono a requisiti calcistici ben precisi: “Non dobbiamo assolutamente sbagliare questa scelta. Serve un allenatore che ci aiuti concretamente a valorizzare quello che abbiamo già in casa e che sia capace di proporre un calcio propositivo, marcatamente offensivo. Tutti i profili che stiamo contattando e sentendo in queste ore hanno questa filosofia comune. L’auspicio della società è quello di chiudere la questione e annunciare il mister senza andare troppo in là della prossima settimana”.

Infine, Mancini ha fatto il punto sulle strategie legate alla rosa attuale, che vanta già una solida base di diciassette calciatori sotto contratto, soffermandosi inevitabilmente sui pezzi pregiati del mercato bianconero, Tommaso Berti e Cristian Shpendi: “Ci sono giocatori importanti in rosa e c'è una buona struttura complessiva su cui ripartire. Berti e Shpendi sono elementi di assoluto valore, la dimostrazione lampante di come Cesena sappia lavorare e valorizzare i propri giovani. Ci tengo a precisare che non abbiamo la necessità economica di vendere. Valuteremo con grande calma, insieme alla proprietà e ai ragazzi stessi, quale sarà il percorso migliore per il loro futuro”.

Sulla metodologia che verrà applicata per scegliere i nuovi acquisti, con un budget complessivo ancora da stanare nel dettaglio, il direttore sportivo ha concluso spiegando di voler mediare la modernità dei dati con la sensibilità vecchio stampo dell'osservazione sul campo: “I numeri e la match analysis fanno parte del calcio moderno e possono rappresentare un supporto di screening e scouting molto importante. Tuttavia, a me interessa soprattutto conoscere al meglio l'aspetto umano dei giocatori. Voglio portare a Cesena calciatori che abbiano fame, capaci di creare valore tecnico e di integrarsi al meglio con la cultura e l’identità profonda di questo club”.

Fonte tuttocesena.it