Cesena, Cole si presenta: "Voglio lasciare la mia impronta, dobbiamo aprirci al cambiamento. Ai giovani della Primavera darò la possibilità di esprimere il loro valore"
Presentato oggi Ashley Cole, nuovo tecnico del Cesena. Di seguito le sue dichiarazioni riportate dal sito ufficiale del club bianconero.
“Questo Club ha una storia propria e dei valori propri, dei valori che, prima di tutto, sono allineati ai miei. Ho vissuto un’infanzia molto umile da bambino. Ho sempre cercato di lavorare e dare sempre più del dovuto per arrivare dove sono arrivato come giocatore. Dopo i colloqui che ho avuto con Corrado, Mike, John e tutta la dirigenza del Club, mi sono reso conto che condividiamo gli stessi valori e sono stato subito entusiasta quando ho ricevuto la chiamata e l’opportunità di venire qui, come ho già detto, in una realtà sana, onesta e rispettabile e sono ancora più entusiasta per il futuro. La cosa più importante per me è il mio background, perché il mio percorso rispecchia proprio l’anima dei tifosi del Cesena: sono una persona molto umile, con valori importanti e leali e i tifosi stanno dando tutto quello che hanno per il Club, quindi ora sono io che devo dare loro qualcosa in cambio. Non appena ho saputo di questa opportunità l’ho colta al volo. La mia squadra deve rispecchiare non solo il mio modo di vedere ma deve rispecchiare il club, i tifosi e i valori dei tifosi.”
“Il mio lavoro prima di tutto è quello di comprendere il contesto in cui mi trovo, di cosa sono capaci i giocatori, capire la città di Cesena, i valori, come gioca la squadra e come lavorano gli altri team. Quindi sì, ho una buona conoscenza del livello, del campionato e di quello che devo fare per migliorare la situazione della squadra ed è quello che continuerò a fare. Ho un ottimo staff che mi affianca, ci sono molte persone che mi stanno aiutando ad avere tutte le carte in regola per vincere e per migliorare. Certamente ho ancora molto da imparare, ma spero anche che le persone capiscano che questo richiederà un po’ di tempo.”
“Secondo me dobbiamo capire che se questa squadra avesse vinto le ultime otto partite io non sarei seduto qui ora. Questo significa che qualcosa è andato storto e che la squadra è in un momento di difficoltà. Questo è quello che bisogna capire. Io sono arrivato e ho cercato di smuovere le cose, perché questo è il calcio, no? Ora il mio lavoro è quello di preparare al meglio la squadra e di preparare i giocatori sotto il punto di vista mentale. Certamente voglio lasciare anche la mia impronta, ma la cosa più importante è che sia utile al club e ai giocatori.”
“Se ho apportato troppi cambiamenti dopo soli due giorni di lavoro con la squadra? È un’ottima domanda ma, valutando la squadra dopo il pareggio di sabato con il Frosinone, penso che fosse importante mettere il mio timbro sulla squadra, seppur questo volesse dire cambiare stile di gioco. Secondo me le formazioni sono adattabili. Sicuramente ho commesso un errore per quanto riguarda quello che ho chiesto agli esterni, ma durante l’allenamento i giocatori mi hanno dimostrato che sono in grado di capire e di modificare il loro gioco. Io devo essere diverso. Non posso arrivare in questo grande club ed essere uguale a tutti gli altri. Capisco il senso di quello che dici e lo accetto, ma in fine dei conti devo fare dei cambiamenti. Non posso mettere cinque difensori e aspettare che siano le altre squadre a fare il loro gioco. Dobbiamo essere più aggressivi e dobbiamo essere aperti al cambiamento: questo è il mio lavoro e devo assicurarmi che la squadra e i giocatori lo capiscano, per cambiare mentalità il più presto possibile.”
“Penso che le esperienze che ho fatto nel mio percorso da allenatore siano state davvero molto importanti per la crescita dei giocatori più giovani. Sono stato a contatto con loro per molto tempo. Dopo essermi ritirato dal calcio giocato, sono tornato al Chelsea per studiare e capire me stesso come allenatore e capire di cosa hanno bisogno i giovani giocatori. E sicuramente dobbiamo spingere e far crescere i giovani del Cesena: giocatori come Berti, Shpendi e Francesconi, perché loro sono l’anima del club e dobbiamo continuare a far crescere giocatori di altissimo livello. La Primavera gioca nel massimo campionato di categoria a livello nazionale e sta facendo un grandissimo campionato. Noi dobbiamo lavorare per formare giocatori che siano pronti per la nostra prima squadra e bisogna dare loro l'opportunità di crescere e anche di sbagliare. Non sto dicendo che sabato vedrete in campo un sacco di giocatori dalla Primavera, ma la mia idea è che, così come io stesso ho ricevuto una grande possibilità quando ero solo un ragazzino, allo stesso modo oggi devo rispettare i giocatori della Primavera e dare loro la possibilità di dimostrare il proprio valore.”


