Carrarese, Hasa: "Sogno la Serie A e i playoff qui"
Il talento di Luis Hasa è tornato a brillare sotto il sole della Toscana. Il trequartista classe 2004, arrivato alla Carrarese in prestito dal Napoli, ha trovato a Carrara l'ambiente ideale per lasciarsi alle spalle un periodo d'ombra e tornare a mostrare le qualità che lo hanno reso uno dei profili più interessanti del panorama nazionale. Intervistato da Gianlucadimarzio.com, il calciatore ha attribuito gran parte della sua rinascita al rapporto con il tecnico Calabro: "Calabro mi ha ridato fiducia e tranquillità fin da subito, sapeva che venivo da un anno senza giocare. Mi ha sicuramente aggiunto la capacità di fare gol, spesso mi dice di attaccare l'area e infatti gli ultimi sono arrivati così. Mi ha aiutato tanto".
La stagione in corso è già la migliore della sua giovane carriera tra i professionisti, impreziosita da cinque reti che hanno spesso unito estetica e concretezza. Se il gol contro il Pescara resta il preferito per coordinazione e bellezza, quello siglato recentemente contro la Sampdoria ha un valore specifico altissimo per la classifica dei giallazzurri: "Ne ho fatti un paio molto belli, devo essere sincero. Adesso che ci penso forse quello di Pescara è stato quello esteticamente il migliore. Sicuramente è stato uno dei più importanti della mia carriera. Mancava da un po' la vittoria ed è servita per ridare tranquillità alla squadra". Un feeling, quello con il gol, alimentato anche dal calore di una piazza che non fa mai mancare il proprio supporto: "La nostra curva è un’altra cosa, lo percepisci perché ti dà una spinta in più. Ogni domenica alla fine della partita i tifosi ci ripetono che sono sempre al nostro fianco. Noi diamo il massimo per loro".
Il percorso di Luis Hasa è passato inevitabilmente da Napoli, dove ha vissuto da vicino la cavalcata verso il quarto scudetto azzurro. Nonostante il poco spazio in campo, l'esperienza nel gruppo allora guidato da Antonio Conte ha forgiato il suo carattere e la sua struttura fisica. Il giovane talento ricorda con ammirazione la forza di compagni come McTominay e Anguissa: "Quando sono arrivato nel mercato di gennaio il Napoli era già primo. Durante i mesi in cui sono stato lì mi ha colpito quanto fosse forte la squadra ma ancora di più il gruppo. Quello ha fatto la differenza, quando sei un grande gruppo fuori anche in campo è un’altra cosa. Quelli che hanno sorpreso di più sono stati McTominay e Anguissa. Fisicamente sono due mostri, si inseriscono in area e le prendono tutte di testa. Quando li vedi e giochi dal vivo insieme a loro ti rendi conto di quanto siano forti. Un centrocampo a tre Anguissa-Hasa-McTominay? Lo spero". Sul metodo di lavoro di Conte, Hasa non ha dubbi: "Il mister lavora tanto e pretende lo stesso. Ho fatto la preparazione estiva ed è stata faticosa, però alla fine i risultati si vedono perché in campo vai forte. Quando inizia il campionato ti senti bene, l’ho notato prima e dopo averlo avuto come allenatore. Sono cresciuto tanto dal punto di vista fisico".
Prima dell'azzurro, c'è stata la lunga formazione alla Juventus, dove ha condiviso il campo con Kenan Yildiz, talento con cui ha mostrato un'intesa naturale: "Facevamo spesso assist l'uno all'altro. È cresciuto tanto, quando sali in prima squadra fai uno step in più rispetto a quando giochi insieme ai ragazzi della tua età. Gli faccio un grande in bocca al lupo perché è un bravo ragazzo". Nonostante le convocazioni con Massimiliano Allegri, l'esordio in bianconero non è arrivato, ma quel periodo resta fondamentale per la sua crescita: "Quando mi chiamò la prima volta in Coppa Italia mi chiese se fosse la prima volta che salivo in Prima Squadra. Non mi allenavo molto con loro, solo quando c’era bisogno".
Oggi, con lo sguardo rivolto al futuro, Luis Hasa non nasconde le proprie ambizioni, pur restando focalizzato sull'obiettivo immediato con la maglia della Carrarese: "Spero sicuramente di giocare in Serie A, è il mio sogno più grande. Allenandomi con i campioni penso quello che cambia tanto rispetto alla B è il tempo di pensiero e di giocata, devi pensare prima di ricevere la palla. Quando ero a Napoli tutti andavano forti e a due tocchi, sennò arrivava Anguissa e ti spostava. L’intensità è molto più alta, il fisico e le gambe sono diverse però il campionato di Serie B è bello perché non sai mai come andrà a finire fino all’ultimo. Le squadre sono vicine. Con la Carrarese spero di andare ai playoff, se giochiamo come sappiamo possiamo toglierci grandi soddisfazioni e regalare una grande soddisfazione alla piazza".


