Cesena, Klinsmann jr racconta l'infortunio: "Ho rischiato di non camminare più"
Jonathan Klinsmann ha rischiato di non giocare più. "Anzi, di non camminare...". Il portiere statunitense, numero uno del Cesena in Serie B, ha raccontato il suo infortunio al The Athletic, ripercorrendo tappa per tappa il suo calvario. "“Questo mi ha fatto male”. È quello che mi sono detto quando Ranocchia mi ha colpito. Poi mi sono girato sulla schiena e ho avvertito il collo bloccato per tutto il tempo. La mazzata vera è stata quando abbiamo fatto il colloquio con i medici: ci hanno detto che il rischio era molto alto...".
L'INFORTUNIO DI KLINSMANN - Klinsmann junior, figlio dell'ex Inter e Sampdoria Jürgen - ex c.t. degli Stati Uniti dal 2011 al 2016, ha spiegato le difficoltà legate all'infortunio. Questo il referto: frattura della prima vertebra cervicale e danni ai legamenti del collo: "Sono stato davvero vicino a non giocare mai più, a non camminare più. Insomma, è andata male ma sarebbe potuta andare peggio. A quel punto la cosa dura è stata spiegare ai miei familiari cosa fosse successo e rassicurarli che stessi bene, anche se fisicamente non era così". Un altro aspetto parecchio duro è stato il colloquio coi medici: "“Era molto vicino al midolo spinale, alla vertebra C1, che è responsabile quasi da sola di tutta la rotazione del collo. Dicendomi questo, mi hanno chiesto di firmare un foglio. A quel punto ho ripreso a pensare al calcio: mi dispiaceva non poter finire il campionato con il Cesena e di non poter lottare per andare al Mondiale". Klinsmann ha visto tutte le partite della nazionale. Ora lotta per tornare più forte di prima: "L’osso deve saldarsi, poi andranno tolte le viti e l’osso dovrà ricompattarsi, il tutto mentre i muscoli si riprendono. Una delle cose di cui vado più fiero è che il mio atteggiamento mentale non è mai stato negativo".


